Hammer: la leggenda di Caino e Abele nel paradiso perduto di Urano

Giunta al quinto numero, la saga di “Hammer” proietta i suoi tre protagonisti – Helena Svensson, Swan Barese e John Colter – su uno scenario tanto fiabesco quanto insidioso. A narrare questa spettacolare avventura, lo sceneggiatore Giovanni Barbieri e il disegnatore Massimo Rocca che hanno accettato volentieri di scambiare quattro chiacchiere con noi.

Blog 26 novembre 2014 alle 11:02

Nuovo capitolo di “Hammer”, saga fantascientifica di culto che giunge a un punto di svolta, introducendo temi e atmosfere che diventeranno sempre più preminenti nel prosieguo della collana e dando spazio a un team creativo nuovo di zecca.

1
La cover di “Caino e Abele”  La cover della precedente edizione di “Caino e Abele”

Con Caino e Abele (questo il titolo della storia, disponibile in tutte le edicole, le fumetterie e le librerie), lo sceneggiatore romagnolo Giovanni Barbieri e il disegnatore campano Massimo Rocca – designati dai membri fondatori del Gruppo Hammer per la realizzazione dell’albo – ci proiettano infatti in un luogo esotico e misterioso, tipico del planetary romance, un sottogenere dell’universo sc-fi che fonde elementi della space opera con altri provenienti dai romanzi avventurosi classici.

Sulla scia di romanzieri del pulp d’inizio Novecento e della Golden Age come Edgar Rice Burroughs (autore del ciclo di John Carter di Marte) o Catherine Lucille Moore (a cui si deve a serie dedicata a Northwest Smith, un granitico avventuriero spaziale), ma anche di cartoonist come l’Alex Raymond di Flash Gordon o il Gardner Fox e il Mike Sekowski di Adam Strange, Barbieri e Rocca fanno giungere la hacker Helena Svensson, il pilota Swan Barese e il bandito John Colter sul pianeta Urano.

2 3 4
Adam Strange in “Mystery in Space” © DC Comics Un romanzo di C.L. Moore con protagonista Northwest Smith Una cover di “Amazing Stories”
5

Il mondo di Flash Gordon secondo Al Williamson © King Features Syndacate

Qui il trio di desperados si ritroverà a fronteggiare le insidie di un ambiente all’apparenza paradisiaco, frutto di una scienza formidabile e visionaria, ma in realtà governato da forze ambigue e distruttive, generate ancora una volta dalla superbia umana.

Tornano così le istanze ecologiste già presenti sul numero 4 di “Hammer”, La montagna che canta, anche se, in questo caso, l’ideale acceleratore è ancora più calcato sul versante dell’azione pura.

6 7 8
Tavole di “Caino e Abele” disegnate da Massimo Rocca

“Abbiamo affidato la sceneggiatura a Barbieri perché volevamo variare ulteriormente lo stile e il sapore delle storie,” ci ha svelato Riccardo Borsoni, autore, assieme a Giancarlo Olivares, del soggetto di Caino e Abele. “Dopo il dramma noir de La spada di Shamahir, il sottotesto poetico de La montagna che canta e in previsione delle tinte cupe che sarebbero presto tornate con Invernomuto, sesto capitolo della saga, ci occorreva uno scrittore scoppiettante e ironico che sapesse affrontare gli snodi della trama con la stessa freschezza, la stessa levità umoristica e malinconica insieme di un film come Laputa: Castello nel cielo di Hayao Miyazaki, opera che Giancarlo e io intendevamo omaggiare fin dall’inizio.

“Accanto al tema ecologista,” ha proseguito Borsoni, “ci interessava cominciare ad affrontare anche quello del confronto tra essere umano e macchina tecnologica, argomento portante anche di Invernomuto. Epicentro di questo tormentato confronto dialettico doveva essere inevitabilmente Helena e, assieme a lei, anche Nilis, il misterioso personaggio che appare in Doppia Fuga, sul primo numero della collana.”

9 10 11
Tavole di “Caino e Abele” disegnate da Massimo Rocca

Caino e Abele era un ottimo soggetto che la posse bresciana di ‘Hammer’ – di cui avevo in precedenza letto e apprezzato la collana horror-mystery ‘Fullmoon Project’ – mi ha chiamato a sceneggiare grazie all’intercessione del mitico maestro Ade Capone,” ha poi aggiunto Barbieri, con una verve entusiasta che ben rappresenta il suo normale modo di essere. “Inoltre con Fabio Pezzi, disegnatore de Il gioco di Shamahir, avevo già lavorato per sviluppare il pilot di una serie concepita per la rivista ‘L’Intrepido’, trovando in lui un meraviglioso partner artistico, capace di nobilitare qualunque script.

Giovanni Barbieri

Giovanni Barbieri

“Ho subito avvertito una buona sintonia coi ragazzi del gruppo Hammer. Caino e Abele mi è stato raccontato da Giancarlo e Riccardo nel corso di una riunione in quel di Brescia, complice una generosa pizza al cartone. Abbiamo discusso un po’ il soggetto, abbiamo ricevuto la benedizione di Gigi e poi via, eccomi in treno verso Cesena, pronto a costruire il racconto. In quel momento ha rappresentato una grande gioia per me sapere di essere salito a bordo del loro astrocargo, pronto a dare una mano come qualunque mozzo di buona volontà!”

Barbieri può vantare un curriculum sterminato, frutto di una carriera ventennale. Ha iniziato come redattore dela magazine d’informazione fumettistica “Fumo di China” per poi diventare una colonna dell’action thriller a sfondo fantascientifico “Lazarus Ledd” e dell’esoterico “Samuel Sand” (entrambi prodotti dalla perugina Star Comics). È stato inoltre copywriter per molte, grandi agenzie pubblicitarie internazionali oltre che sceneggiatore di serie TV animate come Winx, game designer e sviluppatore di prodotti audiovisivi e multimediali. Senza contare la sua attività di insegnante presso le sedi della Scuola Internazionale di Comics di Firenze e di Reggio Emilia.

“Di Caino e Abele mi piaceva moltissimo l’ambientazione fiabesca alla Miyazaki e l’idea di due entità che si fronteggiavano,” ha continuato Barbieri. “Per evidenziare questo conflitto, in opposizione a un Caino maschio, abbiamo reso Abele – che la Bibbia ci perdoni! – una femmina, una sorta di figura nobile ed eterea in puro stile Leiji Matsumoto (l’autore di Capitan Harlock, Galaxy Express 999 e La Regina dei 1000 anni). Per evitare che la vicenda scadesse nell’ennesimo scontro manicheo tra bene e male, abbiamo deciso di complicare un po’ le cose… Abele nasce per preservare la vita sull’isola spaziale sorta sul pianeta Urano. Ma senza la morte, qualunque ecosistema è destinato al collasso. Quindi l’idea era di rendere Caino (la morte) e Abele (la vita) necessari l’uno per l’altra e allo stesso tempo in lotta per il predominio. Uno stallo che Swan, Helena e Colter arrivano a rompere con inaspettate conseguenze…”

Barbieri si sofferma poi a spiegare il suo metodo di lavoro, diretto a facilitare lo scambio di idee con Massimo Rocca: “Ho passato diverso tempo a progettare l’isola e a raccogliere immagini per mezzi e ambientazioni, scartabellando fra i libri di Dinotopia scaturiti dalla fantasia di James Gurney, i cataloghi con le opere di Virgil Finlay e tanta illustrazione di fantascienza pulp. In assenza di Google Immagini o Pinterest – perché stiamo parlando della metà degli anni Novanta, ricordiamolo – ho preparato un sacco di tavole fotocopiando, ritagliando e incollando. Poi giù a scrivere, in un’estate che ricordo rovente, tanto che chiudevo le lettere con la frase: ‘saluti dall’ascella di Cesena’ o giù di lì.

16 17
Il mondo di “Dinotopia”, una delle fonti di ispirazione di Giovanni Barbieri © James Gurney

“In ogni caso, scrivere ‘Hammer’ è stato molto piacevole e, in un certo senso, liberatorio perché sentivo i personaggi vicini alla mia sensibilità, un po’ eroi spaziali e un po’ Gruppo TNT. Con Massimo Rocca rammento lunghe telefonate e plichi pieni di tavole fotocopiate su e giù per l’Italia, grazie all’intercessione delle regie poste. Gli autori di oggi, con Skype e Dropbox, sono dei viziati!

“Per Massimo ho preparato anche un’audiocassetta con la colonna sonora della storia, mettendo assieme pezzi delle mie soundtrack sinfoniche preferite. Quella di Bernard Herrmann per Viaggio al Centro della Terra era semplicemente perfetta! Poi mescolando e correggendo, con l’editing del Gruppo Hammer, è scaturito il numero 5 della collana, pronto per essere servito ai lettori! La cosa certa è che ci siamo divertiti un sacco!”

Massimo Rocca

Massimo Rocca

Ed è a questo punto che Rocca si inserisce nella conversazione: “Nel 1993, Ade Capone, dopo aver visionato varie volte i miei lavori (ero uno dei tanti fanzinari che affollavano la fiera del fumetto di Lucca quando si teneva ancora nel Palazzetto dello sport) mi disse che ero finalmente pronto e mi propose di contattare il Gruppo Hammer, spiegandomi che stavano per uscire sul mercato con un nuovo fumetto di fantascienza e che cercavano fumettisti validi. È stato così che ho conosciuto il gruppo bresciano. Poi, grazie a Giancarlo Olivares, persona straordinaria e soprattutto paziente, che mi ha dato una mano a risolvere alcune questioni grafiche, ho superato la crisi dell’esordiente.”

Rocca – il cui stile grintoso e carnale riporta alla memoria quello del grande americano Wallace Wood – è stato un allievo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ha frequentato il corso di Scenografia. Ha poi deciso di intraprendere il cammino di fumettista e illustratore, vincendo nel 1988, alla Mostra d’Oltremare di Fuorigrotta, sempre nel capoluogo partenopeo, il concorso Lapis, grazie a una storia breve da lui scritta e disegnata. Dopo l’esperienza di ‘Hammer’, ha realizzato due storie di Conan il barbaro e, col viatico della Scuola Italiana di Comix diretta da Mario Punzo, una trasposizione a fumetti di Uomo e galantuomo contenuta nella collana “Il teatro di Eduardo De Filippo a fumetti”.

Oggi Rocca sviluppa concept grafici per videogiochi e collabora attivamente con la Disney. Un’avventura che lo ha portato a dapprima a illustrare libri tratti dai lungometraggi Atlantis, Lilo & Stitch, I Robinson e I pirati dei Caraibi e, in seguito, a dar sfogo alla sua passione per il colore curando la parte cromatica degli adattamenti a fumetti de Il pianeta del tesoro, Koda fratello orso, Uno zoo in fuga, Brave: Ribelle e Planes, nonché della serie science-fantasy Kylion e del graphic novel Epic Mickey, tratto dall’omonimo videogame.

“Ricordo che quando ho superato il test di ammissione a ‘Hammer’, essendo un appassionato del genere SF sono salito al settimo cielo,” ci ha confidato ancora Rocca. “È stato allora che mi hanno presentato il mitico Giovanni Barbieri. Ci siamo fatti una bella chiacchierata al telefono (la prima di tante) e subito si è creata l’intesa. Non perdevo occasione, ogni qualvolta si cambiava scena, per contattarlo subito, chiedendogli cosa avesse in mente. Così, mentre lui parlava, io disegnavo e gli proponevo la mia idea di ambientazione. Devo ammettere che mi dava sempre ampia scelta, È stato il mio primo fumetto e il suo entusiasmo mi ha dato fiducia per andare avanti.

13 14 15
Tavole di “Caino e Abele” disegnate da Massimo Rocca

“Non appena ho iniziato a disegnare le prime tavole, Giovanni mi ha addirittura spedito una musicassetta, dove aveva inserito una compilation di alcune colonne sonore di film di fantascienza famosi che avrebbero potuto stimolarmi durante la realizzazione del fumetto… Ho trascorso molte giornate ascoltandola mentre disegnavo Caino e Abele … e quella cassetta ce l’ho ancora (anche se oggi non saprei più come ascoltarla)!

“A distanza di un mese dalla realizzazione del numero 5, ricordo che Giancarlo mi ha chiamato per chiedermi se avessi voluto realizzare l’ultimo numero della serie, ma purtroppo sono stato costretto a declinare perché, essendo un tipo molto pignolo, avevo l’abitudine di rimaneggiare spesso le tavole. Non mi convincevano mai. Ci ho messo quasi otto mesi per disegnare Caino e Abele e invece per l’ultimo numero ne avrei avuti a disposizione solo quattro. Temevo di non riuscire a finirlo in tempo… Oggi mi pento di non aver accettato quella sfida. Prima ancora di disegnare ‘Hammer’ ero innamorato del progetto e mi consideravo il suo primo fan.”

Shop

News correlate

L’urlo del cielo: un episodio di culto per Hammer

Blog 3 giugno 2015

Giunta alla sua undicesima uscita, la serie fantascientifica “Hammer” propone in versione rivista e aggiornata una delle avventure più amate dell’intera saga: un intrigo spaziale con ampio corollario di astronavi, mecha, mobile suit e cyborg assassini. Ne parliamo con gli autori.

Leggi tutto »

Superbo avvenire: la storia (quasi) inedita di Hammer

Blog 29 aprile 2015

Giunta al suo decimo numero, la collana fantascientifica di culto “Hammer”, nella versione proposta da Mondadori Comics, svela appieno il vero progetto che l’ha sostenuta: non una semplice ristampa, ma la ridefinizione di un intero universo narrativo che rinuncia al passato per guardare al futuro.

Leggi tutto »

Altre News

Airborne 44 – Edizione Integrale

Anteprima 18 settembre 2017

Disponibile in edicola, libreria, fumetteria e online dal 22 settembre

Leggi tutto »

Monet, nomade della luce

Anteprima 12 settembre 2017

La storia del padre dell’Impressionismo in un fumetto inedito a colori

Leggi tutto »