Tutti gli albi della storica serie di Max Bunker disegnati da Magnus in edizione cronologica definitiva disponibile dal 6 dicembre 2013

Anteprima 3 dicembre 2013 alle 15:14

Mondadori Comics presenta l’edizione assoluta di Kriminal, in eleganti volumi “omnibus”.
Il primo volume di Kriminal Omnibus – Agosto 1964 – Gennaio 1965 è in distribuzione nelle edicole, fumetterie e librerie dal 6 dicembre 2013.

Per scoprire, riscoprire, collezionare una pietra miliare del fumetto italiano.
L’edizione Omnibus raccoglie in 18 volumi – mensili – tutti gli episodi della storica serie di Max Bunker disegnati da Magnus in rigoroso ordine cronologico. Ogni volume raccoglie sei albi della produzione originale.

Il primo volume raccoglie i primi 6 albi della serie “Kriminal” disegnati da Magnus pubblicati tra l’Agosto 1964 e il Gennaio 1965.
Il volume, in formato 14 x 21, è un cartonato di oltre 700 pagine, confezionato con un elegante dorso quadro e i bordi neri.
Un’eccezionale edizione integrale “rimasterizzata” e da collezione per il “re del delitto” del fumetto nero italiano.

Dall’introduzione di Max Bunker al Vol.1 della collana”Kriminal Omnibus”

Questa è un’edizione omnibus che io definirei “monstre”!

Il progetto è quello di riproporre tutti gli episodi, in stretto ordine di cronologia, scritti da Max Bunker e disegnati da Magnus, con l’appendice delle tre parti del “Ritorno dalla zona buia” disegnata da Dario Perucca.

Kriminal a suo tempo (agosto 1964) ha rotto tutti i tabù dell’ipocrisia, specialmente quella sul sesso, parlando un linguaggio reale, concreto, vero, passando dai sussurri all’urlato a pieni polmoni.
Ora, anno di scarsa grazia 2013, la cosa è assimilata, ma una cinquantina d’anni or sono le coronarie dei benpensanti furono messe a dura prova. Ci fu un andirivieni continuo di ululanti ambulanze che andavano a soccorrere quelli il cui cuore non aveva retto. È un’immagine poetica che di tanto in tanto mi piace evocare.

Ci furono diversi tentativi di suicidio, tutti abortiti per fortuna. Un uomo si gettò giù dalla finestra del pianterreno, anche lui senza mortali conseguenze, e questa è sempre poesia, ma quella di un solerte membro del parlamento che discutendo dell’orrido fatto prese la parola per dire con voce rotta “La patria è in periglio” scopre una realtà per niente poetica.

La stampa di qualsiasi colore, tendenza o interesse fece blocco granitico, tutti solidali nel condannare quel pazzoide di Max Bunker che aveva osato infrangere i sacri tabù. Si parlava solo di quello ed erano tempi davvero beati se persino in prima pagina di qualche quotidiano veniva riportata l’indignazione e lo sconcerto della popolazione tutta davanti a quello scempio morale.

Eppure, annusando l’aria, c’erano delle avvisaglie che qualcosa stava per cambiare, o meglio, che si avvertiva l’assoluta necessità di portare un alitar nuovo. Il maggio francese era ancora di là da venire e la contestazione non aveva ancora mosso i primi passi, ma il disagio era più che evidente. La società doveva cambiare, soprattutto nel concepimento della vita condensato nel motto “Si fa ma non si dice” riferito principalmente al sesso, ma che poi si estendeva a tutte le malefatte coperte e nascoste, agli intrallazzi di chi stava in alto e che nei tempi attuali emergono abbastanza frequentemente. Chi aveva fiuto aveva intuito che l’aer non profumava più d’incenso, ma di pirite, e che a evidenziarlo con robustezza fosse un giovane allora sconosciuto scrittore di fumetti era decisamente intollerabile.

Questo volume porta l’esordio di Kriminal da “Il re del delitto” a “Il museo dell’orrore”, ma soprattutto a quell’ “Omicidio al riformatorio” che scatenò una vera e propria caccia alle streghe.
Benvenuti quindi alla corte di Kriminal, e che l’appagamento sia con voi!

Max Bunker
Milano 3 ottobre 2013

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