L’evasione è riuscita. Grazie alle abilità tecno-digitali di Helena Svensson – una hacker dotata di un plug-in corticale che le permette di immergersi nel ciberspazio – un gruppo di detenuti è scappato dalla prigione orbitante di Lazareth. Qui, migliaia di carcerati, regolarmente processati e condannati, sono posti in animazione sospesa: i corpi confinati in loculi di deprivazione sensoriale, le menti inserite, a loro insaputa, in un ambiente virtuale creato da un’intelligenza artificiale. Helena, però – chiamata a scontare una pena di vent’anni per aver sottratto dei progetti segreti a una potente corporazione, la J&M – dopo aver scoperto la verità, ha creato una falla nel sistema. Si è quindi risvegliata dal sonno indotto e assieme ad alcuni compagni di fuga – tra i quali spiccano il pilota Swan Barese e il rude avventuriero John Colter – si è impadronita di uno shuttle per abbandonare il satellite detentivo e far perdere le proprie tracce, inoltrandosi negli angoli più remoti del Sistema solare. Adesso, l’unico desiderio della hacker è quello di ritrovarsi faccia a faccia con Jedediah Sullivan, l’uomo che amava e che invece l’ha tradita, consentendo la sua cattura da parte della polizia.