The Phantom: l’immortale leggenda dell’Uomo Mascherato

Mentre in Italia il fumetto è alla ricerca di nuovi progetti editoriali che tornino a esaltarne il potenziale narrativo e commerciale, il pubblico sembra voler riscoprire il fascino delle storie risalenti all’Epoca d’Oro del medium. Per questo Mondadori Comics – da sempre attenta sia al futuro che alla tradizione – va adesso a recuperare gli eroi mitici della narrativa disegnata.

Blog 3 settembre 2014 alle 12:00

COP-Phantom_.1Otto storie complete, 640 pagine per un volumetto cartonato con cover in stile vintage, dimensioni 14 x 21 cm. (lo stesso formato degli omnibus di “Kriminal” e “Alan Ford”), curato non a caso da Max Bunker, sceneggiatore principe e innovatore del fumetto italiano.

Sono queste le caratteristiche di “The Phantom – L’Uomo Mascherato”, il libro che inaugura l’immersione di Mondadori Comics nei ricchi e luminosi fondali della prima Golden Age dei Comics. Immersione che proseguirà nei prossimi mesi con pubblicazioni monotematiche dedicate ad altri personaggi leggendari di quell’epoca, come Mandrake o Secret Agent X-9.

“The Phantom – L’Uomo Mascherato” sarà disponibile a partire da venerdì 5 settembre in tutte le edicole, le fumetterie e le librerie e conterrà una sequenza di avventure pubblicate originariamente a cavallo tra il 1936 e il 1939 sotto forma di comic strips per i quotidiani.

L’edizione Mondadori Comics prevede il rimontaggio di queste strisce orizzontali – ciascuna composta da tre o quattro vignette – su pagine verticali. Ciò per favorire una fluidità di approccio e di lettura che una ristampa filologica avrebbe invece impedito.

Ideate, infatti, per essere fruite giorno per giorno, in piccole dosi, le comic strips tendono – fatte le debite eccezioni – a diventare farraginose quando vengono accorpate in un’unica soluzione editoriale. Un problema derivante dalla presenza di cartigli riassuntivi posti all’inizio di ogni striscia e di alcune, inevitabili ripetitività nell’andamento della trama (dovute alla necessità, da parte degli autori, di fornire agli acquirenti dei quotidiani un inquadramento costante e inequivocabile della situazione narrativa).

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Daily strips rimontate tratte dalla prima avventura di The Phantom

Il rimontaggio e la sistemazione in verticale delle strips favorisce invece una lettura più moderna e dinamica delle sequenze a fumetti, restituendo loro la stessa forza d’impatto che avevano al momento della loro prima pubblicazione.

Del resto, l’epoca d’oro delle comic strips iniziò prima ancora dell’avvento dei comic-books (gli albi a fumetti di grande formato sui quali videro la luce personaggi come Superman e Batman). E così, quando gli editori americani e internazionali pensarono bene di ristampare le gesta dei più famosi eroi delle strisce quotidiane sulle pagine di periodici di altro tipo, provvidero subito a ottimizzare la resa delle vignette ridattandole senza problemi a una normale tavola da comic-book.

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Un albo di “The Phantom” nell’edizione pubblicata dall’australiana Frew Una ristampa storica delle strip di “The Phantom”

Ma chi è The Phantom, l’Ombra che Cammina, ribattezzato in Italia, fin dagli anni Trenta del secolo scorso, col più neutro e dumasiano nome di Uomo Mascherato?

E’ un personaggio scaturito dalla fantasia dello sceneggiatore, romanziere e scrittore teatrale Lee Falk, già ideatore, nel 1934, del mago illusionista Mandrake, un successo editoriale della King Features Syndacate, divisione della colossale Hearst Corporation.

La King Features Syndacate era una delle più importanti aziende statunitensi specializzate nella produzione di materiale d’intrattenimento (giochi, vignette satiriche, rubriche di hobby e bricolage, comics, ecc.) da inserire sulle testate giornalistiche nazionali. E molti tra i più apprezzati personaggi a fumetti di ogni tempo (tra i quali, per esempio, Betty Boop, il gatto Felix, Flash Gordon, Topolino, Paperino, Braccio di Ferro e così via) videro per la prima volta la luce sotto l’egida di questo storico marchio, riuscendo poi a raggiungere decine di milioni di lettori in tutto il mondo.

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Lee Falk nel suo studio. Alla sue spalle la cover del primo romanzo dedicato a The Phantom

All’allora venticinquenne Lee Falk venne quindi richiesta la creazione di un nuovo character che potesse bissare il successo di Mandrake. Ed è così che esordì The Phantom, un eroe in costume al quale Falk stesso pronosticò poche settimane di permanenza sui giornali prima di una repentina scomparsa, e di cui invece lo sceneggiatore nativo di St. Louis, nel Missouri, si ritrovò a narrare ininterrottamente le imprese fino al 1999, anno della sua morte. In quel momento l’Ombra che Cammina era da tempo al centro di un impero multimediale che lo vedeva protagonista, oltre che di storie a fumetti realizzate su licenza in vari angoli del pianeta, anche di film, cartoni animati, serie TV live action, musical teatrali, opere rock, videogiochi e parchi tematici.

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Il serial cinematografico di The Phantom, prodotto dalla Columbia Pictures nel 1943 Gli attori Tom Tyler e Jeanne Bates nel serial in b/n “The Phantom” Billy Zane e Kristy Swanson nel film “The Phantom”, prodotto dalla Paramount nel 1996

Nel decennio antecedente la Seconda guerra mondiale, ancora afflitto dalle conseguenze della Grande depressione, mentre le grandi potenze al di qua e al di là dell’Atlantico cercavano ancora di conquistare il predominio coloniale su Africa e Asia, la fascinazione per i paesaggi e le culture esotiche aveva buon gioco presso il pubblico di massa. Le avventure ambientate nelle giungle equatoriali, in India, in Cina e nel Sud-Est asiatico o su remote isole tropicali dominavano l’entertainment letterario, radiofonico e cinematografico degli anni Trenta.

The Phantom, a differenza dell’alto-borghese Mandrake, possedeva una connotazione mitologica e leggendaria superiore, evidente fin dalle sue caratteristiche iconografiche. Assistito dal tratto fluido e corposo di un trentaseienne Ray Moore, disegnatore – originario dell’Oklahoma – dal carattere schivo e riservato, Falk trasse ispirazione da eroi della letteratura “alta” come lo spagnolo Cid Campeador, il britannico Re Artù e gli dei del folklore greco e nordico, rivisitati, tuttavia, con l’appeal popolare del Tarzan di Edgar Rice Burroughs e del Mowgli di Rudyard Kipling.

Il costume aderente al corpo scultoreo venne modellato a partire dal look fornito al Robin Hood di sir Walter Scott da illustratori come Howard Pyle, Dan Content e N.C, Wyeth. Il concetto di maschera con bulbi oculari completamente bianchi derivò invece dall’osservazione dei volti delle antiche statue greche così come sono giunte fino a noi: prive, cioè, di iridi e pupille.

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Albo contenente una ristampa rimontata di Sunday strips di “The Phantom”

The Phantom era un combattente del crimine, ventunesimo discendente di una stirpe di eroi mascherati sorta nel 1536, quando Christopher Walker, figlio di un marinaio britannico rimasto ucciso nel corso di un attacco dei pirati Singh nel mare del golfo del Bengala, decise di vendicare suo padre affrontando i crudeli criminali che minacciavano la vita dei viaggiatori occidentali e delle pacifiche popolazioni locali.

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Le origini di The Phantom

Nelle daily strips, l’Ombra che Cammina non apparve immediatamente. Per incontrarlo, i lettori dovettero attendere ben cinque giorni. In questo lasso di tempo ebbero, tuttavia, la possibilità di ammirare il fiero carattere di Diana Palmer, una bellissima e volitiva esploratrice, esperta in ogni tipo di sport e combattimenti. Non la solita “damigella in pericolo”, quindi, ma una donna dotata di forza, personalità e arguzia, destinata inevitabilmente a diventare la compagna fedele e inseparabile di un eroe eccezionale.

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Diana Palmer è la protagonista delle prime daily strips originali di “The Phantom”

Il personaggio di Falk e Moore venne presentato per la prima volta ai giovani lettori italiani in piena epoca fascista, sulle pagine della rivista-giornale “L’Avventuroso” pubblicato dall’editore fiorentino Paolo Nerbini. Per l’occasione il suo costume venne colorato di rosso (invece del tradizionale grigio-viola) e i personaggi delle storie ribattezzati con nomi nostrani (Diana Palmer, per esempio, divenne Diana Palmesi).

Poi, nel 1938, nel regime di autarchia imposto dal Minculpop, le importazioni di materiali originali vennero bloccate e l’editore dovette provvedere con tavole realizzate in Italia da Roberto Lemmi, disegnatore chiamato a illustrare storie inedite o ricavate dai plot originali di Falk.

Un albo monografico de "L'Uomo Mascherato" nell'edizione Nerbini

Un albo monografico de “L’Uomo Mascherato” nell’edizione Nerbini

L’Uomo Mascherato è rimasto comunque, per decenni, uno dei personaggi a fumetti più famosi e amati nel nostro Paese, continuando ad apparire su albi pubblicati da svariate case editrici. Albi che proponevano, rimontate e a colori, le avventure originarie estratte dalle daily e dalle Sunday strips (le tavole che arricchivano gli inserti domenicali dei quotidiani americani) o anche prodotte in Italia e in altre nazioni europee (è importante ricordare che il personaggio è tutt’oggi una star assoluta in Danimarca e in terra scandinava dove è una licenza esclusiva dell’editore Egmont).

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Due albi italiani de “L’Uomo Mascherato” L’Uomo Mascherato in uno storico volumetto dell’Editoriale Corno diretta da Luciano Secchi

Mondadori Comics è pertanto orgogliosa di poter riproporre in Italia un personaggio di tale caratura e blasone, in un’edizione volta a esaltare la sua grandezza e la sua importanza nell’immaginario collettivo mondiale.

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