Oltre “Blade Runner”: “Le cronache di Centrum”, un’epopea techno-noir

Da oltre cinquant’anni la fantascienza a fumetti d’impronta franco-belga detta legge nel mondo. Una lunga e gloriosa tradizione che ha spesso prodotto capolavori assoluti. E di cui collane come “Fantastica” e “Prima” intendono farsi portavoce.

Blog 2 luglio 2014 alle 12:00

Da quasi due mesi è disponibile nelle librerie, nelle fumetterie e nelle edicole Universal War Two: Il tempo del deserto, primo tomo – ospitato all’interno della collana antologica “Prima” – di un ambizioso affresco fantascientifico concepito dal cartoonist parigino Denis Bajram.

Pur essendo il diretto sequel di Universal War One, un ciclo completo sviluppatosi tra il 1998 e il 2006, gli intrecci di Universal War Two si dipanano secondo modalità del tutto autonome e originali, con la prima saga a fungere da semplice e comprensibile antefatto.

Il risultato è una space-opera apocalittica e affascinante che potrebbe assomigliare a un ipotetico film del regista Danny Boyle ricavato da un romanzo di Dan Simmons. Un’epopea che nasce da presupposti oscuri, ma che lascia intravvedere potenti squarci di luce e di speranza.

Per noi di Mondadori Comics, il genere fantastico rappresenta da sempre una delle chiavi di volta della nostra offerta editoriale. Lo testimonia l’ampio spazio che abbiamo concesso ai comics supereroistici; lo attestano oggi la collana “Fantastica”e i titoli pubblicati su “Prima” (Elric di Melnibonè, La via della spada); lo confermerà, nell’immediato futuro, il lancio di “Hammer“, la riproposta in grande stile – completamente rivista e aggiornata – di un’opera di culto della fantascienza italiana a fumetti.

E a proposito di “Fantastica”: dopo aver sorpreso e ammaliato i lettori con gioielli narrativi, graziati da una stupefacente parte grafica, come la nichilistica tragedia spaziale Khaal, il lovecraftiano Santuario, l’heroic-fantasy Tenebre e il colossale affresco mystery di Prometeo, la serie-ombrello propone in questi giorni – a partire dalle edicole per poi giungere anche nelle librerie e nelle fumetterie – la plumbea distopia de Le cronache di Centrum.

Il volume raccoglie, in edizione integrale, i tre album originali, pubblicati Oltralpe dalla Soleil, ricavati dalla trasposizione a fumetti di un classico letterario della fantascienza francofona: Le Travail du furet à l’intérieur du poulailler (“Il lavoro del furetto all’interno del pollaio”) di Jean-Pierre Andrevon.

La storia è ambientata in una sconfinata megalopoli europea – che lascia intuire un’aberrante evoluzione di Parigi – in un’epoca in cui i progressi della medicina hanno, di fatto, annientato le morti per malattia. Per risolvere il drammatico problema della sovrappopolazione, i governi mondiali hanno quindi stabilito delle quote di popolazione fissa per ogni nazione. La Francia può ospitare un massimo di sei milioni di cittadini e gli eccedenti – così come accade negli altri Paesi – vengono eliminati, in seguito a un sorteggio segreto attuato da un super-computer, per mano di killer a pagamento denominati Furetti.

Ed è su uno di questi assassini legalizzati – colto da improvvisi dubbi sul senso del suo terrificante lavoro – che è incentrata la storia.

2

Jean-Pierre Andrevon

Nato nel settembre del 1937 a Bourgoin-Jallieu, una paese della regione del Rodano-Alpi, nel sud-est della Francia, Andrevon dopo il liceo si specializza dapprima in ingegneria civile per poi diventare un insegnante di disegno, attività che abbandona alla fine degli anni Sessanta per diventare scrittore a tempo pieno.

Personalità poliedrica, socialmente impegnata, capace di spaziare dal giornalismo alla pittura, dalla musica al cinema, Andrevon pubblica nel 1969, con le edizioni Denoël, il suo primo romanzo: Les Hommes-machines contre Gandahar (“Gli Uomini-Macchina contro Gandahar”), un techno-fantasy che vent’anni più tardi verrà trasposto in un lungometraggio d’animazione concepito graficamente dal maestro Philippe Caza e diretto da René Laloux.


 

È il primo passo di un impegno continuo e irrefrenabile che vede Andrevon pubblicare in media tre o quattro opere all’anno, tra romanzi, raccolte di racconti e antologie.

Ed è proprio all’interno di un volume collettivo – Les Soleils noirs d’Arcadie, vincitore del Gran Premio della Science-Fiction Francese – che nel 1975 vede la luce l’embrione de Le Travail du furet à l’intérieur du poulailler.

La short-story originaria viene infatti ripresa dallo scrittore nel 1981 per ricavarne un romanzo che giunge in libreria due anni dopo, edito dalla J’ai lu. Guarda caso, nello stesso periodo compare nelle sale cinematografiche il Blade Runner di Ridley Scott, basato su tematiche e atmosfere assai vicine al lavoro di Andrevon.

La vicinanza al mondo del fumetto, è invece sancita dalla dichiarata somiglianza del protagonista dell’opera a Georges le Tueur (“Georges il killer”), personaggio ideato dal leggendario cartoonist Georges Wolinski, anche in altri casi omaggiato da Andrevon.

La cover originale dell'antologia fantascientifica "Les Soleils noirs d'Arcadie" 1 4
La cover originale dell’antologia fantascientifica “Les Soleils noirs d’Arcadie” La cover della prima edizione de “Le travail du Furet à l’intérieur du poulailler” Georges le Tueur di Georges Wolinski

Le Travail du furet à l’intérieur du poulailler si rivela un grande successo al quale ne seguono altri. Nel 1990, il satirico e futuristico Sukran, frutta ad Andrevon, stavolta come autore unico, il Gran Premio della Science-Fiction Francese. Tre anni dopo il regista Bruno Gantillon realizza Le Travail du furet, un riuscita riduzione televisiva, interpretata dall’attore Fabrice Eberhard, del romanzo dell”83.

Nel 1994, L’Homme aux dinosaures (“L’Uomo tra i dinosauri”) vede lo scrittore concepire – in collaborazione con l’illustratore Silvio Cadelo e il paleontologo americano Stephen Jay Gould – un fantastico viaggio nella preistoria dei Grandi Rettili, poco prima dello schianto dell’asteroide che ne provocò l’estinzione.

5 6 7
La cover della prima edizione del romanzo “Sukran” Una recensione giornalistica del film per la TV “Le travail du Furet” La cover del libro “L’Homme aux dinosaures” di Andrevon, Cadelo e Gould

I lavori realizzati con Cadelo e con Caza pongono l’accento sul grande amore che Andrevon continua ad avere nei confronti delle arti figurative. Ed è per questo che nei primi anni Duemila, lo scrittore accetta con entusiasmo la proposta del disegnatore di origini marocchine Afif Khaled, allora poco meno che trentenne, di trasporre liberamente a fumetti Le Travail du Furet à l’intérieur du poulailler. Nasce così Le cronache di Centrum, che amplia a attualizza – infondendogli un vigore e una visionarietà techno-noir – il concept originario di Andrevon.

8 10 11
Afif Khaled Il Furetto visto da Khaled Studio per una statuetta da collezione dedicata al Furetto © Khaled
9

Uno studio di Khaled per il personaggio del Furetto

Dotato di uno stile che guarda a Jim Lee e a Travis Charest, reinterpretati attraverso l’inevitabile filtro di “Métal Hurlant”, Khaled si diploma in Arti Plastiche alla Scuola Nazionale di Belle Arti. Nel 2000, entra poi a far parte di una società per la quale realizza giochi per cellulari e animazioni in flash per i siti web, attività che continua a portare avanti come libero professionista.

Il primo contatto con Andrevon avviene nel 2001, quando illustra una sua sceneggiatura per la rivista del fantastico “KOG, l’encre monde”, pubblicata dalle Edizioni Harnois.

Le cronache di Centrum lo tiene impegnato a cavallo tra il 2004 e il 2007 (nel frattempo, nel 2006, Andrevon vince il Premio Julia-Verlanger per il romanzo Le Monde enfin).

A seguire giungono Kookaburra Universe (una lunghissima saga fantascientifica a più mani, per la quale disegna un solo volume) e la piccola partecipazione a SkyDoll, la surreale serie fantascientifica ideata dagli italiani Alessandro Barbucci e Barbara Canepa, coi quali entra in immediata sintonia.

13 14
 “Kookaburra Universe” © Soleil  Il mondo di SkyDoll visto da Khaled © Barbucci & Canepa

Nel 2012 è la volta di Spyder, una spy-story futuristica che ricalca il mood della serie Mission: Impossible. Infine, a partire dallo stesso anno, vengono pubblicati la serie giovanilistica Illimité, scritta da Florent Bonnin e incentrata su un ragazzino in possesso di un cellulare dalle infinite e straordinarie funzioni, e Jack Black, thriller spionistico – sceneggiato da Ange – il cui protagonista ingloba caratteristiche di James Bond, di Jason Bourne e del Jack Bauer di 24.

15 Illimite.indd 17
Una cover del serial “Spyder” © Delcourt Khaled disegna una tavola di “Illimité” © Soleil La cover del primo volume di “Jack Black” © Soleil

Altre News

La Compagnia del Crepuscolo – l’ultimo canto di Malaterra, 58° volume di Historica

Anteprima 31 luglio 2017

In edicola, libreria, fumetteria e online dal 4 agosto 2017

Leggi tutto »

Caterina de’ Medici, terzo volume di Historica Biografie

Anteprima 10 luglio 2017

Dal 14 luglio in edicola, fumetteria, libreria e online

Leggi tutto »