Ottobre 1812, priva di sostentamento e attanagliata da un freddo polare, la grande armata si ritira da Mosca e prova a tornare in Francia, dopo aver atteso inutilmente una richiesta di pace da parte di Alessandro I, Zar di Russia. Accerchiato dall’esercito nemico, Napoleone vede un’unica possibilità di salvezza: attraversare il fiume Beresina. Con temperature di parecchi gradi sotto lo zero oltre 25.000 uomini verranno sacrificati per mettere in salvo la maggior parte dell’esercito francese. Nonostante Napoleone possa annoverare la battaglia di Beresina come una vittoria, questa non mitigherà la disfatta della campagna di Russia e sarà il preludio della caduta dell’imperatore francese. Frédéric Richaud e Ivan Gil si confrontano nuovamente con Napoleone, in un o dei momenti più bui della sua storia.