Eleonora d’Aquitania, il capolavoro medievale della scrittrice che ha incantato Carlos Gomez

Grande successo d’Oltralpe, al punto da generare un’ambiziosa collana tematica, “Eleonora, regina di Francia” giunge adesso in Italia, all’interno di “Historica”, per arricchire ancora di più il catalogo di Mondadori Comics. Ne parliamo con la sceneggiatrice, l’italiana Simona Mogavino.

Blog 8 ottobre 2014 alle 12:00

E’ un volume in vari modi prezioso il ventiquattresimo numero di “Historica”. Prezioso per il formato: un cartonato alla francese di centosettantotto pagine, con copertina raffinatissima e pagine di carta patinata ad alta grammatura. Prezioso per i contenuti: una storia d’ambientazione medievale scritta da due esperti studiosi di quel periodo storico e disegnata da un maestro assoluto della narrativa a fumetti: l’argentino Carlos Gomez, noto soprattutto per essere lo straordinario interprete grafico delle avventure del giannizzero Dago, ideate e scritte dal grande Robin Wood.

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Dago disegnato da Carlos Gomez © Robin Wood/Aurea Editoriale

Un modo eccellente, insomma, per celebrare i due anni di vita di “Historica”, una collana che ha imposto un nuovo format editoriale nelle edicole, nelle librerie e nelle fumetterie italiane. Un format grazie al quale i lettori possono ora godere nel migliore dei modi (a un prezzo assolutamente concorrenziale) di Eleonora, regina di Francia, una hit transalpina che ha perfino convinto la Delcourt, la casa editrice originaria, a inaugurare un ciclo dedicato alle più grandi e combattive sovrane della Storia.

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Le tre cover originali di “Eleonora, regina di Francia” © Delcourt

Un risultato eccezionale, frutto della determinazione e della dedizione di Simona Mogavino, quarantenne artista di Vigevano che si divide tra l’attività di restauratrice e quella di sceneggiatrice di fumetti. Un’autrice folgorata dalla lettura di una biografia di Aliénor d’Aquitaine (Eleonora d’Aquitania, in italiano), che nel corso della sua lunga vita, tra il 1122 e il 1204, riuscì a salire dapprima sul trono di Francia e poi su quello d’Inghilterra, mettendo al mondo due celebri re, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni Senzaterra.

Simona Mogavino

Simona Mogavino

“Ho iniziato la mia carriera di restauratrice nel 2000, prendendo parte ai più maestosi e importanti cantieri di Pavia e del Nord Italia,” ci ha raccontato Simona nel corso di una conversazione in chat. “L’Abbazia di San Michele, il Collegio Borromeo, il Castello Visconteo e l’ex convento di San Tommaso, giusto per citarne alcuni. Poi, nel 2004, ho deciso di raggiungere il mio fidanzato, Alessio Lapo – divenuto ora mio marito – in Piemonte, da dove ho intrapreso un’attività autonoma che mi ha vista al lavoro in parecchie località della regione e della vicina Liguria. Mi sono destreggiata con disinvoltura tra affreschi, statue, dipinti su tela, trompe-l’œil su vistose facciate di edifici… e così, ben presto, sono riuscita a farmi un nome in buona parte del Nordovest della Penisola.

Alessio Lapo

Alessio Lapo

Alessio Lapo nella vita di Simona ha un ruolo chiave che trascende il solido legame sentimentale. Originario di Busto Arsizio, nato anche lui nel 1974, Lapo aveva studiato Tecniche del Fumetto a Milano ma, dopo alcuni brevi contatti con la Sergio Bonelli Editore e con gli autori della Walt Disney Italia, aveva poi scelto di addentrarsi nel mondo del restauro artistico. Tuttavia, nel, 2005, il suo talento fumettistico ha fatto breccia in Francia dove ha esordito con lo storico-avventuroso Antoine Sevrès, pubblicato da Les Humanoïdes Associés, per proseguire col mystery d’azione Codex Sinaïticus, edito da Glénat; il mitologico Les seigneurs de Cornwall, prodotto da Soleil; un volume della serie poliziesca della Dupuis Agence Interpol, e il recentissimo Cagliostro, excursus biografico uscito sotto il marchio Delcourt.

“Nel 2008, mentre partecipavo al restauro dell chiesa della S.S. Annunziata di Melazzo, ho patito un serio infortunio alla schiena che mi ha costretta a rimanere a casa per alcuni mesi, nell’attesa di sottopormi a una delicata operazione chirurgica,” ci ha spiegato ancora Simona.

“Il fermo forzato sul divano, però, non mi ha demoralizzata: ne ho approfittato per iniziare a immergermi in varie letture, tra cui la biografia di una grande regina francese medievale: Alienor d’Aquitaine.

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Tre tavole originali in b/n di “Eleonora, regina di Francia”

“Inutile dire che mi sono innamorata perdutamente di questo intrigante personaggio, iniziando a concepire l’idea di realizzare una sceneggiatura basata sul romanzo della sua vita. Le idee non mi mancavano e così, nel giro di qualche mese, ho prodotto un’avvincente storia d’ambientazione medievale talmente densa di avvenimenti che non mi ero accorta di aver scritto l’equivalente di due tomi a fumetti da 54 pagine.

“Qualche mese più tardi, durante un festival del fumetto a Saint-Malo, in Bretagna, mi si è presentata l’occasione di parlare con Marya Smirnoff, una editor delle edizioni Delcourt, che, colpita dal mio entusiasmo e dalla conoscenza che avevo acquisito sul personaggio di Eleonora e sul periodo storico in cui aveva vissuto, si è lasciata convincere senza tanti sforzi. Pensate che il contratto d’edizione per il primo tomo di Eleonora , regina di Francia era pronto da firmare già solo un mese dopo quell’incontro.”

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“Isabella”, altro titolo della collana “Le regine di sangue” © Delcourt

Ed è a questo punto che entra a far parte del progetto Arnaud Delalande – celebre scrittore di romanzi storici e insegnante di sceneggiatura e drammaturgia alla Scuola del Cinema di Parigi – che aveva già realizzato per Alessio Lapo gli script di Codex Sinaïticus e Cagliostro: “Arnaud è un caro amico e anche lui è rimasto ammaliato dal personaggio, allo stesso modo della dirigenza della Delcourt, che attorno a Eleonora, regina di Francia ha finito col creare un’intera collezione: Les reines de sang (“Le regine di sangue”), incentrata su sovrane della storia particolarmente ambiziose e senza scrupoli e comprendente vari titoli portati avanti da altri team artistici.

Ma se c’è una cosa che riempie d’orgoglio Simona – che di Eleonora, regina di Francia ha curato personalmente il booktrailer originale in francese – è quella di essere riuscita a coinvolgere nel suo progetto il maestro argentino Carlos Ernesto Gomez, una leggenda nel panorama fumettistico italiano e internazionale: “L’idea di disturbare un disegnatore di quella levatura, con mille impegni, così lontano e per un progetto scritto da un’assoluta esordiente sembrava folle… Ma io credo che chi non osa, non ha diritto di sperare in nulla.

“Mi considero da sempre la fan numero uno di Carlos e del suo lavoro sul serial Dago: non potevo non tentare. Sono riuscita così a fondere le peculiarità artistiche di tre paesi: Italia, Argentina e Francia. Non è stato semplice, intendiamoci…”

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Carlos Gomez

Già, come è avvenuto il contatto con Gomez, un disegnatore tanto impegnato e ambito dalle più grandi case editrici del mondo? “Mamma mia, è stato veramente un delirio!esclama Simona non nascondendo un misto di emozione e pudica reticenza. “Certe cose proprio non posso svelarvele perché andrebbe a intaccare la privacy altrui. Posso dirvi che è impossibile trovare sul web l’indirizzo email di Carlos e che alla fine ho dovuto procurarmelo in altri modi, attraverso vari giri di telefonate.

La prima volta che ho scritto a Carlos, ho ricevuto immediatamente, ma con educazione estrema, un due di picche. Dopo aver assorbito il duro colpo, sono ripartita alla carica chiedendogli di dare solo un’occhiata veloce alla sinossi, così gliel’ho inviata. Dopo una settimana ho ricevuto una sua mail di risposta, piena di entusiasmo verso il progetto… La sinossi gli era piaciuta molto! Solo chi mi conosce può immaginarsi ciò che ho detto e ho fatto dopo aver ricevuto questa notizia!”

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Simona Mogavino e Alessio Lapo ritratti da Carlos Gomez

“Ora siamo molto amici. Pensate che lui e la sua famiglia sono venuti a trascorrere un po’ di giorni da me, venendo dall’Argentina qualche giorno prima del mio matrimonio. Vi lascio immaginare la mia emozione! Quando dico che sono la sua prima fan, non scherzo mica! Carlos è stato capace di farmi piangere dalla felicità… Ha perfino fatto un ritratto mio e di Lapo che è stato utilizzato per le partecipazioni del nostro matrimonio… Quando avremo terminato tutta la serie di Eleonora, regina di Francia, Carlos e io ci dedicheremo insieme a un altro progetto per il quale abbiamo gia firmato. Ma questo è ancora top secret, come potete ben comprendere…”

Restiamo volentieri su Alienor d’Aquitaine, allora: “Molti miei amici, dopo aver letto il primo capitolo della saga hanno affermano di rivedere in Eleonora certi aspetti del mio carattere… Io naturalmente smentisco! [ride, N.d.R.] Magari potessi avere anche una minima parte di questa personalità femminile senza pari che ha dominato il suo secolo… E che secolo direi! Il secolo dell’arte romanica nel suo splendore, dell’arte gotica nel suo sorgere; il secolo che, nello stesso tempo, vide fiorire la cavalleria e liberarsi le città borghesi; il grande secolo della lirica cortese, coi trovatori nel mezzogiorno di Francia e, al nord, i primordi della letteratura narrativa: Tristano e Isotta e le creazioni di Chrétien de Troyes.

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© Delalande/Mogavino/Gomez/Delcourt

“Eleonora appare del tutto degna di questo sfondo. Anzi, questo sfondo è, in parte, frutto della sua opera, poiché nelle vesti di regina ha giocato un ruolo elevato tanto nella politica quanto nelle lettere e la sua influenza si è estesa fino al campo economico e sociale. Scoprire che in Francia non si è mai parlato granché di questo personaggio e che quando lo si è fatto, è stato spesso in modo tutt’altro che celebrativo, mi ha un po’ sconcertata, ma ha rappresentato anche la fortuna di questa serie a fumetti. Due volte regina, prima di Francia e poi d’Inghilterra. Madre di due re, ha sfidato l’Imperatore di Germania, minacciato il Papa e governato il suo duplice regno con una capacità talmente lungimirante che francamente disorienta.

“Certo, si possono esprimere tante critiche nei riguardi di Eleonora, del suo modo di essere, delle sue azioni e, naturalmente, molti storici, in passato, non si sono risparmiati a etichettarla alla stregua di una prostituta, una donna del demonio, una specie di arpia dominata dall’odio. E non nascondo che anche io stessa, nei primi tre capitoli della serie, quelli che avete adesso pubblicato sul volume di “Historica”, la descrivo pressoché così… Il nome della collezione in cui è inserita, “Le regine di sangue”, non è stato scelto a caso…

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© Delalande/Mogavino/Gomez/Delcourt

“Ma la parte che amo di più sarà contenuta nel seguito in lavorazione di questo primo ciclo, dove cercherò di difendere e assolvere i suoi comportamenti… Insomma, le sofferenze e le ingiustizie subite spesso celano e trasformano la vera essenza del nostro essere. Eleonora apparteneva alla migliore aristocrazia del suo tempo: duchessa d’Aquitania e Guascogna, nonché contessa di Poitiers. I suoi primi tredici anni li trascorse a Bordeaux, in una corte splendida, colorata e chiassosa, nota soprattutto per la sua atmosfera culturale, sofisticata e spregiudicata allo stesso tempo. Circondata dai canti dell’amor cortese eseguiti dai trovatori, era questa per lei un’atmosfera ricca e stimolante, ma soprattutto un luogo dove le donne rivestivano un ruolo non marginale.

“Un clima completamente diverso da quello che, ancora molto giovane, trovò invece alla corte di Francia dove, da subito, non fu ben accetta e dove il grigiore della famiglia reale e l’ambiente paranoico la opprimano senza ritegno. Fu soprattutto sua suocera, Adelaide, a provare immediatamente una profonda antipatia per questa ragazzina del sud che trovava sfrontata e volgare. Infatti non lasciò passare molto tempo per umiliarla pubblicamente davanti alla corte, rimproverandole di comportarsi in maniera indecorosa con un trovatore, tra l’altro amico d’infanzia di Alienor.

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© Delalande/Mogavino/Gomez/Delcourt

“Il fatto, poi, di non trovare né appoggio, né conforto da parte del suo giovane marito, Luigi VII, debole e propenso alla vita monastica, quasi la fece impazzire dallo sconforto. Eleonora era sola contro tutti: la sua giovialità, la ricchezza del suo stile di vita, la propensione a coltivare le arti e gli artisti, venne fraintesa come impudenza e superficialità. Il suo bisogno di sentirsi amata, come dissolutezza. La voglia di occupare il posto che le apparteneva, come bramosia di potere e di sangue…

“Insomma, in questi frangenti, in un’età ancora acerba, lontana dai propri amici, dalla propria terra, chi non commetterebbe degli errori, anche clamorosi? E’ da questa sofferenza che derivò la sua tenacia, la sua grinta nell’affrontare gli avversari. Si prefisse uno scopo e si convinse che avrebbe adottato qualsiasi strategia per non sottomettersi al volere altrui… Alienor voleva essere padrona del proprio destino.”

“Da scrittrice, quindi, il mio intento è quello di far cadere tali malevoli giudizi. Ciò che resterà sarà una figura di donna impareggiabile, una regina letterata che, credetemi, fino all’ultimo giorno conserverà intatta la sua curiosità intellettuale e che fino all’ultimo suo anelito di vita ispirerà i trovatori, suscitando così l’onda poetica dove ritroviamo Tristano e Isotta, Erec e Enide, Lancillotto, Parsifal e tutte le ricchezze dell’amore cortese. Si, alla fine di questa serie troveremo un’Eleonora che avrà saputo trionfare su se stessa, vincendo i suoi capricci, la futilità, il gusto per il piacere egoista, e oltrepassando persino le sue vedute personali, per rendersi attenta agli altri… Riuscirà finalmente a liberarsi dal crudele abbraccio della sofferenza che l’ha stretta per molti anni e comprenderà che sì, è vero, la felicità dona beneficio, ma la sofferenza sviluppa doti inimmaginabili.

“Come avrei potuto non amare da subito questo personaggio che ha conosciuto tutte le sfumature dell’amore umano per giungere alfine all’amore che trasfigura? Come afferma la grande storica Régine Pernoud, da cui ho preso ispirazione: a chi si applicherebbe meglio che a lei, il perdono promesso a quelli che hanno molto amato?

La nostra lunga e ricchissima chiacchierata con Simona Mogavino si conclude qui. ma chi volesse scambiare personalmente quattro chiacchiere con questa autrice piena di entusiasmo e di progetti in divenire, potrà incontrarla allo stand di Mondadori Comics durante la kermesse di Lucca Comics & Games 2014, che si svolgerà tra il 30 ottobre e il 2 novembre. Quì Simona si intratterrà ovviamente a firmare anche le copie di Eleonora, regina di Francia.

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