“Superfumetti”: la Belle Époque di Marzolino Tarantola, tra Jules Verne e Blake Edwards

Nel 1979, la serie televisiva SuperGulp!, memorabile programma della Rai, accolse in scaletta le avventure di Marzolino Tarantola, personaggio col quale Bonvi riuscì per l’ennesima volta a conquistare il plauso del pubblico. Mondadori Comics le ripropone, a distanza di trentacinque anni, in una versione restaurata e completa.

Blog 18 novembre 2015 alle 13:52

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Bonvi disegna i personaggi di “SuperGulp!” in una cover di “TV Sorrisi e Canzoni” © Eredi Bonvicini

Nella seconda metà degli anni Settanta, il servizio pubblico radiotelevisivo – che aveva da poco adottato, dopo un lungo periodo di sperimentazioni, lo standard PAL a colori – poteva ancora permettersi di esplorare i linguaggi della comunicazione audiovisiva via etere con una libertà espressiva, in termini culturali e di costume, che perfino oggi è difficile da trovare.

A fronte di una Rete Uno (antesignana dell’attuale Rai 1) che restava di stampo conservatore, c’era una Rete Due basata, al contrario, su un palinsesto progressista, dove, per esempio, show come L’altra domenica, Stryx e Odeon: tutto quanto fa spettacolo contribuivano a spostare in avanti l’asticella di ciò che era lecito mostrare in televisione, intercettando i gusti di un pubblico influenzato dagli echi della rivoluzione sessuale e dall’avvento di nuove forme di divertimento.

Non a caso, proprio sulla Rete Due, nel 1977 – in un contenitore tardo-pomeridiano intitolato Buonasera con… e affidato, con un serrato turnover, alla conduzione di alcuni tra i volti più noti e amati dello spettacolo – fecero il loro debutto Atlas Ufo Robot, l’anime di Go Nagai basato sulle gesta del mecha gigante Goldrake (Grendizer) e del suo pilota Actarus (Duke Fleed), e il Capitan Harlock di Leiji Matsumoto, due prodotti che, col loro carico di pathos, dramma e dinamismo, diedero una violenta spallata alla vecchia concezione di entertainment per ragazzi, plasmando, al contempo – tra gli strali e i moniti di pedagoghi e censori – un nuovo immaginario collettivo.

Fu sempre Buonasera con…a ospitare la quarta e la quinta stagione di SuperGulp! – I fumetti in TV, una trasmissione che, conoscendo varie incarnazioni e collocazioni orarie, aveva attraversato, riscuotendo un successo costante, tutto il decennio. A fare le veci di padrone di casa c’era il detective Nick Carter, che dello show d’animazione ideato da Guido De Maria e Giancarlo Governi era il personaggio più famoso e rappresentativo.

Tra il 1979 e il 1981, all’interno di SuperGulp – I fumetti in TV, la firma di Bonvi, compariva, oltre che sui titoli di testa di Nick Carter (in questo caso, insieme a quella del co-creatore Guido De Maria) anche su quelli di Sturmtruppen – comic-strip che già all’epoca aveva raggiunto lo status di culto, con tanto di film live action al suo attivo – e di Marzolino Tarantola, serie d’impronta umoristico-avventurosa incentrata su un cast di personaggi nuovo di zecca e destinata a ottenere gli unanimi consensi dei telespettatori e della critica.

La prima, rarissima edizione di "Marzolino Tarantola", datata 1980

La prima, rarissima edizione di “Marzolino Tarantola”, datata 1980

Per comprendere i motivi di questo successo è necessario, tuttavia, fare qualche passo indietro. A partire dal 1975, intorno alle cinque del pomeriggio – orario in cui si concentravano le programmazioni televisive rivolte ai giovanissimi – la Rete Due mandava in onda un programma intitolato Il dirigibile, le cui redini furono per un certo periodo tenute dall’accoppiata formata dal cantante Mal (riportato in auge dal trionfo riscosso dalla sigla del telefilm Furia, cavallo del west) e dalla presentatrice Maria Giovanna Elmi (nelle vesti della valletta Azzurrina, idolo dei bambini).

Fu nel contesto de Il dirigibile che, nel 1977, trovò spazio Saturnino Farandola, un romanzo sceneggiato in tredici puntate interamente prodotto all’interno degli studi Rai di Napoli. Tratto da Viaggi straordinarissimi di Saturnino Farandola (“Voyages très extraordinaires de Saturnin Farandoul”), testo letterario del 1879 ideato dello scrittore, giornalista e illustratore francese Albert Robida, il feuilleton televisivo interpretato, tra gli altri, da Mariano Rigillo, Daria Nicolodi e Paolo Poli, metteva in scena le vicende di un avventuriero allevato fin da bambino da un branco di scimmie (in anticipo di trent’anni rispetto al Tarzan di Edgar Rice Burroughs) e destinato a solcare i mari del Sud-Est asiatico affrontando le più incredibili e fantasiose peripezie (dislocazioni spazio-temporali, battaglie tra dirigibili, scontri tra sottomarini, assalti pirateschi, immersioni subacquee a bordo di squali d’acciaio, ecc.).

Incipit e sigla di “Saturnino Farandola” © Rai – Radio Televisione Italiana

 

Robida si poneva sulle orme di Jules Verne, denotando, però, rispetto al suo conterraneo, un’inventiva e un gusto per l’azione ancora più scatenati. La sua narrativa d’anticipazione trovava ulteriore supporto in un talento grafico peculiare, attraverso il quale prendevano forma le visioni di un futuro prossimo venturo in molti casi sorprendentemente vicine ai reali sviluppi della scienza, della tecnologia e dell’urbanistica.

5Il Saturnino Farandola targato Rai, forte di un progetto affidato ad alcuni tra i migliori professionisti della televisione e del teatro, ricevette un’accoglienza calorosa da parte di un pubblico trasversale, composto sia da ragazzi che da adulti. Un’audience moderna che si era appassionata ai serial fantascientifici UFO e Spazio: 1999, così come al romanzo sceneggiato Sandokan tratto dalle epopee letterarie di Emilio Salgari, e che trovava in Saturnino Farandolaun lavoro che, a tutti gli effetti, precorreva le istanze del sottogenere Steampunk – una perfetta combinazione tra quegli elementi fantastici e avventurosi dai quali era tanto intrigata.

Dal canto suo, nella seconda metà degli anni Settanta, Bonvi appariva affascinato dalla cultura, dai costumi e dagli eventi storici della Belle Époque e dei primissimi decenni del Novecento. Se in alcune storie di Nick Carter avevano fatto la loro comparsa divise, aeroplani e mezzi corazzati tipici della Grande Guerra, col capolavoro assoluto L’uomo di Tsushima – rievocazione sui generis della tragica ed epocale battaglia navale col quale si concluse la guerra russo-giapponese del 1904 – il cartoonist di Modena aveva dimostrato che la sua attenzione ai dettagli d’epoca – dalle ricostruzioni ambientali alle fondamenta psicologiche degli individui – non era superficiale, ma frutto di una ricerca precisa e documentata, fondata su acume e sensibilità.

Bonvi decise, quindi, di ideare una storia che potesse ricatturare lo spirito giocoso e immaginifico del Saturnino Farandola televisivo miscelandolo con elementi ancora più pop e contemporanei. Il risultato fu un pastiche che, a valutarlo con gli occhi di oggi, precorreva di un paio di decenni certe linee concettuali de La Lega degli Straordinari Gentlemen di Alan Moore e Kevin O’Neil.

È per questo che in Marzolino Tarantola – evidente parodia del nome Saturnino Farandola – ritroviamo character tratti di peso dai romanzi di Arthur Conan Doyle (il malefico e maldestro professor Moriatry, deformazione caricaturale del professor Moriarty antagonista di Sherlock Holmes) e di Jules Verne (spicca il professor Gavor, parodia del professor Cavor de I primi uomini sulla Luna, che si ritrova come servitore la Creatura del dottor Frankenstein) o dai fumetti americani degli anni Trenta (la banda di piratesse aviatrici simili a quelle apparse nelle strip di The Phantom, guarda caso trasposte in semi-animazione proprio per SuperGulp!).

Come dicevamo poco più sopra, il Bonvi di Marzolino Tarantola non si abbeverava solo alla fonte di Robida, ma anche a quella di un immaginario cinematografico sospeso tra comicità, avventura e venature da musical che trovava i propri capisaldi in film scritti e diretti da Blake Edwards come Operazione Crêpes Suzette e La grande corsa. Quest’ultimo, in particolare, datato 1965, era una pellicola molto conosciuta e apprezzata che veniva spesso programmata dalla Rai in concomitanza con le festività natalizie (allo stesso modo di Operazione Sottoveste, altro capolavoro di Edwards), nei cinema di provincia o nelle sale di seconda e terza visione.

Il movie trailer de “La grande corsa” di Blake Edwards © Warner Bros.

 

In Marzolino Tarantola sono presenti molti echi de La grande corsa, così come anche di Quei temerari sulle macchine volanti, commedia avventurosa britannica diretta da Ken Annakin e uscita nello stesso anno del film di Edwards (la popolarità internazionale di questi lungometraggi era tale che già sul finire degli anni Sessanta, la Hanna-Barbera Productions vi si ispirò per l’ideazione delle serie Wacky Races: Le corse pazze e Dastardly & Muttley e le macchine volanti). La trama, infatti, vede il baffuto protagonista, assistito dall’impassibile maggiordomo Alfred e dall’erculeo Enrico, gareggiare in una competizione che da San Francisco, percorrendo le vie più perigliose e sconosciute della terra, del cielo e del mare (l’eterogeneo terzetto visiterà perfino la perduta Atlantide), ha come traguardo i viali di Parigi.

Il movie trailer di “Quei temerari sulle macchine volanti” © 20th Century Fox

 

Contemporaneamente alla messa in onda televisiva, la storia di Marzolino Tarantola venne proposta in forma cartacea e a puntate sul settimanale d’informazione radiotelevisiva “TV, Sorrisi e Canzoni” e sul periodico “Il Corriere dei Piccoli”. L’anno dopo, nel 1980, l’avventura completa fu raccolta in due volumi cartonati editi da Rizzoli e oggi considerati come delle rarità acquistabili soltanto a prezzi da capogiro.

Sigla e incipit di “Marzolino Tarantola” © Eredi Bonvicini/Rai – Radio Televisione Italiana

 

Per questo motivo noi di Mondadori Comics siamo doppiamente lieti di poter proporre, in un’unica soluzione, sul numero 13 della collana “Superfumetti” – disponibile, a partire da questa settimana, nelle edicole, le librerie, le fumetterie e gli store online – la saga di Marzolino Tarantola, in un’edizione in bianco e nero totalmente restaurata e tesa a esaltare la verve artistica di Bonvi.

Un evento che, dopo trentacinque anni, vede tornare disponibile a un prezzo popolarissimo uno dei lavori più frizzanti e meno ristampati dell’artista emiliano.

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