“Elric: Tempestosa”: su “Prima” torna il cupo antieroe di Michael Moorcock

Nel novembre dello scorso anno, col volume intitolato “Il Trono di Rubino”, ha inaugurato la collana “Prima”. Adesso Elric, la tormentata creatura che ha nobilitato il genere sword & sorcery, ricompare nel secondo capitolo di uno spettacolare adattamento a fumetti graziato dal consenso della critica e del pubblico.

Blog 21 novembre 2014 alle 20:41

1

Michael Moorcock

Il leggendario scrittore britannico Michael Moorcock era stato chiaro ed esplicito fin dalle prime battute. Nell’introduzione a Il Trono di Rubino – capitolo d’esordio del nuovo adattamento a fumetti della saga da lui dedicata al fosco Elric, signore dell’antico impero di Melniboné – aveva infatti affermato che si trattava della migliore trasposizione sotto forma di arte sequenziale ricavata da quello che è forse il suo ciclo letterario più famoso.

Un giudizio che viene adesso ribadito ed espanso dal magistrale Alan Moore – seguace e amico di Moorcock – che si è assunto il compito di firmare Riflesso in un occhio rosso, il ricco testo che accoglie i lettori all’inizio di Tempestosa, secondo atto di Elric, epopea in quattro volumi prodotta originariamente dalla transalpina Glénat e pubblicata in Italia, in tempo reale, da Mondadori Comics all’interno della collana “Prima”.

Realizzato da un ampio team artistico formato dagli sceneggiatori Julien Blondel e Jean-Luc Cano e dai disegnatori Didier Poli (ospite di Mondadori Comics all’ultima Lucca Comics & Games 2014), Robin Recht e Julien Telo, a loro volta supportati dai coloristi Jean Bastide e Scarlett Smulkowski, Elric rappresenta un excursus rigoroso e altamente spettacolare nell’immaginifica opera fantasy concepita da Moorcock a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso.

2 3 4 5
Julien Blondel Didier Poli e Julien Telo Jean Bastide Robin Recht
6

La rivista diretta da Michael Moorcock negli anni Sessanta

Un capolavoro della controcultura, simbolo di quella tendenza acida e iconoclasta del genere fantastico inaugurata proprio dal romanziere londinese, nel 1964, con la rivista “New Worlds” e fatta propria da autori di comics come il già citato Alan Moore o lo scozzese Grant Morrison (che continua tutt’oggi a cannibalizzare idee moorcockiane).

Elric: Tempestosa – che potete trovare in tutte le edicole, le fumetterie e le librerie, sull’ottavo numero di “Prima” – lancia uno sguardo più approfondito sui personaggi, i luoghi e i temi che circondano il sovrano albino di Melniboné, impero decadente i cui abitanti si lasciano ormai andare a usi e costumi degenerati, segnati dagli stupri, dalle torture e dai delitti sacrificali.

Minacciato dall’avvento dei Regni Giovani che hanno progressivamente ridotto il suo antico dominio, limitandolo a un’unica, vastissima isola, Melniboné nasce – ce lo ricorda Moore nella sua introduzione a Tempestosa – come rappresentazione simbolica della Gran Bretagna post-bellica, uscita vittoriosa dalla Seconda guerra mondiale, ma altresì fiaccata dal conflitto e fortemente ridimensionata dal progressivo affrancamento delle sue ex-colonie.

8 9 10
“Elric: Tempestosa” © Glénat

Un aspetto che gli autori dell’attuale versione a fumetti di Elric mettono da parte, raffigurando Melniboné come un avamposto dell’inferno, popolato da esseri ormai dimentichi della loro dimensione umana, più simili agli spaventosi Cenobiti di Hellraiser – la terrificante saga cinematografica di Clive Barker – che a creature dotate di emozioni e sentimenti.

11 12 13
“Elric: Tempestosa” © Glénat

Persino Elric, che nei romanzi originali di Moorcock conserva istinti di altruismo e carità ormai sconosciuti ai suoi sudditi, si trasforma – nella bande dessinée presentata su “Prima” – in un mostro tanto tormentato quanto privo di anima guidato dal volere di Arioch, uno dei Signori del Caos, da sempre protettore degli imperatori melniboneani, ai quali fornisce poteri e strumenti magici.

14

Uno sketch di Elric con la spada Tempestosa

Il mondo di Elric è governato, infatti, dallo scontro tra Forze del Disordine (che esaltano, attraverso i loro agenti oscuri, il cambiamento, la soggettività sregolata e la magia in quanto elemento di sovversione) e Forze della Legge (i cui esponenti, i Signori Bianchi, si fanno portavoce della quiete, della razionalità e dell’oggettività).

È l’Editto dell’Equilibrio Cosmico a sancire le misteriose regole di questa guerra che non potrà mai avere un vincitore univoco e che si svolge su un’infinità di piani dimensionali dove, di volta in volta, si materializzano dei prescelti, pervasi dallo spirito di un messia conosciuto come il Campione Eterno.

Tali figure mitologiche – talvolta eroiche, più spesso ambigue e imperscrutabili, se non addirittura negative o inette – sono chiamate a innescare l’apocalittico conflitto finale tra Caos e Ordine sui loro rispettivi mondi di appartenenza, dando origine a uno stadio successivo dove a prevalere è una delle due forze. Ogni “realtà parallela” diventa, pertanto, lo specchio dove si riflettono le polarità su cui si fonda lo sconfinato multiverso.

Ed è inutile a questo punto sottolineare che Elric è, con ogni evidenza, l’ennesima incarnazione del Campione Eterno, stavolta guidato dai Sovrani Oscuri. Una figura drammatica e solitaria che, in Tempestosa, si pone alla ricerca di Cymoril – l’unica donna che riesce a motivarlo, tenendolo legato a un fragile sentimento d’amore – rapita, ne Il Trono di Rubino, da Yyrkoon, aspirante usurpatore dell’impero di Melniboné.

Per raggiungere il suo obiettivo, Elric sarà obbligato a chiedere l’aiuto di Re Straasha e di Re Grome, rispettivamente sovrani degli elementali dell’Acqua e della Terra, entità lovecraftiane ma sostanzialmente neutrali nella guerra tra Legge e Disordine.

Elric costituisce, in ogni caso, solo l’ultimo adattamento a fumetti, in ordine di tempo, delle gesta di questo Amleto postmoderno e lisergico, ancora più oscuro e torbido rispetto all’immortale personaggio shakespeariano.

17 18
Elric nelle storie di Conan edite dalla Marvel Comics

Già nel 1972, infatti, a ridosso della pubblicazione del primo romanzo della saga, il character era apparso – su soggetto dello stesso Moorcock, sceneggiature di Roy Thomas e disegni di Barry Windsor-Smith – in un racconto in due parti pubblicato sulla prima, leggendaria serie a fumetti della Marvel Comics dedicata a Conan il Barbaro (un vero e proprio evento, se si pensa che il ciclo di Elric viene considerato da critici e lettori come la risposta della controcultura all’opera di Robert Howard).

Parallelamente a questo primo excursus americano, anche il francese Philippe Druillet – uno degli straordinari fondatori della rivista “Métal Hurlant” – tentò di inserire Elric in un’avventura apocrifa, Ritorno a Melniboné, priva di collegamenti con l’originario ciclo letterario.

19

Nel 1980, poi, fu ancora Thomas a trasporre sotto forma di comic-books le avventure del mitologico sovrano dalle inquietanti fattezze albine. La parte grafica era appannaggio dei valentissimi Paul Craig Russel e Michael T. Gilbert, mentre la casa editrice era l’indipendente First Comics, alla quale si devono le versioni fumettistiche di altri personaggi di Moorcock, come l’alienato principe Corum Jhaelen Irsei e il paladino senza macchia e senza paura Dorian Hawkmoon.

A partire da quel momento i diritti di Elric passarono attraverso varie case editrici, dalla Pacific alla Marvel Comics, dalla Topps alla Dark Horse, che proponevano, accanto a ristampe di materiali già pubblicati, anche storie inedite concepite da diversi team creativi.

21 22
L’Elric di Roy Thomas e P. Craig Russell Una cover dell'”Elric” edito dalla First Comics

Nel 1997 fu Moorcock in persona a intervenire nell’adattamento a fumetti dei suoi personaggi, scrivendo per la Helix – un ambizioso quanto sfortunato sub-imprint della DC Comics – la maxiserie intitolata Michael Moorcock’s Multiverse.

Disegnata dai talentuosi Walt Simonson, Mark Reeve e John Ridgway, Multiverse si sviluppava attraverso tre linee spazio-temporali differenti destinate a convergere, con modalità contorte ed esoteriche, sempre basate sul concetto di Campione Eterno, in un unico climax. La prima, intitolata Moonbeams and Roses, era basata su un’inintellegibile trama interpretata da vari personaggi tratti dai romanzi di Moorcock. La seconda vedeva l’entrata in scena del detective meta-temporale Seaton Begg, altro surreale anti-eroe dello scrittore inglese: un epigono di Sherlock Holmes in grado di spostarsi su vari piani dimensionali. La terza, infine, trasportava proprio Elric nell’Europa centro-orientale dell’anno 1000, alla ricerca di un artefatto in grado di riportarlo sul suo mondo originario.

23 24 25
Le incarnazioni del Campione Eterno di Moorcock si incontrano nel Multiverso © Moorcock/DC Comics
26

© Alan Moore/DC Comics

All’inizio del primo decennio di questo secolo, una versione “alternativa” e piratesca di Elric fece la sua apparizione su La Spada Nera della Costa dei Barbari, un’esotica avventura del supereroistico Tom Strong, personaggio ideato da Alan Moore per la linea ABC, all’epoca sub-imprint della WildStorm. Scritta dallo stesso Moorcock e disegnata da Jerry Ordway, la storia era incentrata sulla ricerca di una spada del tutto simile a Stormbringer, ovvero Tempestosa, spadone tanto potente quanto maledetto donato a Elric da Arioch.

Un’ulteriore testimonianza dell’affetto e dell’affinità che lega i due scrittori inglesi. E che il volume Elric: Tempestosa, pubblicato sotto l’egida di Mondadori Comics, intende, con un pizzico d’orgoglio, sottolineare.

27

Michael Moorcock, Alan Moore e il romanziere Iain Sinclair

Altre News

La Compagnia del Crepuscolo – l’ultimo canto di Malaterra, 58° volume di Historica

Anteprima 31 luglio 2017

In edicola, libreria, fumetteria e online dal 4 agosto 2017

Leggi tutto »

Caterina de’ Medici, terzo volume di Historica Biografie

Anteprima 10 luglio 2017

Dal 14 luglio in edicola, fumetteria, libreria e online

Leggi tutto »