“Prima”: il senatore Alix e i misteri dell’antico Egitto

Esce finalmente in Italia L’ultimo faraone, secondo capitolo delle avventure di “Alix Senator”, spin-off di una leggendaria serie a sfondo storico ideata quasi settant’anni fa dal cartoonist francese Jacques Martin. Un album attesissimo che impreziosisce ancora di più la collana “Prima”.

Blog 23 gennaio 2015 alle 14:30

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© Casterman/Martin/Mangin/Démarez

La Congiura dei Rapaci, che aveva avuto il suo tragico inizio col volume Le aquile di sangue, raggiunge il suo primo, sconvolgente climax ne L’ultimo faraone, secondo atto di una incalzante trilogia che vede protagonista Alix, eroe dell’antica Roma creato nel 1948 dal fumettista transalpino Jacques Martin.

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© Casterman/Martin/Mangin/Démarez

In Alix Senator, però, il biondo ragazzino d’origini galliche che conduceva le sue straordinarie peripezie nel mondo romano attraversato dall’astro militare e politico di Giulio Cesare, ha lasciato il posto a un canuto, sebbene ancora vigoroso, cinquantenne, assurto al seggio di senatore per volere del suo amico Ottaviano, ormai divenuto imperatore.

Siamo nell’anno 12 avanti Cristo e i brutali omicidi – avvenuti per cause tanto sanguinarie quanto misteriose – del generale Marco Vipsanio Agrippa e dell’ex-triumviro Marco Emilio Lepido, hanno turbato il cuore di Roma caput mundi.

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© Casterman/Martin/Mangin/Démarez

Su incarico di Augusto, Alix si ritrova, quindi, a indagare sui delitti, finendo sulle tracce di un killer che per uccidere utilizza dei rapaci ammaestrati. Ma l’enigma che si cela dietro le azioni dell’attentatore non è radicato nella Penisola italica bensì in Egitto, dove appunto, in apertura de L’ultimo faraone, ritroviamo il protagonista, ancora una volta accompagnato dai suoi due figli, Tito e Chefren (quest’ultimo ricevuto in adozione da Enak, suo compagno d’avventure apparentemente morto nel 31 a.C., durante la battaglia navale di Azio).

© Casterman/Martin/Mangin/Démarez

© Casterman/Martin/Mangin/Démarez

Tuttavia, nella ricca e affascinante Alessandria, illuminata da quel faro che era stato annoverato tra le Sette meraviglie del mondo, gli intrighi non fanno altro che infittirsi, mentre i pericoli mortali aumentano di conseguenza. E Alix si vedrà alfine costretto a spingersi nel desertico entroterra nordafricano, alla ricerca di una piramide edificata prima ancora che le dinastie faraoniche giungessero a governare le terre del Nilo.

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© Casterman/Martin/Mangin/Démarez

La sceneggiatrice Válerie Mangin e il disegnatore Thierry Démarez, autori della trilogia di Alix Senator, affrontano l’universo narrativo architettato da Jacques Martin con un piglio revisionista che introduce elementi di fortissimo realismo all’interno di un’ambientazione canonica.

Válerie Mangin e Thierry Démarez

Válerie Mangin e Thierry Démarez

Sulle orme dei racconti di Sherlock Holmes scritti da Arthur Conan Doyle, alcune tra le avventure classiche più amate di Alix erano, infatti, improntate su atmosfere mystery che poi venivano rischiarate da una risoluzione razionale. Uno schema al quale Mangin e Démarez non rinunciano affatto, puntando, però, a inserirlo in un contesto storico-sociale accurato, basato su una solida documentazione.

Un’operazione che, in parte, tentava di fare anche Martin, che nelle sue tavole immetteva costumi e architetture capaci di suscitare il plauso dei professori universitari. Ma che gli autori di Alix Senator amplificano, fornendo agli scenari un senso di vissuto, di quotidianità e infondendo nei personaggi comportamenti e psicologie adeguate ai tempi, avulse da leggi morali e moti interiori che solo l’avvento del Cristianesimo avrebbe radicato nel mondo occidentale.

In un’avventura di Alix realizzata da Martin, i protagonisti non avrebbero, per esempio, mai potuto essere rappresentati come ospiti entusiasti di una festa orgistica così come ce li hanno mostrati Mangin e Démarez ne Le aquile di sangue. Allo stesso modo, non avrebbero potuto trovarvi posto certe scene di cruenta violenza.

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© Casterman/Martin/Mangin/Démarez Jacques Martin rappresenta un’orgia greco-romana ne “Le fils de Spartacus” © Martin/Casterman

Anche la presenza di personaggi storici realmente esistiti assume una rilevanza superiore, altamente drammatica. Questi non fungono più da sorprendenti comparse, ma da attori vivi e partecipi nei vari snodi della trama.

La resa sensibile di un’epoca dura e sanguigna – tratteggiata dal disegnatore con uno stile caldo e corposo, arricchito dall’impiego di colori acrilici – è anche frutto dei campi d’interesse della sceneggiatrice, forte di studi storici e di lingua latina, nonché in possesso di un titolo universitario di archivista paleografa. Una preparazione che emerge dalle ampie appendici di approfondimento che corredano i volumi della trilogia.

Ancora più sorprendente, se si pensa che, prima di Alix Senator, Mangin e Démarez (che i lettori delle collane targate Mondadori Comic hanno potuto incontrare anche sulle pagine di Prometeo, hit di “Fantastica”) si erano distinti per storie di tutt’altro genere, dal thriller alla fantascienza.

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