L’Alan Ford di Bunker e Piffarerio: come prima, meglio di prima

Dopo aver proposto, in una formula editoriale innovativa, il primo, leggendario ciclo di “Alan Ford” disegnato da Magnus, Mondadori Comics rilancia ora con la lunga, esilarante tranche affidata alle illustrazioni di Paolo Piffarerio. Sempre su sceneggiatura e testi del demiurgo Max Bunker.

Blog 29 gennaio 2015 alle 12:00

Settantacinque episodi raccolti da Mondadori Comics in tredici volumi “omnibus” (la cosiddetta “TNT Edition“) di oltre mille pagine ciascuno e proposti attraverso i canali delle edicole, delle librerie, delle fumetterie e della vendita online.

La documentazione di prestigio di sei anni di attività – dal 1969 al 1975 – durante i quali l’autore Max Bunker e il disegnatore Magnus riuscirono a rendere “Alan Ford” un serial di culto apprezzato su più livelli, divenendo appannaggio di lettori appartenenti a diversi strati culturali, generazionali e geografici.

Già, perché attraverso un formato popolare e maneggevole – quel pocket che aveva sancito la fortuna di “Kriminal”, “Satanik” e “Diabolik” – Bunker e Magnus si sforzarono di dar corpo a un mélange di suggestioni e rimandi del tutto inedito nel panorama editoriale fumettistico italiano.

“Alan Ford”, infatti, fondeva l’umorismo amarognolo della commedia all’italiana con la comicità slapstick statunitense, contribuendo, tra l’altro, a favorire l’introduzione nel linguaggio comune nazionale di termini dialettali fino a quel momento utilizzati solo a Milano (basta pensare a titoli come Missione da siuri o Lo spennagrulli).

Parodiava, poi, attraverso una straordinaria vena dissacrante, gli intrighi spionistici tipici dei film con protagonista il James Bond 007 di Ian Fleming, l’eroe pop più famoso e imitato degli anni Sessanta.

Anticipava, inoltre, e non di poco, le trovate grottesche e surreali di Paolo Villaggio e di Luciano Salce che, con le prime due pellicole della tragicomica saga di Fantozzi, avrebbero innescato – a metà degli anni Settanta – una mutazione genetica nel modo di ridere del pubblico della Penisola.

Quando, nel ’75, Magnus prese la decisione di abbandonare le redini grafiche della collana e di sciogliere il sodalizio artistico con Bunker per intraprendere un percorso da autore completo, “Alan Ford” godeva di un larghissimo successo. E non furono pochi coloro che si dimostrarono scettici sulla possibilità di un adeguato proseguimento della serie dopo la partenza del maestro emiliano.

8

Paolo Piffarerio e Luciano Secchi/Max Bunker

Bunker, tuttavia, mise subito le carte in tavola e, coinvolgendo Paolo Piffarerio, cartoonist col quale aveva collaborato più volte nel corso del decennio precedente, si mise immediatamente al lavoro per dimostrare che l’universo di “Alan Ford” era innanzitutto frutto della sua personale visione narrativa.

Ed è proprio il ciclo di “Alan Ford” firmato da Bunker e Piffarerio a tornare, adesso – a partire dal numero 14 della “TNT Edition”, in vendita in questi giorni – per affermare ancora una volta la sua inossidabile carica umoristica.

9 10 11 12

Un momento d’oro per le gesta del Gruppo TNT guidato dall’immortale Numero Uno, segnato dall’arrivo di nuove, assurde e disturbanti minacce, dal trionfale ritorno di vecchi nemici e da molteplici svolte di continuity.

13 14 15 16

Anche i lettori contemporanei potranno quindi ridere di gusto grazie a personaggi come la pasionaria Beppa Giosef, il karateka Krack Fu, la star Renato Uno (parodia satirica del cantautore Renato Zero che, nella seconda metà degli anni Settanta, conosceva i suoi primi successi), il malinconico Ipnos, ma, soprattutto, quel camaleontico Gommaflex che divenne notissimo agli italiani grazie agli elevati indici di gradimento riscossi da Supergulp! – Fumetti in TV, programma di cui Alan Ford e il Gruppo TNT erano protagonisti di punta grazie alla versione a colori e in semianimazione delle loro gesta cartacee.

17 18

La prima apparizione di Gommaflex avvenne nei cartoons di Supergulp! prima ancora che sulla serie a fumetti. E il programma della RAI ideato da Guido De Maria e Giancarlo Governi funse da volano per accrescere il successo degli albi di “Alan Ford” che, proprio in quel periodo, conobbero uno dei loro massimi picchi di vendita nelle edicole.

Nelle storie di Bunker e Piffarerio, lo scalcinato team anticriminale newyorchese si dota alfine di una lussuosissima succursale californiana diretta dall’ambiguo Grande Cesare, mentre fa il suo ingresso Clodoveo, un pappagallo parlante e dotato d’intelligenza destinato a entrare in costante contraddizione col Numero Uno.

Un ricchissimo menu, insomma, che amplifica la portata satirica e parodistica del serial (con richiami all’attualità, alla cronaca e al costume che si fanno sempre più evidenti e insistiti) attraverso uno sguardo sapiente, in cui il disincanto e lo sberleffo caricaturale non si tramutano mai in un cinismo velenoso e sterile.

Un risultato degno di nota, da ascrivere senza alcun dubbio anche all’efficacia dell’arte di Piffarerio che di “Alan Ford” avrebbe finito col disegnare, talvolta con l’ausilio di altri inchiostratori, un novantina di numeri, tra i quali spicca Broadway, episodio considerato tra i più riusciti ed esilaranti nell’ambito dei cinquant’anni della serie originale.

Piffarerio, del resto, pur essendosi distinto per il suo tratto realistico, non era nuovo alle incursioni nel disegno umoristico, come attestato dai suoi esordi avvenuti all’interno della Gamma Film, un importante studio pubblicitario che – a cavallo tra gli anni Cinquanta e i Settanta – aveva ideato notissimi testimonial animati: il frate Cimabue dell’amaro Dom Bairo; Caio Gregorio, er guardiano der pretorio; il vigile Concilia e il pedone Foresto e i “taca banda” Andrea e Oracolo.

19 20 21 22 23

Piffarerio, oggi novantenne, aveva conosciuto Bunker nei primi anni Sessanta, realizzando con lui i personaggi western di culto Maschera Nera e El Gringo; il ladro gentiluomo della Belle Epoque conosciuto come Milord e il particolareggiato excursus storico Fouché, pubblicato sulla rivista “Eureka”, edita dalla mitica Editoriale Corno.

Parallelamente ad “Alan Ford”, il disegnatore milanese divenne una delle colonne de La storia d’Italia a fumetti di Enzo Biagi. Poi, nella prima metà degli anni Ottanta, grande riscontro ottennero le riduzioni a fumetti di alcuni capolavori delle letteratura ospitate sulle pagine della rivista “Il Giornalino”.

Anche dopo aver rinunciato all’impegno seriale di “Alan Ford”, Piffarerio non ha mai disdegnato di ritornarci in occasioni speciali, come ne Il canto di Natale, Lo strano caso del dottor Jeckyll e Frankenstein, il mostro, sapide parodie ricavate dai quasi omonimi racconti di Charles Dickens, Robert L. Stevenson e Mary Shelley.

24 25 26

 

Shop

News correlate

Alan Ford TNT Edition – seconda serie

Anteprima 8 gennaio 2015

Prosegue la ristampa monumentale che raccoglie tutti gli albi di Max Bunker per le matite di Paolo Piffarerio

Leggi tutto »

Altre News

La Compagnia del Crepuscolo – l’ultimo canto di Malaterra, 58° volume di Historica

Anteprima 31 luglio 2017

In edicola, libreria, fumetteria e online dal 4 agosto 2017

Leggi tutto »

Caterina de’ Medici, terzo volume di Historica Biografie

Anteprima 10 luglio 2017

Dal 14 luglio in edicola, fumetteria, libreria e online

Leggi tutto »