I numeri di “Prima”: quando il fumetto diventa sinonimo di prestigio

Ha esordito un anno e mezzo fa con l’obiettivo di proporre le migliori novità transalpine in contemporanea col mercato francofono. E a leggere titoli e autori finora coinvolti, si può dire che gli intenti sono stati ampiamente rispettati. Andiamo a riguardare gli album della collana “Prima”.

Blog 6 maggio 2015 alle 12:00

Mancano pochi giorni all’uscita di Black Lord: Somalia, anno 0, volume in cui gli sceneggiatori Guillaume e Xavier Dorison e il disegnatore Jean-Michel Ponziotre delle firme più apprezzate nel mondo della bande dessinée contemporanea – ripercorrono, coniugando il thriller d’azione con l’accuratezza documentaristica del cosiddetto “fumetto di realtà”, le attuali vicende del Corno d’Africa. Un excursus audace che cerca di restituire ai lettori la complessità sociale e politica di una delle aree geografiche più instabili e pericolose del mondo, dove l’Occidente della globalizzazione va a impattare quotidianamente contro il Medioevo dei signori della guerra e della pirateria marittima.

Black Lord: Somalia, anno 0capitolo d’esordio di una saga pubblicata Oltralpe dalla Glénat – verrà proposto in Italia da Mondadori Comics sull’undicesimo numero di “Prima”, la collana di prestigio all’interno della quale puntiamo a ospitare, a cadenza bimestrale, le anteprime più interessanti ed esclusive prodotte dalla vulcanica industria fumettistica franco-belga.

“Prima” è per noi un vero e proprio fiore all’occhiello che esemplifica al massimo grado quella che consideriamo la nostra mission editoriale: proporre un format nuovo, alternativo, dotato di tutte le caratteristiche di un prodotto deluxe (colore, rilegatura, copertine cartonate), ma venduto a un prezzo estremamente accessibile.

Volumi contraddistinti da un grande appeal, insomma, da esporre in prima fila nelle proprie librerie o da regalare alle persone care, con la sicurezza di stare acquistando titoli forti, basati su storie solide, avvincenti e dal grande impatto visivo. Romanzi grafici capaci di restituire il respiro spettacolare della grande avventura e non destinati a una lettura rapida e distratta. Libri da sfogliare e risfogliare, da riprendere in mano a distanza di tempo, da mostrare alle persone interessate come oggetto di discussione e di tendenza.

Ma quali sono le serie accolte finora sulle pagine di “Prima”? Eccovi, di seguito, un pratico vademecum che vi consentirà di orientarvi al meglio nel corso delle vostre ricerche nelle librerie, nelle fumetterie e negli store online, in particolare quello di Mondadori Comics, al quale potrete accedere con facilità proprio attraverso i vari link che troverete in questa pagina.

 

Elric: il trono di rubino

scritto da Julien Blondel e illustrato da Didier Poli, Robin Recht e Jean Bastide.

Primo volume – di quattro al momento previsti – di uno dei migliori adattamenti a fumetti mai realizzati della saga di Elric di Melniboné, capolavoro sword & sorcery dello scrittore britannico Michael Moorcock.

In vignette ricchissime, dai colori plumbei, allungate in un formato widescreen estremamente cinematografico, viene ricostruito – inserendo anche ampie novità narrative rispetto alla trama originaria – il primo romanzo incentrato sul principe Elric, cupo e solitario erede al trono di un impero raffinato e decadente, minacciato da popolazioni giovani e barbare.

Gli abitanti di Melniboné sono coinvolti in giochi di tortura e di violenza gratuita che richiamano le visioni da incubo del film Hellraiser di Clive Barker. Gli intrighi di corte in cui il tormentato protagonista è invischiato possono, invece, ricordare i drammi di uno Shakespeare pop e lisergico.

A chi può piacere: agli appassionati di fantasy e di sword & sorcery; a chi ha amato Michael Moorcock e il suo Ciclo del Campione Eterno; agli estimatori delle opere di William Shakespeare; ai fan di Clive Barker e del genere orrorifico splatterpunk.

 

La via della spada: le ceneri dell’infanzia

scritto da Mathieu Mariolle e disegnato da Federico Ferniani.

Un altro libero adattamento a fumetti, stavolta da un’opera di Thomas Day, romanziere di culto del genere fantastico d’impronta transalpina.

In questo primo capitolo – a cui seguirà, tra qualche mese, il secondo, in procinto di essere pubblicato sia in Francia che da noi in Italia – il lettore può incominciare a seguire il percorso di formazione “alla rovescia” di Mikedi, figlio del signore della guerra Nakamura. Figura centrale del graphic novel è, però, Miyamoto Musashi, leggendario spadaccino autore, tra l’altro, del manuale di strategia militare conosciuto come Libro dei Cinque anelli.

Al tavolo da disegno troviamo il toscano Federico Ferniani, capace di restituire alla perfezione un mondo medievale giapponese contaminato da potenti suggestioni fantasy e da tenebrosi inserti soprannaturali.

A chi può piacere: ai fan dei manga e degli anime giapponesi e, in particolare, a chi ha conosciuto Miyamoto Musashi grazie alla mitica serie Vagabond di Takehiko Inoue; ai cultori del cinema cinese di genere wuxiapian e di film come Seven Swords di Tsui Hark o La battaglia dei Tre regni di John Woo; a chi ama i samurai, i ronin e i ninja.

 

Alix senator: le aquile di sangue

scritto da Valérie Mangin e disegnato da Thierry Demarez.

Restando sul solco della tradizione instaurata dal cartoonist Jacques Martin, ma reinterpretandolo in chiave autonoma, ancora più realistica e, per certi versi, revisionista, Valérie Mangin e Thierry Demarez, recuperano il personaggio gallo-romano di Alix e il mondo dell’antica Roma, dando il “la” a un’avventura – strutturata su tre volumi – in cui il mystery si sposa con l’azione, tra orrendi omicidi e giganteschi complotti politici.

A chi può piacere: non solo a chi conosce già Alix e la sua importanza nell’ambito storico della bande dessinée franco-belga, ma anche ai collezionisti della collana “Historica di Mondadori Comics, agli appassionati delle indagini di Sherlock Holmes e a chi ha nostalgia di una serie TV come Roma.

 

Universal War Two (UW2): il tempo del deserto

scritto, disegnato e colorato da Denis Bajram.

Una colossale epopea spazialearchitettata su sei episodi – che ci trasporta alle soglie del Tremila per narrarci la caduta e la resurrezione del Sistema solare, travolto dalle conseguenze di una devastante guerra interplanetaria.

Barjam guarda alla fantascienza anglosassone e ai comics americani – negli Stati Uniti la saga è stata parzialmente proposta dalla Marvel – per una vicenda visionaria e ad alto tasso spettacolare, ma, al contempo, densa di implicazioni filosofiche e socio-politiche.

A chi può piacere: a chi ha nostalgia delle epiche saghe supereroistiche concepite da Chris Claremont e John Byrne, ma anche a coloro che vorrebbero ritrovare nel fumetto una grandiosità capace di rivaleggiare con opere di Alejandro Jodorowsy come la Saga dell’Incal disegnata da Moebius o a La casta dei Meta-Baroni illustrata da Juan Gimenez. A chi apprezza certe epopee fantastiche di Alan Moore e Mark Millar e a chi serba la memoria di romanzi come Fanteria dello spazio di Robert A. Heinlein e Guerra eterna di Joe Haldeman.

 

Airborne 44: sopravvivere

scritto, disegnato e colorato da Philippe Jarbinet.

Anche se il volume è fruibile a sé stantefa parte di un dittico che giungerà a conclusione nel 2016 – la storia prosegue l’esplorazione che il cartoonist franco-belga Philippe Jarbinet sta effettuando già da diversi anni su uno dei momenti più drammatici della Seconda guerra mondiale: la battaglia delle Ardenne, combattuta in Belgio tra il dicembre del 1944 e la fine di gennaio del ‘45.

Jarbinet conosce alla perfezione i luoghi in cui si è svolto quell’evento cruciale per la risoluzione del conflitto a favore degli Alleati. Ci è nato, ci vive e continua a esplorarli con uno sguardo affascinato e carico di meraviglia. In Airborne 44 la bellezza e le atmosfere della natura fanno da contraltare all’odio e alla diffidenza che spingono gli uomini a uccidersi tra loro. Ma la tragedia non riesce mai a soffocare la speranza in un mondo migliore.

Chi ha avuto l’opportunità di leggere e di apprezzare Airborne 44: la battaglia delle Ardenne il volume che tre anni fa ha inaugurato la collana “Historica” – non può lasciarsi sfuggire questa storia di valore e riscatto che dalle strade amare e polverose della Grande Depressione americana arriva a toccare le fredde e martoriate terre dell’Europa nord-occidentale.

A chi può piacere: ai cultori della Storia e a coloro che acquistano la collana “Historica”; a chi si è commosso davanti alla miniserie TV della HBO Band of Brothers; a chi conserva indelebile il ricordo di film come Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg e La sottile linea rossa di Terrence Malick; a chi continua ad apprezzare i fumetti a sfondo bellico di pubblicazioni come Frontline Combat e Two-Fisted Tales della EC Comics o Guerra d’eroi dell’Editoriale Corno.

 

Wika e la furia di Oberon

scritto da Thomas Day e illustrato da Olivier Ledroit.

Lo stile art déco, raffinato e sublime, di Olivier Ledroit si esplica in ampie e ricchissime tavole al servizio di una storia ideata e sceneggiata da Thomas Day, che qui interviene in prima persona nel medium-fumetto dopo aver visto adattare da Mathieu Mariolle uno dei suoi romanzi, La via della spada (come già avevamo ricordato in precedenza).

Wika e la furia di Oberon fonde la dimensione fiabesca dei fratelli Grimm con quella dark-fantasy degli elfi e delle fate pervenendo a risultati narrativi e visivi assolutamente originali, capaci di coinvolgere sia la platea dei lettori adolescenti – a cui è principalmente rivolto – che il pubblico più adulto ed esperto.

A chi può piacere: agli amanti di pastiche cinematografici come Il cacciatore di giganti di Bryan Singer, Into the woods di Rob Marshall, Biancaneve e il cacciatore di Rupert Sanders, La bella e la bestia di Christophe Gans; agli appassionati della narrativa di Neil Gaiman e a chi, oltre alla serie Sandman, si porta nel cuore romanzi illustrati come Stardust, I lupi nei muri e Coraline.

 

Spygames: dissidenti

sceneggiato da Jean-David Morvan e disegnato da Jung-Gi Kim.

Sceneggiatori e registi francesi sono forse quelli che hanno saputo meglio accogliere e riprodurre con spirito critico gli stilemi delle pellicole d’azione made in Hong Kong. Film come Crying Freeman di Christophe Gans (tratto dall’omonimo manga di Kazuo Koike e Ryoichi Ikegami) o fumetti come Last Man di Bastien Vivès, Balak e Michaël Sanlaville, lo attestano nel migliore dei modi.

Così come Spygames: dissidenti, scritto dall’esperto Jean-David Morvan (già autore del thriller spionistico di culto 7 secondi e della vengeance-story Sette Yakuza) e illustrato dal coreano Jung-Gi Kim, atteso alla sua prova d’esordio occidentale dopo che, grazie al web, europei e americani avevano scoperto il suo ricchissimo e peculiare tratto grafico.

Primo tomo di una tetralogia di cui si attende, al momento, il secondo atto, Spygames: dissidenti è un action-thriller fantapolitico che va letto con attenzione e dedizione per cogliere ogni dettaglio delle ambientazioni e dei movimenti dei personaggi.

A chi può piacere: a chi vuole rivivere le emozioni procurategli da film come Time and tide di Tsui Hark o Infernal affairs di Andrew Lau e Alan Mak.

 

Elric: Tempestosa

sceneggiato da Julien Blondel e illustrato da Didier Poli, Robin Recht, Jean-Luc Cano e Julien Telo.

Secondo atto della tragica epopea di Elric di Melniboné: le illustrazioni si fanno più cupe e nervose, il protagonista si rivela sempre più oscuro e spietato. Entrano in gioco divinità ancestrali che ricordano, per possanza e ineffabilità, i Grandi Antichi di lovecraftiana memoria. E si materializza la spada Tempestosa, simbolo del destino e della maledizione di Elric.

A chi può piacere: a chi è in cerca di antieroi e di alternative allo sword & sorcery classicista di Conan il barbaro e Kull il conquistatore; a chi è in cerca di una narrazione ambigua e disturbante; ai fan di Alan Moore (autore dell’ampia ed esaustiva introduzione al volume).

 

Alix senator: l’ultimo faraone

sceneggiato da Valérie Mangin e disegnato da Thierry Demarez.

Le indagini di Alix su un misterioso complotto che minaccia la stabilità dell’impero di Cesare Augusto si spostano in Egitto. La risoluzione della catena di terribili omicidi che ha insanguinato Roma sembra celarsi all’interno di una fantomatica piramide che dovrebbe ergersi tra le dune del deserto.

A chi può piacere: dopo Le aquile di sangue, una storia che assomiglia a un mystery congegnato da Arthur Conan Doyle si arricchisce di elementi esotici e avventurosi nello stile delle saghe cinematografiche e videoludiche di Indiana Jones e di Lara Croft/Tomb Raider.

 

Universal War Two (UW2): la terra promessa

scritto, disegnato e colorato da Denis Bajram.

Secondo capitolo dell’odissea cosmica concepita da Bajram: stelle che scompaiono, pianeti e lune alla deriva, oscure strutture quantiche impossibili da decifrare, spostamenti nel tempo e nello spazio, personaggi che tentano di comprendere il senso della propria esistenza combattendo per la salvezza della razza umana.

A chi può piacere: agli appassionati della narrativa post-cyberpunk di Dan Simmons e delle articolate space-opera di C.J. Cherry; a coloro che adorano i paradossi spazio-temporali; a chi intende ritrovare le suggestioni fantascientifiche presenti in film come Sunshine di Danny Boyle, Elysium di Neill Blomkamp, Ender’s Game di Gavin Hood (tratto dal romanzo di Orson Scott Card) e nella serie TV Battlestar Galactica.

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