All’inizio del XVI secolo viene incoronato “Imperatore” della città di Tenochtitlán Montezuma II, della casta dei sacerdoti. È il periodo di massima espansione di quello che verrà definito Impero Azteco, essenzialmente una confederazione di città stato tenute insieme da una labile storia comune e da una sanguinaria religione imposta dalle caste superiori. Ma Montezuma è un sovrano superstizioso che vede presagi di fine ovunque e si convince che il destino degli aztechi è ormai segnato. Gli ultimi anni dell’Impero Azteco sono qui raccontati attraverso la testimonianza della bella indigena Maiana, inizialmente semplice prigioniera da sacrificare, poi amante dell’imperatore e infine del condottiero spagnolo Cortés, inviato da Carlo V di Spagna a conquistare il Messico e le sue immense ricchezze.