Il noir e l’hard-boiled: i tenebrosi orizzonti di Mondadori Comics!

L’avventura storica, la fantascienza e il fantasy, il western, i supereroi, l’umorismo, i classici americani degli anni Trenta e i mitici pocket italiani degli anni Sessanta. Tanti generi e collane. Ma quest’autunno, saranno il crimine e lo spionaggio le nuove frontiere narrative di Mondadori Comics.

Blog 29 ottobre 2014 alle 12:00

Scompaginare i format tradizionali, valorizzare in chiave spettacolare e cool i generi più amati: è stato questo, fin dall’inizio, l’imperativo di Mondadori Comics.

Una mission che ha dato il “la” a collane graziate da un notevole riscontro di critica e di pubblico: “Historica”, una collezione cartonata che da oltre due anni – un vero e proprio record – è riuscita a raggiungere i lettori sfruttando anche l’ormai difficile canale delle edicole; “Fantastica”, dove il sense of wonder della space-opera, del (post)cyberpunk, dell’horror e del fantasy, è stato esaltato da una confezione editoriale extralusso – ma, al contempo, dal prezzo accessibile – assolutamente inedita per l’Italia; “Hammer” che in un format di nuova concezione, il cosiddetto F423, ha consentito a una platea eterogenea – composta da nuovi e vecchi appassionati – di scoprire la forza creativa di una delle serie popolari di fantascienza più amate della storia del fumetto nostrano.

Per non parlare poi della riproposizione di grandi classici come il “Kriminal” di Max Bunker e Magnus (all’interno di una collana omnibus destinata a rimanere anche in futuro un punto di riferimento per il divertimento, la ricerca e la riflessione); di “Ken Parker”, western revisionista di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo (in un’esaltante edizione di grande formato che aspira a essere definitiva) o delle strisce giornaliere della Golden Age, presentate in una versione agile e dinamica che intende far accostare le giovani generazioni alle avventure di eroi immortali come The Phantom, Mandrake e l’Agente Segreto X-9.

Ma in questa splendida sarabanda di generi, personaggi e autori, qualcosa sembrava mancare all’appello: crime-stories e racconti polizieschi contemporanei, declinati in tutte le loro molteplici sfaccettature: dal noir all’hard-boiled, dall’action-thriller all’intrigo spionistico, dal giallo classico al pulp postmoderno.

Un vuoto che noi di Mondadori Comics abbiamo deciso di colmare, agendo su più fronti.

Sul numero 7 di “Prima”, per esempio, uscito il 18 ottobre, abbiamo inserito – dopo una serie di titoli incentrati sul fantasy, sulla fantascienza e sulla fiction a sfondo storico – SpyGames: Dissidenti, un graphic novel teso e torbido, saturo d’azione, sparatorie e ultraviolenza, scritto dal francese Jean-David Morvan e illustrato dal talento coreano Kim Jung Gi.

Il 31 ottobre, invece, in concomitanza col lancio ufficiale a Lucca Comics & Games 2014, vi attende Empire Usa, un serial denso di complotti, misteri, delitti, tradimenti e colpi di scena che verrà presentato, a cadenza mensile, in una miniserie di sei numeri tutta a colori, nello stesso formato F423 di “Hammer”.

Ed è sempre a Lucca Comics & Games, giovedì 30 ottobre, giorno d’apertura della manifestazione, che verranno svelati i dettagli dell’esplosivo, segretissimo progetto che, nella primavera del 2015, vedrà il rientro in scena in grande stile del fantomatico Kriminal.

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“We are Kriminal”

L’icona indiscussa, assieme a Diabolik, del fumetto nero italiano, sarà infatti al centro di un ciclo narrativo nuovo di zecca, con trame e illustrazioni congegnate da un team artistico d’eccezione, formato da sceneggiatori e disegnatori le cui identità verranno svelate proprio nel corso della kermesse lucchese, durante l’evento, intitolato “We are Kriminal”, che si terrà alle 15, presso la Chiesa di San Giovanni (Sala S5, secondo la mappa della fiera).

Allo stand Mondadori Comics sarà inoltre in vendita, in esclusiva per la manifestazione, un prezioso numero 0 che fungerà da antipasto per quello che si preannuncia come uno dei momenti più alti ed eccitanti della prossima stagione fumettistica.

Ma torniamo all’immediato presente e a SpyGames: Dissidenti, album che anche chi non potrà essere presente a Lucca può già facilmente reperire nelle edicole, nelle fumetterie e nelle librerie.

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Jean-David Morvan

Primo atto di una tetralogia che si svilupperà nei prossimi mesi, SpyGames rappresenta il lavoro più recente del prolificissimo sceneggiatore Jean-David Morvan, noto al grande pubblico soprattutto per Sillage, un’epopea space-fantasy – arricchita da vari spin-off – che alla fine del secolo scorso incantò critica e pubblico per la verve, la freschezza e le ambizioni narrative.

 

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 © Delcourt  © Casterman  © Delcourt

Molto versatile, capace di spaziare tra i generi più disparati – compresa la comicità dell’inossidabile Spirou e Fantasio e il supereroismo targato Marvel Comics di Wolverine: Saudade – Morvan ha dimostrato, nel primo decennio degli anni Duemila, di essere altresì un maestro del polar (il poliziesco francese) e del thriller grazie a un instant-cult seriale della bande dessinée come 7 secondi, formidabile mix tra spy-story e paranoia complottista, e al giallo psicologico Appoline, disparue il y a 8 ans, angoscioso viaggio in un’infanzia violata da una psicopatologia omicida.

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Kim Jung Gi Illustrazioni di Kim Jung Gi © dell’autore

Con SpyGames: Dissidenti, Morvan – che presto ritroveremo anche ai testi di Helldorado, disturbante e grottesca storia ucronica di prossima pubblicazione sulla collana “Fantastica” – si avvale dell’immaginifico contributo di Kim Jung Gi, artista asiatico la cui cura maniacale del dettaglio trasforma ogni sua opera in una poesia grafica.

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Tavole estratte da “SpyGames: Dissidenti”

Il risultato è un adrenalinico heroic bloodsheed che riporta alla memoria i characters e le sequenze dei più noti e incensati film d’azione orientali. Sì, perché Morvan e Kim Jung Gi sembrano rifarsi al cinema di Hong Kong e allo stile cinematografico di registi come John Woo, Ringo Lam, Tsui Hark, Andrew Lau e Alan Mak.

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© Media Asia Films © Golden Princess Films Production
© Film Workshop Co Ltd.

Chi ha amato, insomma, pellicole come A better tomorrow, The killer, Hard boiled e, in modo ancora più particolare, Infernal affairs e Time and tide, troverà in SpyGames pane per i suoi denti: uomini spietati, pericolosissimi e disposti a tutto; inseguimenti a perdifiato tra i corridoi, le scale e i tetti di sovraffollate palazzine-alveare; combattimenti corpo a corpo; una metropoli trasformata in un campo di battaglia; esplosioni e stragi di massa. Unico obiettivo: l’acquisizione – da parte di alcune squadre paramilitari di diversa nazionalità – dei segreti di Stato delle principali potenze mondiali.

Animato da ben altre ambizioni è invece Empire Usa, che al ritmo condensato e sincopato del Grande schermo preferisce la fluidità e gli intrecci da romanzo d’appendice delle serie TV americane di ultima generazione.

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Una cover della seconda “stagione” di “Empire USA
Tavole estratte da “Empire USA”

Nato da un progetto narrativo e grafico dello sceneggiatore Stephen Desberg e dell’apprezzato disegnatore Enrico Marini (che già avevano collaborato insieme sulla saga cappa e spada de Lo Scorpione e sul western crepuscolare de La Stella del deserto), Empire USA si giova del contributo ai testi portato dallo scrittore Yann (nome d’arte di Yann Lepennetier) e della “regia” delle tavole (il cosiddetto découpage) curata da Henri Reculé.

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Stephen Desberg Enrico Marini Yann Henri Reculé

Questo quartetto riveste quasi il ruolo che nelle serie TV appartiene agli show-runner, agli screenwriters e ai produttori, guidando il lavoro di un folto gruppo di autori che variano di episodio in episodio: i disegnatori Griffo, Alain Mounier, Erik Juszezak, Daniel Koller, Alain Queireix e lo stesso Henri Reculé, assistiti a loro volta da una squadra di coloristi altamente selezionati.

Questa lunga lista di nomi si è resa necessaria perché i dodici capitoli originali che compongono Empire USA, in Francia sono stati pubblicati dalla Dargaud con la cadenza di uno al mese. E questo proprio per restituire ai lettori la sensazione di una narrazione a tambur battente, contraddistinta da cliffhanger in coda a ogni episodio e da esaustivi riassunti all’inizio di ogni nuovo atto.

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© Amblin Television © Touchstone Television © HBO

I modelli sono chiari: l’epopea tutta azione, ma anche tragica ed esistenzialista di 24; i misteri e le trame sotterranee di Alias; la banale quotidianità che sfocia nella cruda guerra tra servizi segreti di The americans. Ma, più in là, anche alcuni, inquietanti echi mystery che paiono emergere da Lost o da Carnivàle.

Influenze che chiariscono anche un altro aspetto di Empire USA: la sua funzione di analisi critica dei meccanismi che regolano le fiction televisive internazionali contemporanee, con risvolti anche satirici che mettono alla berlina gli snodi più improbabili presenti in questa forma di entertainment.

Come in 24, anche in Empire USA potremo pertanto assistere a una macchinazione di proporzioni colossali, in grado di mettere in pericolo gli assetti stessi della democrazia americana. Ma, allo stesso tempo, le indagini che i protagonisti della serie – primo tra tutti, il tormentato Jared Gail – porteranno avanti, avranno serie riprcussioni sulla loro vita privata.

Se Jared Gail e i suoi compagni di squadra – Duane Els, un monomaniaco della saga cinematografica di Guerre stellari, e Saskia, sull’orlo di una crisi depressiva a causa di un divorzio – riusciranno a sventare la minaccia di un gruppo islamista in grado di portare la devastazione sul suolo americano, potrete scoprirlo solo leggendo questa sorprendente miniserie strutturata su due “stagioni” dalle trame ben distinte, sebbene contigue.

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