Il Ken Parker di Giorgio Trevisan: arte e romanticismo

Uno dei meriti principali dell’edizione del serial di culto “Ken Parker” voluta da Mondadori Comics, consiste nell’aver dato lustro ad alcuni disegnatori della saga la cui splendida arte era spesso passata in secondo piano. Un discorso che, però, non vale per Giorgio Trevisan, la cui cifra stilistica ha trovato sulle pagine di grande formato di questa prestigiosa collana solo un’ulteriore conferma.

Blog 23 luglio 2014 alle 12:00

00È un dato di fatto: la nuova edizione del “Ken Parker” di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo targata Mondadori Comics, ha dato l’opportunità a lettori appartenenti a varie generazioni di scoprire per la prima volta il valore di artisti di profondo spessore.

Bruno Marraffa, Giovanni Cianti, Vincenzo Monti: tutti disegnatori che una consistente fetta di lettori ha continuato a considerare per decenni solo come degli onesti artigiani chiamati ad assicurare le scadenze di consegna di un prodotto editoriale di massa. E che invece hanno contribuito a delineare, grazie alle loro peculiari cifre stilistiche, un leggendario universo narrativo.

Un lavoro che i volumi finora pubblicati – grazie all’ampio formato, a una carta bianca ad alta grammatura e a un’eccellente qualità di stampa – hanno incominciato a evidenziare, ricevendo, tra l’altro, il plauso di tanti collezionisti che le tavole di “Ken Parker” pensavano di conoscerle ormai a memoria. Ma che con l’edizione Mondadori Comics si sono trovati dinanzi a orizzonti artistici del tutto nuovi.

Un discorso che, tuttavia, non vale per Giorgio Trevisan, che di “Ken Parker” è stato, dopo Ivo Milazzo, l’illustratore in assoluto più amato dai lettori. Merito di un segno grafico immediatamente riconoscibile, della levità sopraffina e romantica con cui tratteggia ambienti e figure umane, del naturalismo espressivo che riesce a infondere nei personaggi.

Di Trevisan, Mondadori Comics su “Ken Parker” ha finora proposto gli episodi La città calda, La lunga pista rossa, Storia d’armi e di imbrogli e C’era una volta…, tutti ideati e sceneggiati da Giancarlo Berardi che ha trovato nel disegnatore altoatesino un punto di riferimento artistico su cui contare per affrontare alcune delle storie fondative della serie.

Milady, per esempio, nella quale lo status di personaggio di Ken Parker inizierà a mutare profondamente (la potrete leggere sul numero 17 della nostra collana); Odio antico, che, sul numero 20, proietterà il trapper del Montana in una torbida vicenda noir, oppure A due passi dal paradiso che, sul ventiduesimo volume, indagherà sui sogni e sulle velleità della gioventù.

E a queste seguiranno Storie di soldati, I pionieri, Un principe per Norma… tutti titoli entrati di diritto nella storia del fumetto italiano.

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Due albi dell’edizione Cepim di “Ken Parker” contenenti storie disegnate da Giorgio Trevisan

Ma chi è Giorgio Trevisan?

Nato a Merano il 13 ottobre del 1934, il futuro maestro della narrativa disegnata consegue la maturità classica per entrare, nel 1957, nello Studio Dami di Milano. In questo leggendario laboratorio fumettistico, il cui fondatore, il veneto Rinaldo Dami (conosciuto col nome d’arte di Roy D’Amy), si era formato guardando le opere di grandi cartoonist americani come Milton Caniff, Alex Toth e Frank Robbins, Trevisan incominciò ad apprendere grammatica e sintassi del racconto per vignette.

Fu grazie allo Studio Dami – che fungeva da agenzia per i disegnatori italiani in mezza Europa – che Trevisan incominciò a lavorare per il mercato britannico e, in particolare, per la Fleetway, specializzata in albi di genere bellico. Contemporaneamente iniziò a collaborare con le Edizioni del Corriere della Sera, realizzando, negli anni successivi, una miriade di illustrazioni per Il “Corriere dei Piccoli”, “Il Corriere dei Ragazzi” e “CorrierBoy”.

Un impegno che proseguì fino al 1977 e che lo rese famoso soprattutto per la sua formidabile interpretazione delle vicende storiche legate al Risorgimento.

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Trevisan rievoca una battaglia del Risorgimento Italiano

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Su “Il Messaggero dei Ragazzi” Trevisan ricostruisce la tragedia del rapimento Moro (testi di Piero Zanotto)

Per tutti gli anni Sessanta, furono soprattutto la Fleetway e la francese Lug (poi divenuta Semic) a pubblicare i fumetti disegnati da Trevisan. In Italia, invece, i suoi interventi grafici spiccavano – accanto alle firme di Gino D’Antonio e Renzo Calegari – sulla leggendaria “Storia del West” delle Edizioni Araldo (una delle etichette antesignane dell’attuale Sergio Bonelli Editore), serie che per ambizioni e qualità avrebbe funto in seguito da modello per ciò che sarebbe stato “Ken Parker”.

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Una tavola di “Alamo!”, episodio della serie “Storia del West © Sergio Bonelli Editore Storia della santa Marguerite Bourgeoys, pubblicata in Francia da Editeur
du Signe

Nel 1971 iniziava, poi, la sua lunga permanenza sulle pagine de “Il Messaggero dei Ragazzi”, un importante periodico di ispirazione cattolica per il quale Trevisan scrisse e disegnò, tra le tante cose, alcune biografie a fumetti di figure di spicco della Chiesa. Un impegno che gli sarebbe valso il Premio Europeo per la Stampa Cristiana, e che lo avrebbe portato – mosso da una profonda e appassionata fede – a portare a termine tante altre opere di forte connotazione religiosa.

Nel 1974 apparve nelle edicole “Medium”, una serie thriller-fantasy pubblicata dalla Dardo, casa editrice per la quale il cartoonist altoatesino disegnò anche diversi fumetti bellici apparsi su collane come “Supereroica” e “Reportage – Racconti di guerra illustrati”.

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Una cover di “Medium” e una di “Supereroica” delle Edizioni Dardo Un fumetto d’ambientazione storica pubblicato sulla rivista “SuperGulp!”

Fu alla fine del decennio che Trevisan fece il suo ingresso nella squadra di disegnatori assegnata da Sergio Bonelli a “Ken Parker”, riuscendo a imprimere nelle vicende del biondo trapper ampie venature sognanti e romantiche. Nel 1986 fu poi la volta, sempre su soggetto, sceneggiatura e testi di Berardi, de Le avventure di Sherlock Holmes, riduzione a fumetti di alcuni racconti di Arthur Conan Doyle. Una capolavoro grafico in cui l’illustratore riproduce con l’ausilio di raffinatissimi chiaroscuri le architetture e le atmosfere brumose della Londra di fine Ottocento.

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Ken Parker visto da giorgio Trevisan Due tavole tratte da una storia di “Ken Parker” in procinto di essere riproposta nell’edizione Mondadori Comics
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Una pin up a colori di Trevisan incentrata su Ken Parker e sul mondo del West “Le avventure di Sherlock holmes nell’edizione de “L’Isola Trovata” © Berardi & Trevisan

Pur iniziando a dedicarsi principalmente all’arte non destinata alla riproduzione cartacea, Trevisan negli anni Novanta trovò il tempo di realizzare per le edizioni Lo Scarabeo i Tarocchi Romantici e i Tarocchi del Rinascimento. E poco prima degli anni Duemila fu ancora Berardi a coinvolgerlo sulla collana giallo-poliziesca “Julia”, per la quale ha realizzato una manciata di episodi, tra cui il celebrativo numero 100 a colori.

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Il volto di Julia/Audrey Hepburn visto da Trevisan © Sergio Bonelli Editore Due tavole tratte da “Clowns”, numero 100 di “Julia” © Sergio Bonelli Editore

Oggi, a ottant’anni, l’artista continua a essere un rinomato pittore i cui dipinti vengono esposti in patria e all’estero. Una sua personale è stata persino allestita a Ottawa, in Canada, su invito ufficiale dell’Ambasciata italiana.

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Due quadri di soggetto religioso dipinti da Trevisan

La storia artistica del maestro di Merano è ripercorribile interamente sul sito/blog ufficiale The Art of Giorgio Trevisan.

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