Conversando con Federico Ferniani e Luca Saponti, interpreti grafici de “La Via della Spada”

Tratto da un capolavoro heroic-fantasy del romanziere francese Thomas Day, “La via della spada” – uno dei titoli portanti della collana “Prima” – giunge finalmente al suo secondo, attesissimo capitolo, intitolato “Le braci dell’insegnamento”. Un episodio contraddistinto da tanta azione e da un’impressionante forza grafica.

Blog 21 ottobre 2015 alle 12:44

Mathieu Mariolle

Mathieu Mariolle

Mathieu Mariolle – sceneggiatore de La via della spada – non ha mai fatto mistero di chi siano i suoi numi tutelari, citando senza problemi l’influenza che hanno avuto sul suo lavoro autori come Luc Brunschwig, Jean-David Morvan (a cui si devono gli script di SpyGames: Dissidenti, gioiello action pubblicato sul settimo numero della collana “Prima”, e di Helldorado, epopea ucronica apparsa sul decimo volume della collana “Fantastica”), Naoki Urusawa (cartoonist nipponico amatissimo per le serie Monster, 20th Century Boys, Pluto e Billy Bat), Fabien Nury (autore dell’intreccio di XIII Mystery: Steve Rowland, inserito sul quinto volume della collana “XIII”) e lo Xavier Dorison di Santuario (l’epico fanta-horror proposto sul secondo volume di “Fantastica”), Black Lord (il thriller a sfondo documentaristico dipanatosi su due album di “Prima”) e XIII Mystery: La Mangusta (di imminente uscita sull’ottavo numero di “XIII”).

Influssi che vanno a innestarsi sulle sue tre grandi passioni: il cinema, i romanzi noir e i videogiochi. E che, senza alcun dubbio, vanno a incrociarsi e a compenetrarsi, sortendo un effetto deflagrante, nella saga de La via della spada, una trilogia che traspone in forma di graphic novel l’universo – sospeso tra rievocazione storica, leggende orientali e heroic-fantasy – scaturito dall’immaginazione letteraria del romanziere Thomas Day (pseudonimo di Gilles Dumay, uno dei massimi specialisti francesi del genere fantastico).

La via della spada è un romanzo di formazione incentrato sulla figura di Mikedi, figlio dell’imperatore del Giappone, affidato dal padre alla cura e agli insegnamenti di Miyamoto Musashi, filosofo dai costumi libertini, maestro d’armi e abile stratega.


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Prova di cover per il secondo tomo de “La via della spada”

Nel primo volume – intitolato La via della spada: Le ceneri dell’infanzia e pubblicato sul secondo numero di “Prima” – avevamo assistito al modo in cui Mikedi era stato costretto ad abbandonare l’età dell’innocenza per intraprendere un duro e tragico cammino fatto di guerra e morte.

Adesso, in La via della spada: Le braci dell’insegnamento il maestro Miyamoto – una leggendaria figura storica che gli amanti dei manga hanno avuto modo di conoscere grazie al serial Vagabond, scritto e disegnato da Takehiko Inoue – spinge ancora di più il suo allievo verso il conseguimento di una dolorosa maturità, indirizzandolo verso i piaceri della carne e dei sapori – strumenti atti a cogliere il valore inimitabile di ogni singolo momento della vita – e facendogli comprendere quale costo supremo impongano l’eroismo e l’esercizio delle armi.

Anche in questo caso, Mathieu Mariolle ha potuto contare sul fondamentale apporto artistico di Federico Ferniani, disegnatore toscano (è nato a Empoli nel 1974) che per questo secondo capitolo de La via della spada – disponibile da venerdì scorso nelle edicole, le librerie, le fumetterie e gli store online – ha potuto avvalersi dei sofisticati contributi cromatici apportati alle sue tavole dal collega, amico e conterraneo Luca Saponti.

3In occasione dell’edizione 2015 di Lucca Comics & Games – che prenderà il via la settimana prossima, il 29 ottobre, e si protrarrà fino al primo novembre – Mondadori Comics avrà il piacere di ospitare Ferniani presso il proprio stand, in Piazza Napoleone, proprio per presentare e lanciare La via della spada: Le braci dell’insegnamento. L’artista avrà così modo di incontrare il pubblico, autografando le copie dell’album e realizzando sketch su prenotazione.

Noi, tuttavia, non abbiamo potuto fare a meno di contattarlo in anteprima, col desiderio di replicare in qualche modo la bella, lunga ed esaustiva intervista che gli rivolgemmo l’anno scorso, sempre sulle pagine del nostro blog. Altresì, abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere anche con Luca Saponti, che al lavoro di colorista abbina una carriera di disegnatore sviluppatasi essenzialmente Oltralpe.

Federico Ferniani

Federico Ferniani

Ma iniziamo con Ferniani:

Mondadori Comics: Ciao, Federico e bentrovato sulle pagine del nostro blog. È trascorso esattamente un anno da quando abbiamo pubblicato su “Prima” il capitolo iniziale de La via della spada. Adesso finalmente vede la luce l’attesissimo secondo tomo. Cosa ha rappresentato per te questo evento dal punto di vista artistico e professionale?

Federico Ferniani: “Ciao, ragazzi, e grazie per quest’ennesima occasione d’incontro che mi date. È sempre bello per me poter parlare con voi del mio lavoro. Direi che la parola “parto” è quella che meglio esprime la dedizione che ho profuso per questo secondo tomo de La via della spada. È stato davvero molto impegnativo. Benché io resti molto legato al mio primo volume, già al momento della sua pubblicazione mi erano chiari tutti i difetti che conteneva e i miglioramenti che avrei dovuto apportare dedicandomi alla sua prosecuzione. La lavorazione di questo secondo tomo ha richiesto un processo a volte veloce e istintivo, altre volte, per ciò che riguarda certi passaggi e certe tavole, di intenso lavoro di ricerca che in diversi casi mi ha addirittura portato a rifare da capo intere tavole. Professionalmente, si tratta del mio primo sequel e segna per me una pietra miliare, l’accesso a una continuità di viaggio, di una evoluzione che nel capitolo precedente avevo solo potuto intravedere.”

MC: Ci sembra, complice anche una storia ancora più votata all’azione rispetto al primo capitolo, che il tuo tratto e l’impostazione delle tavole siano divenuti più dinamici, meno tesi all’illustrazione drammatica e più allo storytelling a fumetti vero e proprio. Ci sono sequenze dal vertiginoso taglio cinematografico e i toni grafici sono assai carichi, ancora più nervosi e densi di ombreggiature…

FF: “Esatto. Fin dai miei esordi, ho sempre avuto difficoltà a contenermi, in un certo senso. L’approccio al fumetto per me ha consistito, in un primo momento, nella necessità di trovare un compromesso tra l’illustratore e il “narratore sequenziale”. Uno dei motivi per cui amo questo progetto è che mi è stata data la libertà di esprimermi come volevo a livello di storytelling, di storyboard e composizione della tavola. Desideravo da sempre infondere più dinamicità e drammaticità nelle mie tavole e questo secondo album effettivamente ha dato spazio alla mia visione e ha assecondato appieno questa mia tensione drammatica. Sono anche molto attento al lavoro dei miei colleghi e sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli grafici e narrativi. Il cinema, poi, è da sempre il mio primo grande amore. Non si tratta solo di influenze subite: è proprio un mio intento quello di dare alle inquadrature che sono chiamato a realizzare un taglio cinematografico.”

MC: Così come accaduto nel primo volume, nel corso della vicenda sono presenti due digressioni narrative che servono a espandere il contenuto filosofico e geografico della storia: la prima è affidata ai disegni di Richard Guerineau, la seconda, invece (a differenza di quanto accaduto in precedenza), è stata affidata a te…

FF: “Sì, mi sono tolto una soddisfazione, volevo farlo sin dal primo albo. All’inizio pensavo a qualcosa di completamente diverso, più pittorico e meno definito nel segno, ma poi durante la lavorazione ho cambiato idea per una semplice questione di tempistiche. Spero comunque che il risultato piaccia ai lettori.”

MC: Sul versante cromatico, invece, a Jean-Paul Fernandez subentra il nostro connazionale Luca Saponti. Come ti sei rapportato a lui nella definizione di quello che sarebbe dovuto essere il risultato finale?

FF: “Conoscevo già Luca da diversi anni e ho sempre apprezzato il suo stile pittorico e dettagliato. Sapevo, inoltre, che lavorando con lui avrei potuto confrontarmi, dialogare e collaborare nel definire insieme una tavolozza che facesse incrociare le nostre inclinazioni personali, cosa che purtroppo non ho potuto fare per il primo volume. Con Luca è stato tutto facile, le prime tavole hanno richiesto un po’ più di tempo per definire i dettagli e inquadrare meglio una linea coerente, ma poi tutto è filato liscio come l’olio. Spero, oltre al previsto terzo tomo de La via della spada, di avere in futuro altre occasioni di lavorare con lui.”

MC: Una costante cromatica di questo secondo volume è il contrasto eccitante tra tonalità calde (arancioni, rossi e ocra) e fredde (indaco, blu, azzurro e verde). Una scelta che infonde vita e tensione a immagini spettacolari…

FF: “Mi fa piacere sentirlo. Quello dell’uso del contrasto è una mia vera passione: che siano di luce, nel tratteggio e nelle ombreggiature, o cromatici adoro quel movimento grafico, narrativo ed estetico che i contrasti creano. Fortunatamente Luca in questo mi ha assecondato in modo impeccabile. Evidentemente è stato un terreno di incontro comune. Per quanto riguarda i toni, io sono quello amante del “caldo”… Luca mi è stato utile a evitare di fare un fumetto tutto virato di rosso [Ride, N.d.R]…”

MC: Domanda finale: sei già al lavoro sul terzo atto de La via della spada? E, oltre a questa epopea sospesa tra storia e fantasy, quale altra sfida artistica ti attende (o vorresti che ti attendesse) nell’immediato futuro?

FF: “Sì, sì, il lavoro è già iniziato… Ovviamente tra la fine di un albo e l’inizio di un altro c’è sempre un periodo di pausa, durante il quale si cercano nuove fonti di ispirazione, nuovi stimoli o semplicemente ci si riposa e si svuota la mente dalle tossine accumulate [Ride, N.d.R.]. Al momento sono un po’ preso dagli impegni nei vari festival a cui sono stato invitato e che rendono difficoltoso avere una rendita lavorativa costante, ma conto di ultimare il terzo capitolo in tempo per il prossimo anno.”

MC: Grazie per esserti intrattenuto ancora con noi, Federico.

FF: “Grazie a voi per essere sempre così presenti e attenti al mio lavoro.”

Luca Saponti al tavolo da disegno

Luca Saponti al tavolo da disegno

E passiamo ora a Luca Saponti. Nato trent’anni fa a Fiesole, l’artista ha frequentato i corsi della Scuola Internazionale di Comics per poi firmare nel 2008, il suo primo contratto in terra francese, venendo scelto come colorista per le serie Akron le guerrier e Lenfeust, entrambe edite da Soleil. In seguito, tra il 2010 e il 2012, gli sono stati affidati il comparto grafico e cromatico del dittico di Loumyx, uscito sotto il marchio Clair de Lune, e di Plenilunio, prodotto dal colosso Dargaud.

In Italia, Saponti ha incominciato a lavorare negli ultimi due anni, dapprima con Panini Comics, realizzando varie colorazioni tra cui quella della miniserie orrorifica Highway to Hell e successivamente con la Sergio Bonelli Editore, impugnando la tavolozza digitale per diversi albi della seconda e della terza stagione della collana fantascientifica “Orfani”:

Mondadori Comics: Benvenuto, Luca! È un piacere per noi conoscerti e, nel contempo avere la possibilità di puntare i riflettori su un artista nostrano il cui nome non è ancora molto conosciuto al di qua delle Alpi. Che tipo di approccio hai avuto alla colorazione delle tavole disegnate da Federico Ferniani per il secondo album de La Via della Spada? Quali sono stati gli stimoli e le difficoltà che hai trovato in questo specifico lavoro?

Luca Saponti: Grazie a voi per l’ospitalità! Per quanto riguarda La via della spada: Le braci dell’insegnamento, iniziamo dalle difficoltà: la cosa più problematica è stata inserirsi in un progetto giunto già al secondo episodio, perché essendoci già un libro stampato ci sono tutta una serie di paletti che ho dovuto rispettare per non allontanarmi troppo dalla linea tracciata dal precedente colorista. Una volta deciso lo stile da seguire, nella lavorazione vera e propria delle pagine, la difficoltà più grande è stata quella di fronteggiare la quantità di dettagli con cui Federico riempie le vignette! Certe pagine verso la fine del volume hanno rappresentato un vero parto! Però questo lo metto anche tra gli stimoli: quando capita di intervenire su un disegno così curato, dai il massimo perché sai che può venire fuori un bel risultato. Inoltre quando ho iniziato a lavorarci avevo già letto il primo libro nell’edizione italiana di Mondadori Comics, quindi da “fan” era un piacere in più contribuire alla creazione del suo sequel.

MC: Quali riferimenti cromatici hai adottato?

LS: Come ho già detto, la linea guida è stato tracciata dal lavoro di Fernandez sul primo album, quindi ho basato la ricerca su toni inseribili nella tradizione evocativa francese che. come sempre più spesso accade ultimamente, è improntata sulla capacità di camuffare il colore digitale dando l’idea che si tratti di una tavolozza analogica. Per aggiungere epicità al tutto, però, ho cercato, insieme a Federico, di dare maggior risalto a luci e ombre, enfatizzando così il suo lavoro di chiaroscuri a china. Inoltre ci sono i riferimenti più vari, a seconda della scena, ricavati da film, fumetti e illustrazioni Fortunatamente la Rete ci fornisce ormai tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

MC: Grazie, Luca! Alla prossima!

LS: Grazie a voi e a presto!

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