Crepax: l’arte BDSM che anticipò “Cinquanta sfumature di grigio”

Il successo internazionale riscosso dal ciclo di romanzi scritto dall’inglese L.E. James ha svelato a milioni di lettori il fascino perverso delle pratiche sessuali estreme. Ma mentre la trilogia di “Cinquanta sfumature di grigio” parte da un retroterra pop, Guido Crepax la passione per il bondage e il sadomaso la ricavava dai classici letterari.

Blog 18 aprile 2015 alle 12:00

“Sono un erotomane, diciamolo pure. Non mi sento del tutto adulto dal punto di vista sessuale. O perlomeno: non ho mai avuto molta simpatia per il puro atto sessuale destinato semplicemente alla procreazione. La mia fantasia è sempre corsa in direzioni diverse, più complesse.”

Sono parole di Guido Crepax, il maestro italiano del fumetto e dell’illustrazione di cui Mondadori Comics – in partnership con le Edizioni BD e con la supervisione diretta dell’Archivio Crepax, gestito dai figli dell’artista – sta proponendo la ristampa integrale e ragionata dell’opera omnia.

Una collana ricca e voluminosa, composta da trenta uscite settimanali e intitolata, non a caso, “Guido Crepax: Erotica”.

Già, perché i più significativi graphic novel del cartoonist milanese sono quasi tutti attraversati da un costante filo conduttore: il sesso e l’immaginazione connessa al desiderio di dominio o di sottomissione rispetto a un partner considerato come “signore” o “schiavo”. Una caratteristica che rende Crepax, al di là delle straordinarie innovazioni da lui introdotte nel linguaggio fumettistico, un punto di riferimento indiscutibile per qualsiasi appassionato di arte BDSM (Bondage & Sadomaso).

1 - Il dottor Jeckyll e il signor Hyde 2 - Anita 3 - Anita
“Il Dr. Jeckyll e Mr. Hyde” © Guido Crepax/Archivio Crepax “Anita” © Guido Crepax/Archivio Crepax

Perché anche da questo punto di vista, il creatore di Valentina, di Bianca, di Anita e di tante altre affascinanti figure del mondo del fumetto, è stato un anticipatore di stili e mode.

Lo scandalo suscitato dalle perversioni sessuali immaginate dal danaroso tycoon Christian Grey e subite, tra gemiti di piacere e dolore, da Anastasia Steele, i due protagonisti del successo letterario e cinematografico Cinquanta sfumature di grigio, devono avere infatti suscitato i sorrisi di sufficienza di coloro che, a cavallo tra gli anni Settanta e gli Ottanta del secolo scorso, assistevano sulle pagine della rivista “Linus” e dei suoi supplementi agli infiniti martiri sessuali patiti da una Valentina Rosselli denudata e avvinta da fantasiosi legacci.

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L’edizione italiana di “Cinquanta sfumature di grigio”
“Emmanuelle” © Crepax/Archivio Crepax
Il Dr. Jeckyll e Mr. Hyde” © Guido Crepax/Archivio Crepax

Allo stesso modo, i lettori che attraverso le riduzioni a fumetti di Crepax avevano già avuto modo di scoprire classici della letteratura erotica come Justine, Histoire d’O, Emmanuelle, Le memorie di Giacomo Casanova e Venere in pelliccia, avranno considerato Cinquanta sfumature di grigio e i suoi due sequel come delle fantasie trasgressive all’acqua di rose, frutto della sensibilità tardo-borghese e piuttosto convenzionale di L.E. James (nome d’arte della scrittrice Erika Leonard).

In effetti l’immaginario di Crepax cresce e si articola in altri territori, dove la passione per il bondage e le relazioni sadomaso si trasforma ora in critica socio-politica alle convenzioni sociali dominanti, ora in esplorazione di limiti e potenzialità della psiche umana.

Colto e raffinatissimo, l’artista meneghino considerava l’erotismo come un luogo dove il gioco della sessualità si carica di valori simbolici potenti e anche di svolte pericolose e insondabili. Un luogo in cui desiderio e piacere si esplicano sempre sull’orlo di un abisso cupo e senza fondo, sterminato ricettacolo di paure e inquietudini pronte a imporre il loro scettro. L’opposto di quanto, per esempio, avviene nelle opere di Milo Manara, altro maestro indiscusso dell’arte erotica, dove sesso e trasgressione sono sempre declinati, anche quando sfiorano i limiti della degradazione, in chiave spensierata, correndo, tuttavia, il rischio di cedere a un eccesso di leggerezza e irresponsabilità.

Fu intorno alla metà degli anni Settanta che Crepax incominciò ad alternare all’ideazione delle storie incentrate su personaggi di sua invenzione, la riduzione a fumetti di classici della letteratura erotica.

9 - Locandina O

Locandina originale del film “Histoire d’O”

Tra le prime ci fu Histoire d’O (pubblicata da Mondadori Comics sul quinto volume della collana “Guido Crepax: Erotica”), tratta dall’omonimo romanzo-scandalo scritto da Pauline Réage (pseudonimo della scrittrice Anne Desclos) e pubblicato per la prima volta in Francia nel 1954.

Ispirato allo stile e alle tematiche del Marchese de Sade, Histoire d’O descrive le esperienze di una fantomatica giovane donna (la “O” del titolo) che per amore del suo fidanzato, il bello e amorale René, accetta di recarsi in un castello situato nella regione di Roissy-en-Brie dove, tra stupri di gruppo, orge e torture, si allevano schiave sessuali. “O” sopporta stoicamente, per amore del suo uomo, qualsiasi tortura e punizione le venga inflitta, ricevendo in dono, alla fine, un anello che, una volta rientrata nella vita quotidiana assieme a René, continuerà a marchiarla come una preda obbligata a sottomettersi a qualsiasi maschio sia a conoscenza del suo indicibile segreto.

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“Histoire d’O” © Guido Crepax/Archivio Crepax Un’altra locandina di Histoire d’O

Nello stesso periodo in cui Crepax lo reinterpretava a fumetti, Histoire d’O conobbe anche una fortunata trasposizione cinematografica interpretata dalla bellissima Corinne Cléry e dal fascinoso Udo Kier, per la regia di Just Jaeckin. Trasposizione che godette quasi dieci anni dopo, nel 1984, di un sequel di qualità nettamente inferiore, Histoire d’O: Ritorno a Roissy, dove “O” (stavolta interpretata dall’attrice Sandra Wey) da vittima si trasforma in una dominatrice chiamata a coinvolgere la famiglia di un ricco industriale in un party erotico e incestuoso. In questo caso Crepax tradusse direttamente, sotto forma di un romanzo grafico dal titolo omonimo (ripubblicato sul numero 6 di “Guido Crepax: Erotica”), i personaggi, le situazioni e le atmosfere del film diretto da Éric Rochat.

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“Memorie di Casanova” © Guido Crepax/Archivio Crepax
La locandina de “Il Casanova di Federico Fellini”

Se si analizzano le date, è evidente che Crepax spesso procedeva a realizzare le versioni a fumetti dei classici dell’erotismo (non solo di genere BDSM) proprio a ridosso del loro adattamento in immagini per il grande schermo. Il suo Memorie di Casanova, per esempio (proposto sul primo volume di “Guido Crepax: Erotica”), è datato 1976, lo stesso anno in cui Il Casanova di Federico Fellini, splendidamente interpretato da Donald Sutherland, giungeva nelle sale cinematografiche.

Ma alla violenta oscillazione qualitativa delle varie pellicole (tra cui si possono annoverare rarissimi capolavori e tanti approcci pretenziosi, destinati a cadere nel dimenticatoio), Crepax sapeva contrapporre un rigore, una serietà, una ricerca artistica costanti nell’approccio al genere. La sua arte sapeva inglobare e, contemporaneamente, trascendere le giuste esigenze commerciali.

L’Emmanuelle di Crepax usciva, infatti, nel 1978, a ridosso del successo mondiale ottenuto da due film piuttosto convenzionali tratti dall’omonimo romanzo scritto ufficialmente dalla franco-thailandese Emmanuelle Arsan (pseudonimo di Marayath Bibidh) e interpretati da Sylvia Kristel, attrice olandese prematuramente scomparsa, ma considerata tutt’oggi come un’intramontabile icona sexy.

18 - Emmanuelle Crepax
“Emmanuelle” © Guido Crepax/Archivio Crepax
19---Sylvia-Kristel

L’attrice Sylvia Kristel in “Emmanuelle”

Emmanuelle di Just Jaeckin (lo stesso regista di Histoire d’O: Ritorno a Roissy) ed Emmanuelle, l’antivergine di Francis Giacobetti reinterpretavano le vicende del libro, pubblicato per la prima volta nel 1967 e basato sulle svariate avventure erotiche di una donna cosmopolita e sessualmente disinibita che incarnava il mito (destinato a rimanere tale) di una nuova borghesia intenzionata a lasciarsi alle spalle le pruderie del passato e ad accogliere senza nascondersi le libertà morali e sessuali di un’epoca rivoluzionaria.

20 - Emmanuelle - Sylvia Kristel

Sylvia Kristel nella sequenza di apertura del film “Emmanuelle”

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Crepax illustra la sequenza dell’aereo in “Emmanuelle” © G. Crepax/Archivio Crepax “Emmanuelle” © Guido Crepax/Archivio Crepax La locandina del film “Emmanuelle, l’antivergine”

Emmanuelle ed il suo sequel, Emmanuelle, l’antivergine (realizzato da Crepax in un secondo momento, sul finire degli anni Ottanta) sono contenuti nel terzo volume di “Guido Crepax: Erotica”.

25 - Romanzo de Sade
Una copia originale del romanzo “Justine” del Marchese de Sade

E arriviamo a Justine (contenuto sul numero 4 di “Guido Crepax: Erotica”), che il maestro milanese trasse da Justine o Le disavventure della virtù, un romanzo di formazione “alla rovescia” scritto dal Marchese de Sade nel 1791. Anche in questo caso, l’opera era divenuta nota al pubblico di massa grazie a una buona produzione cinematografica italo-anglo-tedesca diretta dal regista spagnolo di culto Jesus Franco e interpretata, tra gli altri, da Romina Power (perfetta nel ruolo della virtuosa e sfortunata Justine, sottoposta a un brutale regime di degradanti violenze fisiche e sessuali) e da Klaus Kinski nella parte di un delirante de Sade, distrutto nel fisico e nella mente dalla sua interminabile detenzione nelle carceri della neonata repubblica francese.

La trama di Justine si fonda su un paradosso: la pia e pura protagonista – una ragazza di nobile lignaggio che dopo essere rimasta orfana e povera cerca nel lavoro e nella fede cristiana la propria salvezza – è costretta ad attraversare una via crucis fatta di rapimenti, torture, orge demoniache e false accuse a suo carico. Ma quando sta per essere giustiziata a causa di un delitto mai commesso è la sua sorella perduta, Juliette, che ha fatto fortuna prostituendosi e concedendosi a ogni vizio e a ogni perversione possibile, a salvarla dal patibolo.

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“Justine” © Guido Crepax/Archivio Crepax Una locandina del film “Justine” di Jesus Franco

Un vero e proprio atto d’accusa scagliato contro le tradizioni, il dispotismo e la corruzione, in favore di una nuova libertà etica e morale, che trova in Crepax un interprete eccezionale.

 

30 - Venere - Crepax
“Venere in pelliccia”
31 - Venere - Crepax
© Guido Crepax/Archivio Crepax

E chiudiamo la nostra carrellata con Venere in pelliccia, che Crepax trasse dall’omonimo romanzo di Leopold von Sacher-Masoch a metà degli anni Ottanta e che costituisce il piatto forte (assieme a Memorie di Casanova) del primo volume di “Guido Crepax: Erotica”.

Scritta dall’autore dal cui cognome è stato ricavato il termine “masochismo”, Venere in pelliccia narra le vicende di Severin che, nel corso di un viaggio in Italia, desidera e ottiene di diventare succube e martire di Wanda von Dunajew, una vedova ricca e bellissima. Ha inizio così un percorso fatto di estasi e tormenti che si conclude, tuttavia, con un parziale e ambiguo “ritorno all’ordine” del protagonista.

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“Venere in pelliccia” © Guido Crepax/Archivio Crepax

L’opera di Sacher-Masoch ha affascinato molti artisti e intellettuali, tra cui, ultimamente, anche Roman Polanski che vi ha improntato un caustico e originale film (adattato a sua volta da una piece teatrale) ruotante intorno alle formidabili ed esclusive interpretazioni di Emmanuelle Seigner e Mathieu Amalric.

L’adattamento a fumetti di Crepax è considerato, comunque, come uno dei più riusciti in assoluto.

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