Viaggiando nel tempo con “Historica”: Le sette vite dello Sparviero e Piuma al Vento

Una serie antologica deve proporre albi realizzati dai migliori autori. Ma all’interno di una collana basata sull’alternanza di scenari e staff creativi, emergono sempre dei titoli che le fanno toccare picchi di eccellenza. Nel caso di “Historica”, in tale novero rientrano Le sette vite dello Sparviero e Piuma al Vento di Cothias e Juillard

Blog 23 aprile 2014 alle 12:00

J-2“…Al tempo di cui parliamo, nelle città regnava un puzzo a stento immaginabile per noi moderni. Le strade puzzavano di letame, i cortili interni di orina, le trombe delle scale di legno marcio e di sterco di ratti, le cucine di cavolo andato a male e di grasso di montone, le stanze non areate puzzavano di polvere stantia, le camere da letto di lenzuola bisunte, dell’umido dei piumini e dell’odore pungente e dolciastro di vasi da notte.

Dai camini veniva puzzo di zolfo, dalle concerie veniva il puzzo dei solventi, dai macelli puzzo di sangue rappreso. La gente puzzava di sudore e di vestiti non lavati, dalle bocche veniva un puzzo di denti guasti, dagli stomaci un puzzo di cipolla e dai corpi, quando non erano più tanto giovani, veniva un puzzo di formaggio vecchio e latte acido e malattie tumorali.

Puzzavano i fiumi, puzzavano le piazze, puzzavano le chiese, c’era puzza sotto i ponti e nei palazzi. Il contadino puzzava come il prete, l’apprendista come la moglie del maestro, puzzava tutta la nobiltà, persino il re puzzava, puzzava come un animale feroce, e la regina come una vecchia capra, sia d’estate sia d’inverno. Infatti nel Diciottesimo secolo non era stato posto ancora alcun limite all’azione disgregante dei batteri e così non v’era attività umana, sia costruttiva sia distruttiva, o manifestazione di vita in ascesa o in declino, che non fosse accompagnata dal puzzo.”

Quello che vi abbiamo appena proposto è lo straordinario incipit de Il profumo, il romanzo di culto del tedesco Patrick Sűskind, pubblicato nel 1985 e graziato da un successo mondiale che, nel 2006, condusse alla realizzazione di un suo adattamento cinematografico, anch’esso molto apprezzato dal pubblico di ogni età.

Il profumo è ambientato nella Francia del XVIII secolo ed è incentrato sulle gesta del fantomatico Jean-Baptiste Grenouille, un uomo dotato di un olfatto ipersensibile che, alla ricerca dell’essenza odorosa perfetta, si trasforma in un serial killer di donne, dalle cui epidermidi riesce a estrarre gli ingredienti per i suoi esperimenti.

J-3 J-4 J-5
Scena del film “Profumo: Storia di un assassino” Locandina del film “Profumo: storia di un assassino” Patrick Sűskind

Ma, al di là della trama, ciò che più colpisce del romanzo di Sűskind, è la capacità di trasportare i propri lettori in un altro secolo sollecitando, attraverso le parole, un aspetto sensoriale fondamentale per comprendere il senso stesso della Storia e del suo sviluppo attraverso i millenni.

Certe sensibilità artistiche, certe scelte di approccio ai molteplici aspetti del nostro passato comune, non nascono comunque isolate. Non si spiegherebbe altrimenti come, quasi in contemporanea con la scrittura e la pubblicazione de Il profumo, abbia potuto vedere la luce, nel 1983, il primo tomo de Le sette vite dello Sparviero, la saga storico-avventurosa concepita dallo sceneggiatore Patrick Cothias e dall’illustratore André Juillard.

André Juillard e Patrick Cothias

André Juillard e Patrick Cothias

Certo, gli eventi di questo capolavoro a fumetti si dipanano un secolo prima rispetto a quelli narrati nel libro di Sűskind (all’inizio del Seicento, durante la transizione dal regno di Enrico IV a quello di Luigi XIII), ma il modo in cui gli autori si accostano alla materia, alle ambientazioni e agli scenari storici è assimilabile a quello del romanziere tedesco.

La critica ha ormai attestato, infatti, che Le sette vite dello Sparviero costituisce il primo esempio di fumetto a sfondo storico in cui le caratteristiche fondanti – politiche, sociali, etiche, morali, religiose, culturali, ecc. – dell’epoca in cui le vicende sono collocate, condizionano i comportamenti dei personaggi, segnando pesantemente l’evoluzione degli intrecci.

Una vera e propria rivoluzione copernicana, insomma, rispetto a quanto accadeva nei decenni precedenti, quando nei fumetti d’impianto storiografico le azioni dei protagonisti prescindevano dal tempo e dai luoghi in cui si svolgevano, per cui un racconto poteva indifferentemente essere ambientato nel medioevo o in un futuro fantascientifico senza che l’essenza ne risultasse alterata.

Cothias e Juillard, al contrario, fanno agire i loro personaggi nella peculiarità tipica dell’Età Moderna, riscoprendola e riconsegnandola ai lettori alla luce diretta di quanto descritto e svelato dal commediografo Molière, da Jean Racine e dal suo teatro drammatico, dalla osservazione dei caratteri di un François Rabelais (che pur se vissuto nel Cinquecento aveva comunque, con la sua opera, anticipato i tempi) o degli ottocenteschi Alexandre Dumas (con particolare riferimento alla trilogia dei Tre Moschettieri) e Honoré de Balzac.

Ed è proprio da Balzac che Cothias in particolare mutua le ambizioni per la costruzione di una “commedia umana” tesa a far immergere i lettori in un’epoca lontana e, per molti versi, “aliena” rispetto al presente.

J-10 J-11 J-12 J-13
Ritratto di Molière Ritratto di Racine Ritratto di Rabelais Ritratto di Balzac

Ma andiamo per ordine. Le sette vite dello Sparviero (ciclo narrativo pubblicato integralmente sui volumi 6 e 9 di “Histoica”) e Piuma al Vento (sequel della saga, proposto sul numero 13 della collana e ambientato sul continente americano) costituiscono, pur restando autonomi e perfettamente leggibili a sé stante, la spina dorsale di un affresco assai più ampio che comprende altri sette titoli, ognuno dei quali strutturato su più tomi.

J-7 J-8 J-9

Dalla drammatica storia di Ariane de Troïl e della sua famiglia scaturiscono, quindi, varie ramificazioni: Masquerouge (“Maschera Rossa”), disegnato da un giovane Julliard, poi sostituito da Marco Venanzi, dove le imprese del misterioso giustiziere mascherato che percorre le trame de Le sette vite dello Sparviero assumono toni più leggeri e scanzonati, adatti per una platea pre-adolescenziale; Le Fou du roy (“Il buffone del re”) dove Cothias e l’illustratore Brice Goepfert immaginano che Molière, venuto apparentemente al mondo nella famiglia del tapezziere reale, sia in realtà il figlio segreto di Luigi XIII e di Ariane de Troïl; La Masque de Fer (“La Maschera di Ferro”), in cui, attraverso le tavole realizzate da Marc-Renier, si racconta il destino del commediografo Jean-Baptiste Donjon, venuto a conoscenza delle vere origini di Molière.

J-14 J-15 J-16 J-17
© Glénat © Glénat © Glénat Una tavola de La Masque de Fer © Glénat

Poi Cothias, coadiuvato dai disegni e dai colori di Jean-Paul Dethorey, si fa carico di raccontare – in Cœur brûlé (“Cuore in fiamme”) – le peripezie trans-continentali di Germain Grandpin, straziato dall’apparente morte di Ariane, con la quale aveva avuto una relazione da cui era nata una figlia dispersa, Anne, detta Ninon. Ed è proprio la figlia di Germain e Ariane la protagonista del ciclo intitolato Ninon secrète, illustrato da David Prudhomme. Cortigiana e avventuriera, la donna è anch’essa basata su una figura storica veramente esistita, Ninon de Lenclos, creatura dall’ingegno multiforme e animatrice di un salotto letterario al quale partecipava tutta l’intellighenzia francese della seconda metà del XVII secolo.

J-18 J-19 J-20 J-21
© Glénat Una tavola di Cœur brûlé © Glénat © Glénat Una tavola di Ninon Secrète © Glénat

Les tentations de Navarre (“Le tentazioni di Navarra”), disegnato da Pierre Wachs, costituisce, invece, un prequel che indaga sulla giovinezza di Enrico IV di Borbone, allo stesso modo di Le chevalier, la Mort et le Diable (“Il cavaliere, la Morte e il Diavolo”), dove i protagonisti sono i fratelli Yvon e Gabriel de Troïl, coinvolti nella guerra di religione tra cattolici e ugonotti, alla fine del XVI secolo. In questo caso le tavole sono di Alain Robet.

J-22 J-23
Una tavola de Les tentations de Navarre © Glénat © Glénat

Di questa opera poderosa, sviluppata da Cothias nell’arco di più di vent’anni, si hanno tracce – sui volumi pubblicati all’interno di “Historica” – soprattutto tra le pagine di Piuma al Vento, dove si può assistere alla nascita di Ninon e al modo in cui è stata sottratta alla madre, Ariane, e ancora al ritorno in scena di Grandpin e all’epilogo delle sue gesta narrate in Cœur brûlé.

Le sette vite dello Sparviero e Piuma al Vento rappresentano in ogni caso il vertice dell’affascinante architettura narrativa allestita da Cothias. E questo soprattutto grazie all’apporto grafico di Juillard che mediando tra lo stile “linea chiara” transalpino e riferimenti più classici e accademici riesce a pervenire a risultati mozzafiato.

Osservando le tavole dell’artista parigino sembra quasi di poter sentire gli odori – torniamo così al discorso col quale abbiamo aperto questa pagina – e di percepire la stessa consistenza dell’aria, in una Francia pre-industriale dove le conquiste della civiltà andavano a innestarsi su indoli barbariche e superstiziose credenze, dove l’intelligenza libertina doveva farsi spazio a fatica tra le costrizioni dell’Ancien Régime, dove le questioni politiche coincidevano ancora coi soprusi e col sangue.

Una tavola di André Juillard

Una tavola di André Juillard

Ne Le sette vite dello Sparviero e in Piuma al Vento si avverte il puzzo delle osterie malfamate (dove gli avventori, non esistendo ancora servizi igienici, orinano sulle pareti) e il fetore delle prostitute dai corpi sformati e dalle bocche guaste; si può assistere al grufolare dei maiali a ridosso delle mura cittadine; ci si può ritrovare immersi nella neve e nel fango putrido che invadono le strade d’inverno. Ma, allo stesso tempo, aria e cielo appaiono tersi e cristallini, palazzi e monumenti non riescono a celare le dimensioni estremamente ridotte delle città; gli spazi liberi appaiono ampi e deserti (il Nord America è un territorio vergine dove i nativi vivono a contatto con la natura, immersi in un verde rigoglioso e nelle acque limpide); l’essenza delle cose spicca in una realtà concreta, in cui l’unica idea virtuale coincide con l’arcano e il soprannaturale. Un arcano e un soprannaturale che irrompono nelle vicende degli uomini così come accade in alcuni capolavori letterari del “realismo magico” novecentesco, da Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov a Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquz.

J-24 J-26
Illustrazione di André Juillard Illustrazione di André Juillard

L’arte di Juillard rappresenta una delle massime espressioni della bande dessinée franco-belga, alla quale ha sì contribuito a donare, assieme a Cothias, un nuovo tipo di narrazione per immagini, ma a cui ha anche restituito il gusto per le sue opere più classiche. L’artista è stato infatti più volte coinvolto nella realizzazione delle nuove avventure di Blake e Mortimer, personaggi leggendari scaturiti nel 1946 dalla fantasia del cartoonist belga Edgar P. Jacobs.

J-27 J-28
© Blake et Mortimer © Blake et Mortimer

E il suo stile tecnico e raffinato ha, oltretutto, mostrato di possedere anche una naturale tensione erotica che traspare chiaramente sulle tavole de Le sette vite dello Sparviero e di Piuma al Vento. Una tendenza che ha trovato spazio pure su illustrazioni e statue di pregevole fattura.

Vignetta tratta da "Le sette vite dello Sparviero"

Vignetta tratta da “Le sette vite dello Sparviero”

J-30 J-31 J-32
© André Juillard Eve © André Juillard © André Juillard e Attakus

Altre News

Lenin, settimo volume di Historica Biografie

Anteprima 14 novembre 2017

Una delle figure più significative e influenti del XX secolo, dal 7 novembre in edicola, fumetteria, libreria e online!

Leggi tutto »

La Lucca Comics & Games 2017 di Mondadori Comics

Eventi 9 novembre 2017

Eccoci rientrati da cinque giorni intensi, emozionanti e appassionanti sotto l’ampio padiglione di Piazza Napoleone che anche quest’anno ha ospitato il nostro stand alla ormai storica fiera del fumetto di Lucca.

Leggi tutto »