Un romanzo dirompente, estremo e maledetto, dà a Valentina l’occasione per un incredibile gioco di trasformazioni e immedesimazioni, in una messa in scena brechtiana che trasforma “Storia dell’occhio” in una immersione nel narrare stesso. Sogno e racconto allo stato puro si sposano poi nella “Lanterna magica”, lunga sonata per vignette senza parole.