Wika e la furia di Oberon: un universo di fiabe tra manga, art déco e steampunk

Un capolavoro di narrativa e arte grafica che viene proposto in Italia in anteprima assoluta. Uno dei più importanti romanzieri fantasy e uno dei più grandi illustratori del genere gotico-fiabesco uniscono i loro talenti per dar vita a un’opera incantevole. Questo mese, solo su “Prima”.

Blog 17 settembre 2014 alle 12:00

Se è vero il detto che l’appetito vien mangiando, allora Thomas Day deve aver provato una gran fame quando ha potuto ammirare la trasposizione a fumetti del suo romanzo La Via della Spada. Un lavoro sceneggiato da Mathieu Mariolle e illustrato dal toscano Federico Ferniani che noi di Mondadori Comics abbiamo avuto il piacere e l’onore di proporvi sul secondo numero di “Prima”, la nostra collana dedicata alle anteprime di prestigio provenienti dal mercato della bande dessinée transalpina.

Parigino, classe 1971, Thomas Day (nome d’arte di Gilles Dumay) è uno dei più importanti scrittori francesi di fantasy e fantascienza, come attestano le onorificenze attribuitegli dalle giurie del Prix Imaginales, del Grand prix de l’Imaginaire e del Prix Julia-Verlanger (che ha cinto il capo di alloro anche al Jean-Pierre Andrevon de Le cronache di Centrum, graphic novel techno-noir pubblicato qualche mese fa all’interno della collana “Fantastica”).

Critico mordace e di spessore, curatore di riviste di genere, consulente editoriale, autore di una cinquantina di racconti e di una dozzina di romanzi, Day ha talmente apprezzato l’operato letterario di Mariolle su La Via della Spada da essersi convinto a entrare in prima persona nel mondo del fumetto, lanciandosi in una collaborazione nata da una suggestione dell’illustratore Olivier Ledroit.

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Le cover di due romanzi di Thomas Day

Quarantacinquenne originario di Meaux, nella regione dell’Île-de-France, Ledroit è da tempo uno dei punti di riferimento contemporanei dell’illustrazione gotica, fantasy e fiabesca, distinguendosi per il particolare mélange che rende inconfondibili i suoi lavori.

L’artista ha affrontato le tematiche del fantastico in vari modi: attraverso immagini e pin-up raccolte in volumi come L’Univers féerique d’Olivier Ledroit (“L’universo fatato di Olivier Ledroit”); videogame come Heroes of Might and Magic V, prodotto dalla Ubisoft, ma soprattutto diverse saghe a fumetti. Ledroit, infatti, ha incominciato ad affrontare la cosiddetta arte sequenziale alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, dapprima col ciclo di successo Le cronache della Luna Nera, impregnato di atmosfere lovecraftiane, e subito dopo col mystery Xoco.

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Cover del videogame “Heroes of Might and Magic V” © Ubisoft Personaggi ideati da Olivier Ledroit © dell’autore

È stato, tuttavia col fanta-orrorifico Requiem, Chevalier Vampire (“Requiem, Cavaliere Vampiro”) che Ledroit ha instaurato un lungo sodalizio con Pat Mills, caustico e vulcanico scrittore britannico autore di personaggi di culto quali l’eroe celtico Sláine, l’alieno demoniaco Nemesis The Warlock e il cinico uccisore di supereroi Marshal Law.

Dall’accoppiata Mills-Ledroit sono poi scaturiti anche Sha, incentrato su una strega guerriera che combatte in un futuro distopico, e Claudia, Chevalier Vampire, ambientato nello stesso universo di Requiem.

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Una splash page doppia tratta da “Requiem, Chevalier Vampire” © Editions Nickel Cover di un volume della serie “Sha” © Mills/Ledroit/Soleil

Ma quando Ledroit, nel corso di una sessione di sketch si è ritrovato a disegnare il volto di una fata-ragazzina – la futura Wika – ideata in quel momento per un fan in fila per una dedica, il suo pensiero è volato a Thomas Day.

“Avevo scritto qualcosa per i miei figli che volevo adattare a fumetti,” ha svelato Day nel corso di un’intervista al sito specializzato francese Onirik. “Un romanzo intitolato Du sable sous les paupières (“Della sabbia sotto le palpebre”) che avrei voluto, se possibile, far trasporre in immagini a Olivier. Ma questi aveva altre idee, riguardanti statue, fate e così via. Poi un giorno lui mi chiamò. Io pensavo che fosse per Du sable sous les paupières, ma non era così. Era per Wika.”

“Ho un personaggio femminile, un cumulo di disegni e sono pieno di idee. Con chi posso parlarne?” si è sentito dire Day da Ledroit, ritrovandosi con circa duecento disegni dell’illustratore in mano.

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Thomas Day e Olivier Ledroit Un ritratto di Wika

“A poco a poco, abbiamo incominciato a costruire qualcosa intorno a questi disegni,” ha concluso Day. “È così che è nato tutto. Sono dovuti trascorrere circa otto mesi perché entrambi ci dicessimo soddisfatti dei nostri sforzi reciproci.”

10E il risultato finale è stato il primo volume di Wika e la furia di Oberon, pubblicato in Francia (così come La Via della Spada) da Glénat e adesso proposto pure in Italia, in anteprima assoluta, a ridosso dell’edizione d’Oltralpe, da Mondadori Comics, sul numero 6 della collana Prima, disponibile nelle edicole, nelle fumetterie e nelle librerie a partire dal 12 settembre.

La saga di Wika – che Day e Ledroit svilupperanno in quattro volumi – è incentrata sulla figlia di Titania, regina delle fate, andata in sposa al duca Claymore Grimm. Un’unione che ha riempito di odio e di risentimento Oberon, mitico sovrano del regno fatato, che decide pertanto di vendicarsi della sua ex compagna sterminando coloro che ritiene suoi traditori. E ad aiutarlo a portare a compimento questa nefanda impresa concorre Rowena la lupa, l’amante che gli ha dato sette figli dall’abominevole natura ferina.

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© Thomas Day/Olivier Ledroit/Glénat

Contraddistinto da tavole di ampio respiro, in cui la gabbia delle vignette deflagra spesso e volentieri in ardite costruzioni e in spettacolari splash-page abbinate, Wika e la furia di Oberon si basa su una trama agile e lineare sebbene carica di notevoli sottotesti. È quindi un’opera adattissima sia per un pubblico “young adult” – il target per il quale è stata creata – che per i lettori maggiormente smaliziati. Un gioiello che rappresenta, per certi versi, un punto di svolta nella carriera di Day e Ledroit, solitamente abituati a portare a compimento narrazioni più fosche e ambigue.

Splash page per "Wika e la furia di Oberon"

Splash page per “Wika e la furia di Oberon”

“Avevo voglia di cambiare,” ha spiegato ancora l’illustratore francese a Onirik. “Ho disegnato per anni cose più cupe, molto più violente. Basta vedere Le cronache della Luna nera. In Wika e la furia di Oberon lo scenario è altrettanto duro, ma molto meno rispetto al passato e, per quanto possibile, la violenza è messa fuori campo, non è mai frontale. A un certo punto della storia, per esempio, comprendiamo soltanto che c’è stato un atroce stupro. In Requiem, Chevalier Vampire quello stupro sarebbe stato mostrato. È come i veri racconti di fate che sono serviti nel tempo a mandare dei messaggi forti. Servono a temprare gli spiriti spiegando il male, ma trovando sempre il modo di sublimare la violenza esplicita. È pur vero, però, che le forti luminosità e i colori accesi presenti in questo primo tomo tenderanno ad attenuarsi nei capitoli successivi.”

In effetti in Wika e la furia di Oberon la dimensione metaforica è molto vasta: “I sette lupi, figli di Oberon e Roxana, rappresentano i sette peccati capitali,” interviene Day. “Inoltre ci sono un sacco di citazioni, c’è la bellezza delle immagini, una storia alla quale si tiene veramente. Una ragazzina dinamica catapultata in una quest che la rende sempre più interessante, un tocco di psicanalisi delle fiabe.”

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© Thomas Day/Olivier Ledroit/Glénat

Insomma, Day e Ledroit hanno dato il via a un progetto semplice nella sua essenza, ma, al contempo, ambizioso e carico di componenti di elevato valore artistico. Un progetto fondato su un mondo in cui il fiabesco va a innestrasi su visioni retro-futuristiche di impronta cyberpunk e su un appeal manga (che guarda soprattutto all’Hayao Miyazaki di Laputa, il castello nel cielo e Nausicaä della Valle del vento) cercato in tutti i modi dai due autori, innanzitutto per la gioia dei loro figli, primi giudici e consulenti di Wika e la furia di Oberon.

Le tavole di Ledroit (che ha impiegato una settimana di lavoro per ognuna di esse) sembrano realizzate apposta per lasciare a bocca aperta i lettori: una straordinaria congerie di stili e visioni che si amalgamano e si sovrappongono, richiedendo una prolungata fruizione, laddove l’art déco va a innestarsi sulla vivacità materiale dei pittori fiamminghi del Quattrocento e il Decadentismo va a riallacciarsi a quella Seconda rivoluzione industriale in cui trova le sue radici primigenie.

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Le visioni erotiche di Ledroit nel volume “Belles de nuit” © Editions Nickel Una pin-up di Ledroit © dell’autore Ledroit illustra Il Corvo © James O’Barr Un fata immaginata da Ledroit © dell’autore

Uno spettacolo nato per la gioia degli occhi e della mente.

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