“Historica”: l’Operazione Overlord rievocata dai disegni di Davide Fabbri

6 giugno 1944-6 giugno 2014: a settant’anni dal D-Day in Normandia, si aprono le celebrazioni di quella che resta a tutt’oggi la più grande invasione militare della storia effettuata attraverso truppe anfibie e aviotrasportate. Una pagina indelebile nella lotta contro la dittatura nazista che rivive attraverso uno spettacolare ed emozionante graphic novel: Operazione Overlord

Blog 4 giugno 2014 alle 12:00

1401286479HISTORICA23“Stare sul pezzo”: una massima incontrovertibile del giornalismo che indica la necessità di saper cogliere le notizie e registrarle nel momento esatto in cui i fatti si verificano. Ma, per estensione, lo “stare sul pezzo” non riguarda solo l’industria dei quotidiani o delle riviste d’attualità. Qualsiasi editore serio cerca di “stare sul pezzo”, sforzandosi di cogliere lo spirito dei tempi, di comprendere le passioni e le necessità del pubblico, di creare una linea di pubblicazioni capace di proporre una visione forte della cultura e dell’entertainment.

Le collane edite da Mondadori Comics si pongono proprio questo obiettivo: “stare sul pezzo” proponendo opere di qualità e format innovativi in grado non solo di cogliere i gusti del pubblico ma, se possibile, di anticiparli.

Tra i titoli in corso di pubblicazione che contraddistinguono il nostro catalogo, “Historica” è quello più longevo: diciannove volumi mensili che hanno riscosso il generale plauso del pubblico e della critica, ospitando il meglio della bande dessinée francese in un formato prestigioso, elegante ed economicamente assai accessibile. Tutte caratteristiche che sono riuscite a catturare perfino l’attenzione di lettori poco avvezzi alla fruizione abituale di narrativa disegnata. O anche di appassionati che si erano stancati dei vecchi format seriali e auspicavano di poter accedere a opere più ambiziose e di vasto respiro, ambientante in luoghi e in tempi inusuali per il fumetto italiano. Opere da leggere, allineare sugli scaffali della propria libreria, rileggere e – perché no? – da regalare contando su un prodotto bello anche dal punto di vista estetico. Un “oggetto libro” che può dare la certezza della bella figura.

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È per questo che con la ventesima uscita – quella di giugno – “Historica” rinnova il suo look, adottando un design esterno e interno ancora più dinamico e contemporaneo. A differenza di quanto accaduto finora, infatti, ciascun futuro titolo della collana sarà contraddistinto da una forte identità grafica. Inoltre aumenteranno le immagini disposte sul fronte e sul retro delle copertine, in modo tale da comunicare immediatamente agli acquirenti il valore contenutistico del libro.

Si tratta per certi versi di una scelta coraggiosa, tesa anche a uniformare “Historica” alle altre testate targate Mondadori Comics, tutte improntate su una grafica modulare che consente una loro immediata riconoscibilità e collocazione espositiva. Questa estetica modulare, infatti, oltre a evitare la dispersione dei prodotti – favorendo una loro corretta esposizione sugli scaffali delle edicole, delle fumetterie e delle librerie – consente ai lettori di riconoscere sempre un comune stile editoriale che intende fare della qualità e dell’originalità i suoi due fiori all’occhiello.

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Il ventesimo numero di “Historica” rappresenta quindi un punto di svolta. E per celebrarlo ulteriormente – in attesa dell’annuncio delle nuove serie che renderanno la collana ancora più imperdibile – non poteva esistere titolo migliore di Operazione Overlord, che presenta in un’unica soluzione la raccolta dei tre album originali sceneggiati da Michaël Le Galli e Bruno Falba per i disegni degli italiani Davide Fabbri e Christian Dalla Vecchia. Una storia che in Italia appare in assoluta anteprima, a distanza di appena qualche mese dall’uscita nelle librerie d’Oltralpe, e che si propone di celebrare – attraverso una narrazione intensa e naturalistica – quello Sbarco in Normandia che esattamente settant’anni fa rivoluzionò gli esiti della Seconda guerra mondiale.

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Michaël Le Galli Bruno Falba

DDAY-10E che il new look di “Historica” sia inaugurato da una vicenda ambientata durante il conflitto contro l’esercito di Hitler, così come era avvenuto col volume d’esordio della testata – lo splendido Airborne 44 di Philippe Jarbinet, di cui il mese prossimo presenteremo il sequel sulla collana “Prima” – assume un indubbio significato portafortuna.

“Stare sul pezzo”, dicevamo all’inizio. E forse nessun volume come Operazione Overlord è mai stato tanto “sul pezzo” in anni recenti. Perché non solo la pubblicazione italiana avviene a ridosso di quella francese, ma anche perché nelle edicole ci arriverà proprio il 6 giugno, ovvero l’anniversario esatto di quell’evento epocale. La più grande operazione militare anfibia e aviotrasportata raccontata a fumetti e presentata ai lettori nel giorno stesso in cui si era dipanata sette decenni prima. Un evento che ci rende orgogliosi.

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La mappa dell’Operazione Overlord Sergio Brancato

Il D-Day, l’Operazione Overlord, lo Sbarco in Normandia, in qualsiasi modo lo si voglia chiamare, questo avvenimento storico ha segnato l’immaginario di intere generazioni, ispirando una miriade di prodotti di fiction. Ma lasceremo a Sergio Brancato, il docente universitario esperto di media che si occupa – con uno stile agile e privo di pedanterie – delle varie introduzioni ai volumi di “Historica”, il compito di rievocare questo particolare aspetto della mossa strategica militare ideata nel 1944 dall’Alto Comando delle Forze Alleate guidato dal generale americano Dwight D. Eisenhower e affidata sul campo ai generali britannici Bernard Montgomery, Bertram Ramsay e Trafford Leigh-Mallory.

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Il generale americano Eisenhover a colloquio con le sue truppe Il generale britannico Montgomery su un mezzo corazzato Lo Sbarco in Normandia in un’impressionante fotografia scattata a Omaha
Beach

Noi qui ci limiteremo a ricordare che Il giorno più lungo (The longest day) prodotto nel 1962 da Darryl F. Zanuck e diretto da un trio di registi formato da Ken Annakin, Andrew Marton e Bernhard Wicki, oltre a essere considerato uno dei film a sfondo bellico più belli e spettacolari di tutti i tempi (non a caso fece incetta di premi in tutto il mondo, dall’Oscar al Golden Globe fino al David di Donatello) fu molto amato da coloro che la guerra l’avevano sperimentata sulla propria carne e sulla propria anima.

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La locandina del film “Il giorno più lungo” © 20th Century Fox Copertina originale del saggio “Il giorno più lungo” di Cornelius Ryan

Tratto dall’omonimo saggio del giornalista e storico Cornelius Ryan – autore anche di un altro capolavoro, Quell’ultimo ponte, incentrato sulla disastrosa Operazione Market-Garden nei Paesi Bassi – Il giorno più lungo è servito in parte da punto di riferimento al regista Steven Spielberg per trovare lo stile di Salvate il soldato Ryan (Saving private Ryan), pellicola del 1998 che anche grazie alla tragica sequenza d’apertura dello sbarco a Omaha Beach, è entrata di diritto nella storia del cinema.

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La locandina del film “Quell’ultimo ponte” © United Artists La cover originale del saggio “Quell’ultimo ponte” di Cornelius Ryan Locandina del film “Salvate il soldato Ryan” ©
DreamWorks/Paramount Pictures

Ma mentre Salvate il soldato Ryan prende il via con gli eventi della Sotto-Operazione Nettuno (il vero e proprio sbarco anfibio sulle coste della Normandia), Band of Brothers, la serie splendida serie TV prodotta dalla HBO nel 2001, segue le gesta della 101esima Aviotrasportata americana, impegnata nella Sotto-Operazione Chicago, ovvero il lancio notturno di paracadutisti dietro le linee nemiche effettuato per favorire le successive manovre militari sulle zone di battigia.

Il cast della serie TV "Band of Brothers" © HBO

Il cast della serie TV “Band of Brothers” © HBO

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Cover originale del saggio “Band of Brothers” di Stephen E. Ambrose

Basata sull’omonimo libro dello storico Stephen E. Ambrose, prodotta da Steven Spielberg e dall’attore Tom Hanks, Band of Brothers è una serie che riesce a gettare uno sguardo illuminante sulle motivazioni che mossero centinaia di migliaia di uomini a prendere le armi contro il regime dittatoriale germanico.

Ed è su questa linea di indagine che si pone il primo capitolo di Operazione Overlord, seguendo, però, i movimenti di un battaglione della 82esima Aviotrasportata nella Sotto-Operazione Detroit, parallela alla Sotto-Operazione Chicago. Battaglione che riuscì nell’impresa di occupare per alcune ore Sainte-Mère-Église, che da allora potè fregiarsi di primo paese francese liberato grazie allo sbarco.

Nel secondo capitolo, invece, il team artistico di Operazione Overlord si concentra sulla tragedia della Sotto-Operazione Nettuno. Ma per evitare di uniformarsi allo sguardo di Spielberg in Salvate il soldato Ryan, adotta un punto di vista oggettivo – il Naturalismo del resto è nato in Francia – che analizza azioni e movimenti psicologici sui fronti opposti, tra i tedeschi e gli anglo-americani. Una scelta di correttezza e verità storica che assomiglia a quella adottata da Clint Eastwood nel dittico cinematografico composto da Flags of our Fathers e Letters from Iwo Jima, ambientato durante la campagna nel Pacifico.

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La locandina del film “Flags of Our Fathers” di Clint Eastwood ©
DreamWorks/Warner Bros.
La locandina del film “Letters from Iwo Jima” di Clint Eastwood ©
DreamWorks/Warner Bros.

Il terzo capitolo, infine, è dedicato alla Sotto-Operazione Tonga, condotta dalla Sesta Divisione Aviotrasportata britannica per giungere al controllo di alcuni ponti strategici e per distruggere una batteria di cannoni a Merville. Impresa, quest’ultima, destinata a rivelarsi un’atroce beffa.

Davide Fabbri

Davide Fabbri

La cura e la ricerca su cui Michaël Le Galli – un esperto studioso di tematiche storiografiche e sociali – e Bruno Falba – supervisore di collane romanzesche, musicista e game designer – hanno fondato la struttura narrativa di Operazione Overlord, trovano in Davide Fabbri e nel suo storico inchiostratore Christian Dalla Vecchia un insolito punto di forza. Fabbri rappresenta un’anomalia nel panorama fumettistico italiano. Chiaramente influenzato da artisti underground come Richard Corben e da movimenti d’avanguardia come Valvoline Motorcomics, il cinquantenne disegnatore emiliano ha subito trovato nella fantascienza e nel fantastico in generale (dal fantasy ai supereroi) i generi nei quali il suo stile peculiare poteva trovare il massimo risalto.

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Due cover originali di Davide Fabbri per la collana italiana “Marvel Comics Presenta” © Marvel Comics

Nasce così il sodalizio con Daniele Brolli – non a caso, uno dei fondatori del gruppo Valvoline nonché grandissimo conoscitore del genere fantastico e noir – e con la rivoluzionaria rivista di fumetti sci-fi “Cyborg”, a cui fa seguito il graphic novel cyberpunk Benares Inferno, sceneggiato da Stefano Di Marino e pubblicato dalla Granata Press del compianto Luigi Bernardi.

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“Benares Inferno” di Stefano Di Marino e Davide Fabbri La cover del primo numero della rivista “Cyborg”

Approdato alfine negli Stati Uniti, Fabbri viene dapprima accolto sulle pagine del mitico magazine “Heavy Metal” per poi iniziare a collaborare con la Dark Horse Comics, per la quale realizza albi a fumetti tratti da fortunati franchise cine-televisivi: Starship Troopers (a ridosso del film di culto diretto da Paul Verhoeven, per il quale concepisce anche il look dei fanti terrestri), Xena, Planet of the Apes (in concomitanza col remake di Tim Burton) e Star Wars, di cui diventa una colonna, disegnandone, col supporto di Dalla Vecchia, ben nove miniserie.

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La cover di un albo di “Star Wars” disegnato da Davide Fabbri ©
Dark Horse Comics
Una cover di Davide Fabbri per “Star Wars” © Dark Horse Comics

In Italia, il suo lavoro di maggior spicco – ancora su viatico di Daniele Brolli – è Fa un po’ male, adattamento a fumetti, pubblicato da Einaudi Stile Libero, di alcuni racconti pulp e grotteschi dello scrittore Niccolò Ammaniti. Tuttavia è sempre negli Stati Uniti e, in seguito, in Francia che l’artista trova la migliore accoglienza e la massima libertà di espressione.

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La copertina originale dell’antologia “Fa un po’ male” edita da Einaudi Stile Libero “Victorian Undead” © DC Comics/WildStorm Cover originale della miniserie a fumetti tratta dal videogame “Brothers in arms” © Dynamite Entertainment Cover originale della miniserie a fumetti tratta dal videogame “Brothers in arms” © Dynamite Entertainment

Nel 2011, per la DC Comics/WildStorm, realizza, per il ciclo Victorian Undead (“Non-Morti Vittoriani”), le miniserie Sherlock Holmes contro gli zombi! e Sherlock Holmes contro Dracula!, pastiche postmoderni con testi del britannico Ian Edginton, cartoonist specializzato in narrativa steampunk e ucronica. Ma è nel 2008, con la miniserie Brothers in Arms – prodotta dalla Dynamite Entertainment a partire dall’omonimo videogame bellico targato Gearbox/UbiSoft – che Fabbri si dedica per la prima volta agli scenari della Seconda guerra mondiale. Una vera e propria prova generale – sceneggiata dallo scrittore e attore Mike Neumann – alla successiva esperienza di Operazione Overlord, l’ultima in ordine di tempo dell’artista di Forlì.

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