Alix senator: Roma caput mundi si trasforma in graphic novel

Gli album di cui è protagonista Alix sono apparsi raramente in Italia. Mondadori Comics pone adesso termine a questo vuoto editoriale pubblicando il più recente ciclo di storie dedicato al personaggio di Jacques Martin

Blog 19 marzo 2014 alle 12:00

Spesso, troppo spesso, solo gli autori stranieri riescono a raccontare i momenti di grandezza e di decadenza dell’antica Roma repubblicana e imperiale. Qui in Italia siamo forse, in qualche modo, ancora coinvolti, ancora inconsciamente immersi nella sua irripetibile vicenda millenaria per comprenderla appieno.

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© Hachette/Albert René

È un dato di fatto. La serie di Asterix di René Goscinny e Albert Uderzo ha sempre riscosso un lusinghiero successo anche nel nostro Paese, ma il fatto che una coppia francese potesse, con grande finezza satirica e umoristica, rappresentare i legionari romani come dei tontoloni incapaci di avere ragione di un piccolo villaggio gallico, ha talvolta creato, in ugual misura, un intimo senso di disagio al lettore italiano. Perché la gloria e la potenza di Roma da noi vengono ancora adesso percepite come certezze sacre e inviolabili, come simboli di uno status sociale e politico altamente connotativo.

È per questo che in Italia una splendida serie TV come Roma, prodotta dal network via cavo americano HBO, ha generato, finendone travolta, tante polemiche e controversie al momento della sua prima trasmissione in chiaro sui nostri canali generalisti. Il suo crudo realismo; la sua corretta e disincantata visione storica; quella rappresentazione di un impero nascente fondato sugli intrighi, sul sangue, sull’odio e sui tradimenti; quella Roma tardo-repubblicana in cui la vita politica non di rado prevedeva cruenti scontri armati tra clan rivali sulle piazze urbane, costituivano elementi troppo distanti dalla sensibilità comune nostrana – abituata a considerare quel mondo come un esempio di virtù etiche, morali e sociali – per essere accettati senza problemi.

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Roma © HBO Roma © HBO

Discorso differente per il film Il gladiatore di Ridley Scott, dove l’alto livello spettacolare e la messa in scena di una Roma iperrealista e, di fatto, lontana dalla realtà, giocavano a favore del suo successo anche all’interno dei nostri confini.

Di contro, in Italia di opere di fiction ambientate in epoca romana neanche l’ombra. Terminata l’epoca dei film di genere peplum – che comunque poco avevano di storico e molto di fantasy – nessun serial televisivo, nessuna pellicola cinematografica ha mai tentato di costruire un dramma realistico di ambientazione classica. Nessuna produzione nostrana ci si è mai arrischiata se non di riflesso, nell’ambito di qualche agiografia dedicata a figure religiose vissute nell’antichità.

L’unica, nobilissima e insuperabile eccezione resta il Satyricon che il regista Federico Fellini trasse dall’omonimo romanzo di Petronio: un film che, a tutt’oggi, s’impone come la rappresentazione più vivida e coerente di quelli che dovevano essere gli usi, i costumi e la mentalità della Roma imperiale, in un’era ancora pre-cristiana.

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Il Satyricon di Federico Fellini

E lo stesso discorso vale per il fumetto dove le uniche eccezioni restano, ormai da decenni, i fumetti di indagine storica pubblicati – con alte e precise finalità didattiche – sul settimanale “Il Giornalino”. Oppure il breve ciclo de All’ombra delle aquile, pubblicato trent’anni fa sulle pagine della rivista “L’Eternauta”: un’avventura sanguigna e improntata su un’ottima ricerca filologica, nata dalla collaborazione tra l’archeologa e sceneggiatrice Maria Teresa Contini e il disegnatore Giacinto Gaudenzi. O, infine, la riduzione de L’asino d’oro di Apuleio operata da Milo Manara proprio sulla scorta dell’insegnamento felliniano derivante dal Satyricon.

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© San Paolo Edizioni © San Paolo Edizioni © Maria Teresa Contini e Giacinto Gaudenzi L’Asino d’Oro di Milo Manara

Per poter leggere fumetti ambientati nel mondo dell’antica Roma bisogna – ed è quasi un paradosso – guardare all’Oriente e, ancora di più alla Francia. Dal Giappone provengono infatti manga come Cestus di Shizuya Wazarai (che vede come protagonista un giovane pugilatore che combatte negli anfiteatri all’epoca di Nerone) e Virtus di Gengoroh Tagame, collocato nel mondo dei gladiatori e basato su un alto tasso di violenza e di perverso erotismo.

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Cestus di Shizuya Wazarai Virtus di Gengoroh Tagame

Maggiormente legato a esigenze di realismo l’approccio transalpino. All’interno della collana “Historica” abbiamo già proposto con successo diversi fumetti ambientati in epoca romana. Il primo è stato Vae Victis! di Simon Rocca e Jean-Yves Mitton, in cui la conquista cesariana della Gallia e della Britannia è filtrata – in gioco oscillante tra realtà documentata e ampie concessioni all’invenzione letteraria – attraverso gli occhi di un’agguerrita ragazza celta. Sono poi seguiti Gli scudi di Marte del compianto sceneggiatore Gilles Chaillet e del disegnatore Christian Gine – dove i protagonisti devono venire a capo di un complotto scaturito dalla corte dell’imperatore Traiano – e anche Attila, di Jean-Yves Mitton (stavolta in veste di scrittore) e Franck Bonnet, rievocazione alquanto romanzata benché sempre rispettosa degli eventi storici, del conflitto tra gli inarrestabili Unni e le truppe romane guidate dal generale Ezio.

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Christian Gine
Jugurtha

Jugurtha

A questi titoli se ne potrebbero aggiungere tanti altri, spesso di ottima fattura. Ma qui vogliamo per il momento citare solo un classico di qualche decennio fa: la saga di Jugurtha scritta da Jean-Luc Vernal per i disegni di Hermann, Franz e Michel Suro. In questo caso gli autori del fumetto immaginano che Giugurta, re nordafricano del popolo dei Numidi, sconfitto e imprigionato dall’esercito romano (così come narrato nel Bellum Igurthinum di Sallustio) riesca ad affrancarsi dalla sua cattività per diventare protagonista di avventure senza confini e talvolta d’impianto fantastico.

Alix 15L’Alix di Jacques Martin fa, però (e scusateci l’involontario calembour), storia a parte. Ideato nel 1948 per il mitico “Le Journal de Tintin”, disegnato con uno stile “linea chiara” che ha contribuito a fare scuola, assieme a quello di Hergé e di Edgar P. Jacobs, Alix ha proseguito il suo percorso narrativo fino ai giorni nostri, protagonista di trentadue volumi realizzati da Martin e – dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2010 – da altri suoi collaboratori designati, ai quali bisogna aggiungere diversi spin-off. Tra i quali il recentissimo ciclo di Alix Senator concepito dalla sceneggiatrice Válerie Mangin e dal disegnatore Thierry Démarez.

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© Casterman © Casterman © Casterman

Di origini galliche; figlio adottivo di un ricco romano; amico di Cesare, Alix vive le sue avventure tra la sua terra d’origine, la città di Roma, la Mesopotamia, l’Africa e l’Asia, proiettandosi fino in Cina. Le trame articolate e ricche di colpi di scena; il rigore di uno storytelling chiaro e ricercato; la grande attenzione posta sugli scenari e sulla correttezza dei dettagli storici, hanno reso la saga di Alix non solo un bestseller evergreen, ma anche oggetto di studi accademici che ne hanno evidenziato l’alto valore artistico.

Per questo il lavoro di Mangin e Démarez è ancora più degno di nota, visto che all’abilità narrativa si è dovuta, in questo caso, associare una buona dose di coraggio nel confronto con la precedente opera di Martin.

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© Soleil © Soleil © Quadrants

I due autori avevano già collaborato insieme, dando vita alla saga de Le dernier troyen (“L’ultimo troiano”), rivisitazione in salsa space-fantasy dell’Eneide di Virgilio. Ma la loro immersione nel mondo di Alix rappresenta una svolta rispetto alle tematiche da essi toccate in passato. La Mangin, infatti, è una studiosa di Storia, con un titolo universitario di archivista paleografa, ma le sue competenze è riuscita con abilità ad applicarle soprattutto su scenari narrativi di genere ucronico e fantascientifico (Luxley, KGB, il vasto affresco di Chroniques de l’antiquité galactique, ecc.). E anche Démarez, dal canto suo, si è messo in luce con vari album a fumetti di genere fantastico, tra cui anche un episodio di Prometeo, uno dei prossimi titoli in programma nella nostra collana “Fantastica”.

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Thierry Démarez Válerie Mangin

Con Alix Senator, Mangin e Démarez hanno quindi sperimentato per la prima volta un percorso alternativo, accostandosi a un personaggio preesistente, re-immaginandolo e collocandolo in un’ambientazione per diversi aspetti differente da quella creata da Martin. In questa nuova serie, infatti, Alix è un agile cinquantenne (un divertito omaggio metatestuale: mezzo secolo, come la durata della reale vita editoriale del personaggio) divenuto, come già suo padre adottivo, senatore di Roma, anche se ormai le vestigia della repubblica si consumano sotto l’apparente splendore dell’impero di Augusto. Ed è in questa sua nuova veste che Alix dovrà risolvere un intrigo politico che può rivelarsi pericoloso per le sorti dello stato e per il futuro della dinastia imperiale.

A sancire l’importanza di Alix senator – il cui primo volume s’intitola Aquile di sangue – ha concorso, pochi mesi fa, la presentazione dell’opera proprio a Roma, nella mediateca dell’Institut Français – Centre Culturel Saint-Louis. Un evento documentato dalle telecamere del TG3 grazie all’attenzione di Riccardo Corbò, uno dei migliori giornalisti di settore in forza alla RAI, che ha saputo mettere in evidenza la forza d’impatto documentaristica delle tavole, che si allontanano dall’originaria ligne claire di Martin e acquistano profondità grazie ai colori acrilici di Démarez.

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