Prometeo: i disegni di Alessandro Bocci per il capolavoro fantascientifico di Christophe Bec

In occasione dell’uscita del primo tomo di Prometeo, epico thriller fantascientifico ospitato per la prima volta in Italia sulle pagine della collana “Fantastica”, scambiamo quattro chiacchiere con Alessandro Bocci, disegnatore italiano che ha contribuito a visualizzare il capolavoro seriale di Christophe Bec

Blog 28 maggio 2014 alle 12:00

1400243506COPPrometeo30apr32Il quarto volume di “Fantastica” – disponibile da alcuni giorni in tutte le edicole, le librerie e le fumetterie – è ulteriormente esemplificativo del tipo di opere a fumetti che Mondadori Comics vuole proporre ai lettori italiani. Opere che rifuggono l’usa e getta, che intendono permanere nella memoria di chi le legge attraverso una perfetta commistione di trame intriganti, disegni realistici e colori spettacolari proposti attraverso una confezione editoriale resistente al tempo e alle mode.

Vi sfidiamo, pertanto, a non restate affascinati di fronte alle tematiche e al comparto grafico che contraddistinguono Prometeo, il monumentale thriller fantascientifico che il cartoonist francese Christophe Bec – già visto all’opera su altri apprezzati volumi di “Fantastica”, come Santuario e Tenebre – sta sviluppando fin dal 2008 in una serie di capitoli mozzafiato.

Prometeo si regge su un affresco corale che Bec sviluppa con un andamento sincronico, procedendo avanti e indietro nel tempo e nello spazio, attraverso un accumulo continuo di misteri la cui risoluzione conduce a enigmi ancora più profondi e contorti.

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Una tavola del serial “Prometeo” Una sequenza mitologica tratta dal serial “Prometeo” Una tavola tratta da uno dei prossimi capitoli di “Prometeo”

Il presupposto da cui il cartoonist transalpino prende le mosse è tanto semplice quanto agghiacciante: cosa accadrebbe se la Terra fosse colpita simultaneamente e senza alcun preavviso da una catena di catastrofi alle quali solo un’epocale svolta negli studi sulla fisica quantistica potrebbe fornire qualche vaga spiegazione?

Su questa linea narrativa, Bec imbastisce una saga che mescola speculazione scientifica e teorie del complotto, catastrofismo e fantapolitica, azione e mistero, avventura e mitologia, segreti archeologici e minacce aliene, esplorazioni e universi paralleli.

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Una locandina del film “2012” di Roland Emmerich © Columbia Pictures Una locandina del film “The day after tomorrow” di Roland Emmerich © 20th Century Fox

Chi ha amato la collana “Martin Mystère” della Sergio Bonelli Editore e lo stile di scrittura di Alfredo Castelli; chi si esalta dinanzi allo stile adrenalinico di un regista come Roland Emmerich (The day after tomorrow, 2012); chi ha seguito Lost auspicando disperatamente uno suo sviluppo più compatto e razionale; chi conserva uno splendido ricordo dell’architettura fantastica di The X-Files e ha poi cercato nel Fringe di J.J. Abrams e Roberto Orci un adeguato upgrade per il nuovo secolo delle ossessioni di Chris Carter, gioirà e si sorprenderà immergendosi nella miriade di trovate narrative di Bec.

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La copertina del primo numero di “Martin Mystère” © Sergio Bonelli Editore “The X-Files” © Fox Fringe © Warner Bros. Television/Bad Robot

E si divertirà a congetturare su quali spaventosi legami possano unire le sparizioni del Triangolo delle Bermuda al Meccanismo di Anticitera, l’improvvisa riapparizione di antichi e leggendari manufatti alle più terribili distorsioni spazio-temporali, gli eventi della preistoria alle dinamiche della contremporaneità digitale.

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La localizzazione geografica del Triangolo delle Bermude Il misterioso Meccanismo di Anticitera

Mondadori Comics compatterà i dieci album originali francesi che costituiscono finora i tasselli di Prometeo in cinque corposi volumi che – nell’ambito della collana “Fantastica” – si alterneranno, come si consueto, con altri titoli e autori.

A coadiuvare Bec – che dopo due capitoli ha demandato ad altri disegnatori la parte grafica di Prometeo, curandone solo soggetti e sceneggiature – troveremo lo spagnolo Francisco Ruizgé; i francesi Vax, Frédéric Peynet e Thierry Démarez (quest’ultimo apprezzato per il suo lavoro su Alix Senator,proposto di recente sulla nostra collana “Prima”),nonché gli italiani Alessandro Bocci, Stefano Raffaele (divenuto da alcuni anni illustratore regolare della serie) e Federico Ferniani (che i nostri lettori hanno mostrato di apprezzare su La via della spada, un altro bestseller della collana “Prima”).

Alessandro Bocci

Alessandro Bocci

Ma è proprio con Alessandro Bocci che abbiamo deciso di intrattenerci, approfittando della disponibilità di un autore che – per ritagliarsi una pausa di lavoro tra mille impegni e rispondere al nostro invito – è stato costretto a fare i salti mortali.

Quarantanovenne senese, Bocci esordì professionalmente nel 1994 quando entrò a far parte dello staff di “Lazarus Ledd”, serie sospesa tra la fantascienza e l’action-thriller ideata per le Edizioni Star Comics dallo specialista Ade Capone.

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Una copertina di “Lazarus Ledd” © Ade Capone Una pin-up di “Lazarus Ledd” © Ade Capone Una cover di “Lazarus Ledd” © Ade Capone

 

Vincitore, nel 1997, del Premio Fumo di China come “Miglior disegnatore italiano”, l’artista toscano per un lungo periodo collaborò attivamente con Capone realizzando il volume “Conan il conquistatore” – edito dalla Marvel Italia – e illustrando varie cover per altri progetti dello sceneggiatore piacentino: il noir erotico Erinni, il supereroistico Il Potere e la Gloria e il fantascientifico Kor One.

Un disegno orrorifico realizzato da Alessandro Bocci

Un disegno orrorifico realizzato da Alessandro Bocci

Nel 2001, Bocci fu poi contattato da Mario Boselli per disegnare le storie di “Dampyr”, serial vampiresco della Sergio Bonelli Editore. A partire da quel momento, Bocci si è legato a doppio filo alla vita editoriale di questo personaggio, realizzando, tra l’altro, parallelamente, alcuni portfoli orrorifici incentrati sugli oscuri nosferatu.

Ma è giunto il momento di dare la parola alla nostra guest star:

Ciao, Alessandro, e benvenuto sulle pagine del blog di Mondadori Comics.

Ciao anche a voi e grazie!

Analizzando la tua personale bibliografia artistica, si può notare che da “Lazarus Ledd” a “Dampyr” passando per “Conan il barbaro”, la fantascienza e il fantasy hanno sempre fatto parte integrante del tuo percorso professionale. Ciò è avvenuto per delle mere coincidenze o perché questi generi già erano nel tuo background formativo?

Conan il Barbaro visto da Alessandro Bocci

Conan il Barbaro visto da Alessandro Bocci

Sono generi narrativi e fumettistici che a me piacevano molto prima di fare il disegnatore.

Questo – nella fase in cui disegnavo per me stesso, solo come passatempo- ha sicuramente contribuito alla mia formazione come autore. Di conseguenza trasformare il mio hobby in lavoro e “provare” a disegnare fumetti da professionista accreditato mi ha portato a indirizzarmi verso personaggi che avevano queste caratteristiche. “Lazarus Ledd” è stato un esordio perfetto e “Conan il barbaro” il sogno di bambino che si realizza! Oggi disegnando “Dampyr” mi ritrovo a visualizzare prevalentemente l’horror… Un domani vorrei tanto affrontare generi che ancora mi mancano e che ultimamente mi stanno affascinando molto come, per esempio, il western…Vedremo!

Il Dampyr di Alessandro Bocci © Sergio Bonelli Editore

Il Dampyr di Alessandro Bocci © Sergio Bonelli Editore

In che modo il realismo della tua “visione grafica” si rapporta all’ideazione di scenari spesso fantastici?

Per me la cosa fondamentale, prima di iniziare un lavoro, è la documentazione grafica inerente alla storia che andrò a disegnare. Raccolgo tantissime immagini (molte più di quelle che uso) che prevedo funzionali al racconto e, a quel punto, conoscendo il soggetto della storia, inizio a immaginare il suo svolgimento cercando di aprire una finestra su un mondo che non esiste ma che io, dal punto di vista grafico, devo rendere reale. Questo è il momento magico…quello che mi piace di più!

Il tuo ingresso nel mondo della bande dessinée francese avviene intorno al 2008 con il thriller soprannaturale Fontainebleau sceneggiato proprio dal Christophe Bec di Prometeo. Come è avvenuto questo incontro e quali sono state le difficoltà nell’adattarti a un format – quello dell’album cartonato francese – differente rispetto agli standard produttivi italiani?

Sono stato contattato dalla Soleil – la casa editrice che ha originarimente pubblicato sia Fontainebleau che Prometeo – tramite un agente che gestisce più autori fumettistici e soprattutto, che parlava italiano. Mi è stata proposta questa collaborazione per Fontainebleau e io ho subito accettato perché molto incuriosito dal mercato francese. E’ stata un’ottima esperienza … un lavoro che, come riuscita artistica, mi ha molto soddisfatto e divertito. Per quanto riguarda il format diverso da quello bonelliano non ho avuto il minimo problema: mi sono adattato subito e non ho avuto nessuna difficoltà. Del resto se disegnare fumetti è il tuo lavoro non può essere un problema quanto, semmai, una bellissima sfida e devi essere in grado di raccoglierla e vincerla ovunque e per chiunque.

Una tavola di "Fontainebleau"

Una tavola di “Fontainebleau”

Fontainebleau rappresenta il viatico per Prometeo che hai contribuito a illustrare a cavallo tra il 2010 e il 2012. Da cosa è derivato il tuo coinvolgimento sul terzo e sul quarto volume originale della saga?

Sicuramente dal fatto che sia Fontainebleau che Prometeo sono scritti da Bec. È probabile che il mio disegno sia tanto piaciuto a questo cartoonist da convincerlo a propormi di collaborare al progetto e di sostituirlo ai disegni dal terzo albo di Prometeo (come ben sapete i primi due li ha invece scritti e disegnati di suo pugno).

Al di là del tuo attuale lavoro fisso su “Dampyr”, la tua presenza sul mercato transalpino si è ulteriormente consolidata con lo storico-avventuroso Fawcett, scritto da Guillaume Dorison (fratello dello Xavier Dorison di Santuario, altro titolo di punta della collana “Fantastica”) ed edito da Glénat. Cosa ci puoi dire di questo lavoro che, tra l’altro, è ambientato in Amazzonia, ovvero uno dei tuoi scenari preferiti vista la tua vecchia passione per il “Mister No” della Sergio Bonelli Editore?

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“Mister No” in una cover di Gallieno Ferri © Sergio Bonelli Editore “Mister No” in una cover disegnata da Roberto Diso © Sergio Bonelli Editore

Eh, il veccho, caro Mister No!… Ecco, lui è stato, in assoluto, il primo personaggio della Bonelli che ho letto, amato e collezionato. Oggi pagherei pur di poter realizzare una sua avventura in Amazzonia! Fortunatamente – come avete assai ben compreso – ho avuto l’opportunità di avventurarmi comunque in questa foresta meravigliosa grazie a Fawcett. E’ stato un lavoro moto impegnativo, tanto che mi sono servito della collaborazione di un inchiostratore (thanks, Dimitri Gori!) per rispettare i tempi di consegna. Impegnativo perché affrontava più tematiche nello stesso albo e sono perciò stato costretto a passare dalle trincee della Prima guerra mondiale ai bar scalcinati lungo il Rio delle Amazzoni. Il colonnello Fawcett era un vero avventuriero con un carattere difficilissimo, al limite della follia, un uomo molto autoritario ma anche molto umano e renderlo nelle sue varie espressioni, farlo “recitare” è stato abbastanza complicato. Alla fine il risultato si è rivelato molto buono e sia io che Glenat ne siamo stati molto soddisfatti. L’unico rammarico è non aver potuto realizzare anche la seconda parte a causa di impegni lavorativi presi precedentemente con altri editori.

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La cover di “Fawcett” © Glénat Una tavola di “Fawcett” © Glénat Una tavola di “Fawcett” © Glénat

Ti ringraziamo molto per esserti intrattenuto con noi, Alessandro.

Grazie a voi… È stato un piacere!

Se volete dedicarvi a una full immertion nell’arte del nostro gradito ospite, vi invitiamo a visitare il suo sito personale: Alessandro Bocci Art.

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